Qual è l’uso migliore delle risorse boschive e idriche che si intrecciano e interpongono alle regioni metropolitane del paese? Quale la miscela ottimale di ambienti naturali e città costruite dall’uomo? Come comporla? Forse certe zone destinate agli affari al commercio ai trasporti risultano concentrate e sovraccariche al punto da costituire in sé disastri ecologici? E alcune aree boscate urbane potrebbero essere conservate intatte? Abbiamo considerato a sufficienza l’importanza estetica visiva spontanea e progettata dell’ecologia in ambiente urbano perché i cittadini possano identificarsi ed esserne orgogliosi? Solo il porsi queste domande significa capire come l’uso sociale di boschi e corsi d’acqua in tante aree urbane sia nel caos. Esiste il rischio di creare una serie di condizioni composte a caleidoscopio regionale così separate dalle necessità sociali di sistemi ecologici, così da ridurre qualunque pianificazione e programma di manutenzione e interventi a un futile esercizio teorico.
L’idea della crescita continua spontanea senza limiti come cosa buona ha perso la propria natura di dogma indiscutibile. Al contrario le società locali di tutto il paese sono allarmate dall’inquinamento, dalla congestione, dalla dispersione urbana, dalle brutture e dal degrado di interi settori. Problemi inestricabilmente legati alla distruzione degli spazi aperti, alle condizioni delle aree boschive, dei corsi d’acqua, che costituiscono la base essenziale per l’esistenza delle comunità. Le considerazioni che seguono sono state concepite a sostegno di chi, ente pubblico o privato, sia interessato a condurre ricerche e attuare programmi di forestazione urbana. Le dimensioni economiche della sfida sono complessivamente molto grandi così come ampi sono gli scopi della riflessione. Qui offriamo un quadro di riferimento che gli interessati possono utilizzare per le proprie attività di ricerca e sviluppo, così da sostenere i propri orientamenti programmatici e limiti di bilancio. Attività che possiamo schematicamente riassumere in:
1. Quantificazione e bilancio dei vantaggi del bosco urbano per i cittadini.
2. Comprensione dei processi fisici e biologici che il bosco urbano esprime a vantaggio della società, e sviluppo di criteri di gestione e miglioramento qualitativo degli ambienti urbani.
3. Sviluppo di metodi tecnici per costruire, conservare, mantenere, tutelare, le componenti del bosco urbano.
4. Studio di strategie per integrare la struttura della forestazione urbana dentro l’insieme della pianificazione e trasformazione della città. […]
Dobbiamo riconoscere che la risorsa forestale in America non è qualcosa confinato nelle oasi naturali e nei territori rurali. L’albero in città si afferma sempre più come componente vitale per la salute dell’e acque e dei suoli, oltre che per la qualità dell’ambiente urbano. Gli spazi aperti, le greenbelt, le fasce di interposizione e stradali, i giardini di quartiere, le superfici boscate in aree residenziali e industriali, i nuovi quartieri di espansione, tutti questi contesti sono oggetto di interesse della forestazione. Molti i potenziali vantaggi: dal risparmio energetico, alla qualità ambientale e del paesaggio, l’ombra rinfrescante, il servizio per il tempo libero, la qualità dell’aria, la riduzione del rumore, protezione dal vento, habitat per la fauna. Scopo di queste note è di esporre problemi, delineare priorità, stimare costi su un arco di dieci anni di ricerca sviluppo e interventi sulla forestazione urbana.
Forestazione urbana
Bosco urbano è quella parte dell’ecosistema cittadino fatta di alberi, acqua, suolo, fauna, in zone densamente popolate ai suoi margini. La sua gestione significa usarlo per produrre i migliori vantaggi di lungo termine alla società urbana. La ricerca di settore mira a trovare un punto di equilibrio fra le necessità dei cittadini e le capacità della natura. Quanto grande o piccolo deve essere questo bosco, fin dove arriva la sua influenza? La risposta dipende dal tipo di piano e gestione adottati. Per esempio, se si sceglie di concepire la forestazione dentro un parco cittadino da quattro o cinque ettari, sarà il perimetro di quel parco a definire il bosco. Ma se una amministrazione cittadina opta per irrigare con le proprie acque reflue ampie superfici boscate di proprietà pubblica, ecco che la forestazione si estende su centinaia o addirittura migliaia di ettari.
