L’urbanistica tattica tocca iniziare a farsela da soli

 

Milano Tangenziale Est svincolo Lambrate. Foto F. Bottini

Imbiancarsi da soli per terra un passaggio pedonale è facile ed economico. Basta un gruppetto di cittadini del quartiere ed ecco sistemato in sicurezza un incrocio in una mattina spendendo un centinaio di dollari. Mentre se si chiedesse all’amministrazione di Los Angeles di pitturare un passaggio pedonale, ci vorrebbero una quindicina d’anni e magari qualche incidente mortale come quello successo a un ragazzino di nove anni. In tutta L.A., così, i quartieri si attivano a imbiancarsele da soli quelle strisce, anche com forma di vistosa protesta per l’inerzia della città verso la sicurezza di chi non sta dentro un abitacolo. Jonathan Hale, studente di diritto alla UCLA chiamato da tutti Jonny, ha passato quattro sabati mattina a dipingere passaggi pedonali insieme ad altri a Stoner Park quest’estate, su tutti i quattro angoli della zona verde. Dopo che l’amministrazione aveva cancellato quelle strisce abusive, si è rivolto alla stampa rivendicando il diritto di rifarle. «Diciamo che dal prossimo sabato saremo di nuovo là e ci dovete dar retta. È una bellissima cosa e voi invece vi fate detestare». Una settimana dopo venivano dipinti i passaggi pedonali ufficiali del Comune.

Oggi, Hale guida un nuovo gruppo, People’s Vision Zero, che prosegue nell’imbiancatura di zebre pedonali in tutta la città per rivendicare vie più sicure. Questi attraversamenti guerrilla non sono una cosa inedita per L.A.: il gruppo anonimo Crosswalks Collective LA ne fa dal 2022. La cosa nuova è che stavolta Hale ci metta la faccia e la firma, sfidando l’amministrazione ad assumersi le proprie responsabilità sulla sicurezza agli incroci. «Ero ai ferri corti con l’ufficio legale cittadino. Decisamente non gli sono molto simpatico. C’erano minacce di portarmi in tribunale. Una situazione da spaventarsi». È legalmente e anche economicamente un rischio mettersi a pitturare passaggi pedonali non autorizzati. Durante una di queste azioni un dipendente comunale ha chiamato la polizia; e i membri di Crosswalk Collective multati ciascuno di 250 dollari, con la minaccia che diventassero 1.000 in caso di recidiva.

Ma il metodo di Hale pare funzionare. Crosswalks Collective fa le sue azioni in segreto, mentre Hale ogni volta prima di pennellare avverte l’ufficio del sindaco. «Voglio solo che la città ammetta quanto le cose non vadano affatto bene. Soltanto quello. Se intervengono loro lascio perdere». L’amministrazione non ha raggiunto gli obiettivi fissati con Vision Zero nel 2015. Dal 2017 al 2021, gli incidenti mortali o con feriti gravi sono aumentati del 13%, con in media 132 pedoni uccisi ogni anno. Può permettersi Los Angeles di reprimere questo movimento di base contro la violenza del traffico?

Urbanistica tattica e Vision Zero

Dipingere un passaggio pedonale di propria iniziativa potrà essere un reato, ma anche no. L’amministrazione di Atlanta ha varato un programma di urbanistica tattica 2020, di progetti semplici e rapidi per cambiare le strade rendendole più sicure per camminare, andare in bicicletta e sui pattini. Secondo il piano i cittadini possono operare sui propri quartieri. Gli abitanti hanno così realizzato una ciclabile da 10.000 dollari verso le scuole. La definizione di progetti «Temporanei» è un po’ impropria, spiega Rebecca Serna, direttrice esecutiva di Propel ATL, associazione per la sicurezza stradale che (con la sigla precedente di Atlanta Bicycle Coalition) ha elaborato la strategie per Atlanta insieme all’amministrazione. Quasi tutti gli interventi di urbanistica tattica sono ancora attivi. «Sono stati molto più permanenti, in realtà, di quanto si potesse prevedere» conclude Serna.

