Gentrification e «rivendicazione dei diritti»

Il diritto all’autodifesa, o sedicente tale, è cosa di cui si discute più o meno da sempre. E se ne discute per via del meccanismo che proverò brevissimamente a descrivere di seguito. Sto camminando per la strada e da lontano vedo un tipo sospetto, anche se non fa nulla di particolare mi pare ovvio che…

La dimensione locale e quella globale del territorio

Pare piuttosto triste che in questa nostra era apparentemente aperta ad ogni possibilità di progresso (in forme davvero inimmaginabili solo pochissimi anni fa) la questione dell’identità nazionale, o locale, o più raramente sovranazionale, si debba sempre affiancare a quella miserabile della difesa di confini, in una forma o nell’altra, dall’invasione presunta di chi quell’identità non…

Cosa serve per la mobilità dolce

Una errata concezione meccanica troppo allargata e sovrapposta all’esistenza umana (nel tentativo di porci sulla medesima lunghezza d’onda del lungo ciclo di sviluppo industriale della nostra società) ha finito per sconvolgere anche aspetti della vita che si potevano ampiamente risparmiare, e comunque possiamo iniziare a risparmiare nella situazione attuale di minore dipendenza, fisica e psicologica,…

Non è gentrification, scemo: ho solo cambiato dieta!

L’ultima ondata di ideologiche sciocchezze e pretestuose falsità, in materia di cose urbane, riguarda un termine di introduzione abbastanza recente, ma che a quanto pare neppure così riesce a sottrarsi alle più incredibili manipolazioni: rigenerazione. Che come in teoria dovrebbe dire il nome, genera di nuovo ciò che era già stato generato, salvo poi ovviamente…

Questioni per l’analisi sociologica a scala di quartiere (1915)

Prossimità e contatti di vicinato rappresentano le basi per la forma più semplice ed elementare di associazione con cui ci confrontiamo nell’organizzazione della vita in città. Interessi e associazioni locali danno vita a un sentimento, locale, e là dove la residenza è base per la partecipazione politica, la dimensione del quartiere è la base del…

Il mercato come indicatore dello spazio pubblico

Ci sono sempre almeno tre prospettive in cui inquadrare un fenomeno: gli aspetti positivi e di progresso, gli aspetti negativi e potenzialmente regressivi, quanto ne risulta in realtà facendo una sintesi dinamica dei due estremi. Ovviamente, se il metodo dialettico pare piuttosto oggettivo in quanto tale, il giudizio di sintesi non può che essere influenzato…

Qualità urbana o estetica dei quattrini?

Pare piuttosto ovvio che l’aspetto estetico, o in generale i messaggi che ci manda in modo più o meno subliminale un ambiente fisico, meglio ancora se ce lo siamo costruiti su misura, sia un ottimo sintomo di qualità, di riuscita o meno della trasformazione a uso umano e sociale di un contesto. C’è addirittura, viva…

Gli ostacoli concettuali a una buona mobilità ciclabile

Un secolo di autocentrismo non passa certo come acqua fresca, e «affermare il principio», in questo come in altri campi, è esercizio al tempo stesso di sadomasochismo prevalentemente sulla pelle altrui, e puro spreco di fiato. La sensibilità media diffusa (almeno al di fuori dei soliti circoli di appassionati e militanti della mobilità dolce, o…

In quanto urbanista, io cosa diavolo sarei?

Certo semplicionismo da social network dei nostri giorni, anche qui avrebbe pochi dubbi, anzi nessuno: la città la fanno gli architetti, magari sulla base di una piattaforma tecnologica costruita da ingegneri e simili, e poi certo con l’aggiunta di elementi importanti che richiedono le competenze delle scienze naturali, o delle discipline dell’organizzazione, o magari quelle…

Q.T.8 Il quartiere sperimentale della Triennale di Milano (1954)

Prefazione … Sette anni sono molti nella vita di un uomo e pochi nella vita di un quartiere di città che, una volta impostato urbanisticamente, sorge e si ricostruisce per dei secoli nello stesso luogo, Barbarossa o bomba atomica imperante. Per questo, all’impazienza del voler constatare “de visu” i progressi dei programmi che sollecitava me…