Il problema
Effetti e interazioni bel bosco urbano coi cittadini e viceversa sono complessi, dinamici, e ancora poco compresi. Ne sappiamo comunque a sufficienza per capire quanto tanti grandi problemi di conservazione e gestione ambientale del giorno d’oggi derivino dalle aree urbane e dai loro abitanti. Ma al tempo stesso le decisioni sull’ambiente e la conservazione in generale vengono prese da chi conosce esclusivamente l’ambiente della città. E la questione generale si propone: esiste poca conoscenza e metodo per comprendere le potenzialità del bosco urbano al benessere umano.
Sono essenziali programmi di ricerca e sperimentazione su questo tema, se si vogliono evitare altri effetti negativi come quelli che già oggi vediamo nelle nostre città. Esistono molte diverse discipline che si occupano del bosco, e storicamente ciascuna ha esaminato il «problema bosco urbano» dalla propria esclusiva prospettiva. Un operatore privato nel campo degli alberi pensa al paesaggio urbano come occasione di guadagni. Un operatore di servizi a rete nel farlo migliora la qualità ambientale. Il landscape architect lavora sull’estetica naturale urbana. Il pianificatore a scala regionale integra gli aspetti naturali del bosco urbano con quelli delle trasformazioni edilizie e infrastrutturali.
L’orticoltore guarda agli aspetti ecologici e fisiologici del singolo albero o arbusto. Il coordinatore tecnico municipale dei servizi idrici pensa al suo bacino di riferimento per irrigazioni o lavaggi di un piazzale a parcheggio. Chi pensa in senso proprio alla forestazione urbana ragiona sul lungo termine e al valore del sistema vegetativo. Biologo e zoologo pensano a integrare la fauna nell’ambiente urbano sempre più artificializzato. L’esperto di tempo libero e sport vorrebbe migliorare la qualità della vita ai cittadini specie ai più giovani. E via di questo passo. Queste e altre specializzazioni contribuiscono alla gestione della natura in città o ai margini della città pensando ai loro vantaggi. In passato operavano indipendentemente una dall’altra con diversi approcci al medesimo sistema vegetativo.
La forestazione urbana si impone come nuovo concetto che comprenda un ampio ambito di discipline, a volte divergenti sullo stesso significato del termine, ma che vedono interessi e problemi comuni. Tema sedimentato e professionalmente riconosciuto nella Society of American Foresters. La necessità del bosco urbano viene anche riconosciuta dal Congresso, e da figure di State Forester che si impegnano in progetti e programmi. L’impegno del Forest Service sul tema del bosco urbano appare evidente nella sezione Human Community Development del Resources Planning Act, e nel lavoro del Pinchot Institute for Environmental Forestry Research, alla Northeastern Forest Experiment Station. In ragione delle numerose prospettive tecnico-scientifiche coinvolte, risulta difficile sviluppare una precisa unica definizione di bosco urbano e relative risorse. Ne derivano varie: urban forest, metro forest, environmental forest, community forest, solo per citarne alcune. Sostanzialmente però, visto l’evolversi della «forestazione urbana», possiamo considerare come riguardi la ricerca dei vantaggi per gli abitanti derivanti dalla risorsa bosco dentro la città o ai suoi margini.
Vantaggi del bosco urbano
La forestazione urbana aggiunge qualità estetica ad un ambiente artificializzato. Contenendo l’erosione di acqua e vento, rende stabile il suolo. Riduce il rumori contenendoli entro limiti più sopportabili tenendo cura di collocare adeguatamente alberi e verde rispetto alle fonti del rumore molesto. Le piante ripuliscono l’aria eliminando impurità e aggiungendo ossigeno all’atmosfera. È stato dimostrato per esempio come il volume dell’anidride carbonica sottratto all’aria in un giorno da un faggio di 25 metri è l’equivalente di quello prodotto da due alloggi familiari. Una strada alberata riduce l’inquinamento di polveri per 7.000 o più particelle al litro. Oltre a fornire ombra e fresco gli alberi raffreddano l’atmosfera evaporando e traspirando e assorbendo irraggiamento solare. Alcune piante hanno anche la capacità di assorbire inquinanti senza danno rilevante per sé. Altre, più sensibili, fungono da indicatori di eventuale degrado ambientale.
Il verde svolge importante un ruolo «architettonico» creando o definendo zone funzionali a seconda dell’uso nei progetti. Funge da schermo visivo e può garantire privacy. Gli alberi regolano il flusso energetico di un ecosistema. Quando un ecosistema come la città è a forte caratterizzazione umana tende a consumare più energia di quanta non ne produca. L’albero riduce il consumo di energia respiratoria che sarebbe necessario a mantenere normale la temperatura corporea. Possiamo anche valutare il flusso energetico di un albero, come è stato calcolato in 128 dollari l’anno per una corona da 50 m2.
Il valore monetario degli alberi è anche quello aggiunto agli immobili. Per esempio case o terreni con alberature vendono più rapidamente e con prezzi più vantaggiosi che senza. Gli esperti hanno calcolato queste maggiorazioni di valore fino a un massimo del 20% e medie dal 5% al 10%. Il valore per ciascun albero da 500 a 1.500 dollari. La copertura arborea riduce i costi del condizionamento d’aria nelle case, specie nei climi più caldi meridionali. Uno studio calcola risparmi di 88 dollari l’anno in una casa mobile. Va notato, specie in un’epoca di ristrettezze di bilanci e necessità di risparmio, che se alcuni investimenti di capitale vanno a progetti che si svalutano col tempo, quelli nel bosco urbano il valore lo accrescono.
Cooperazione
Un programma di ricerca e sviluppo sul bosco urbano richiede organica collaborazione tra università, imprese, enti statali, federali, locali. Una parte del lavoro può avvenire al meglio in gruppi interdisciplinari a collocazione universitaria, là dove questa compresenza già esiste. Oltre alle competenze più direttamente legate alla forestazione, è necessario il contributo e partecipazione di scienziati sociali, agronomi, ingegneri, operatori della sanità, esperti di tempo libero, parchi, educazione. Molti degli obiettivi della ricerca e sperimentazione si possono realizzare mettendo insieme le competenze di arboricoltori ed enti preposti alla forestazione. Altri compiti possono essere svolti nel lavoro corrente di molte entità statali e federali.
Inoltre è già disponibile una grande quantità di conoscenze raccolte dagli enti che da tempo si occupano di forestazione. Occorrerebbe iniziare a sviluppare queste conoscenze invece di operare parallelamente ad esse. Alcune iniziative di collaborazione del passato sono quelle di studiosi del Servizio Forestale collocati nei campus universitari a collaborare con docenti e studenti, e fungere da stimolo a ricerca e didattica specie nei settori tempo libero e sfruttamento della risorsa legname. Si potrebbe validamente usare lo stesso metodo in altri campi relativi al bosco urbano. Individuando università meglio qualificate dove sviluppare progetti di settore.
A causa della limitazione delle risorse economiche disponibili e delle conoscenze scientifiche sufficienti, le cooperazioni future potrebbero seguire il metodo amministrativo del Pinchot Institute Consortium. Efficace modello di lavoro in collaborazione tra studiosi universitari e ricercatori del Servizio Forestale Service, con laboratori, simposi, ricerche comuni, convergenti nella conoscenza in forestazione urbana. La fase attuativa di qualunque programma di ricerca e sviluppo sul bosco urbano può sfruttare i percorsi già sperimentati dal Servizio Forestale in collaborazione con altre entità. […]
L’inserimento del Bosco Urbano in Urbanistica
Questioni di forestazione urbana e gestione del verde devono mescolarsi alle tecniche e politiche di pianificazione regionale, urbana, di trasformazione edilizia. Di particolare rilevanza in tale prospettiva:
- L’inserimento del bosco urbano della sua gestione e tutela nel piano regolatore e nella sua attuazione.
- Lo scambio di dati informazioni e procedure in tutte le decisioni pubbliche con effetti sulla forestazione urbana.
- L’inserimento di procedure di monitoraggio del cambiamento tecnologico e sociale, per valutare eventuali varianti nei programmi futuri di forestazione urbana.
- L’applicazione su vasta scala del metodo di integrazione tra pianificazione urbana e pianificazione ecologica.
da: A Research and Development Program for Urban Forestry , Department of Agriculture, Forest Service, Washington, D.C. 1977 – Estratti e traduzione a cura di Fabrizio Bottini (il testo che qui appare come unitario è in realtà la ricomposizione di tre spezzoni distinti e separati del rapporto originale). Immagini nel testo da: Planting Trees in Designed and Built Community Landscapes, 1991