L’amministrazione sta cercando migliorare la filiera delle decisioni del programma, per rendere più semplici gli interventi alle organizzazioni di cittadini. «Non è proprio ciò che volevamo all’inizio partendo dal nulla. Bisogna assicurarsi, ed è un problema molto serio per chi non ha troppi soldi». Le città chiedono ai cittadini di rimboccarsi le maniche, commenta Carter Lavin, co-fondatore della Transbay Coalition e autore del libro If You Want to Win, You’ve Got to Fight. A Los Angeles, la sindaca Karen Bass incita i cittadini a mobilitarsi il sabato a raccogliere la spazzatura per tener pulite le vie. Transbay Coalition collabora con la città di Richmond, California, per rendere legali le «panchine guerrilla» alle fermate dell’autobus.

«Quello che raccomando sempre è di diventare meno rigidi sulla questione dei passaggi pedonali – spiega Lavin – ma se non ci si riesce proprio va bene, legalizziamo almeno le panchine». Potrebbe emergere anche a Los Angeles un paladino della sicurezza stradale? La Consigliera Heather Hutt presidente della commissione trasporti, è molto attiva sul progetto annoso all’incrocio di Koreatown dove a luglio è stato investito il piccolo Nadir Gavarrete, di nove anni. Crosswalks Collective LA gli ha dedicato uno dei propri passaggi pedonali in agosto, sostituito dall’amministrazione con un attraversamento ufficiale dalla realizzazione di una rotatoria il 13 novembre. «Vogliamo collaborare coi cittadini per nuovi interventi a ridurre gli incidenti in questa zona di Koreatown, e continueremo in altri quartieri» recita un comunicato ufficiale.

A Los Angeles probabilmente non si adotterà l’urbanistica tattica, commenta Michael Schneider, fondatore di Streets for All, associazione per la mobilità protagonista di Healthy Streets LA. «La città sembra abbastanza assurdamente conservatrice per timore di cause legali». Ha approvato di esaminare le potenzialità di un piano di urbanistica tattica che però difficilmente sarà varato. «L’amministrazione è gestita praticamente dal proprio ufficio legale per problemi del genere». L’ufficio legale del City Attorney Hydee Feldstein Soto ha preferito non rispondere alla richiesta di commenti sui guerilla crosswalks. Ma se l’attuale generazione di politici eletti pare poco propensa all’urbanistica tattica, le cose potrebbero cambiare con la prossima. Due candidati al Consiglio hanno già partecipato insieme ai cittadini di People’s Vision Zero ta dipingere strisce pedonali.

Jon Rawlings, candidato per la Terza Circoscrizione, crede che programmi tattici a breve termine possano rappresentare almeno l’inizio di una azione. «Mi piacerebbe varare almeno un progetto del genere al mese. E anche suggerirne altri sia nella mia circoscrizione che in tutta la città, di iniziativa dei cittadini». Ma qualunque sia la risposta pubblica, il movimento per i passaggi pedonali vive di vita propria. «La città farebbe la cosa giusta formalizzando, trovando uno sbocco positivo a tutte quelle energie così che si possa collaborare al bene comune invece di scontrarsi, su quegli incroci» conclude Serna.

Dall’imbiancatura alla strategia

Dopo che l’amministrazione ha ridipinto le strisce di attraversamento a Stoner Park, Hale si è incontrato con l’ufficio del sindaco per proporre una serie di indirizzi, come quello della minore repressione delle realizzazioni abusive. Esiste un serio problema di bilancio cittadino che influisce sulle manutenzioni stradali, dei cordoli e marciapiedi. Il personale tecnico ha apprezzato il contributo ma pareva «un po’ condiscendente» osserva. Parlando degli uffici tecnici, la voce già bassa di Hale si abbassa ancora di più. «Era un po’ una cosa del tipo: ah grazie di averci informati, ma capisce, lei è un giovane idealista, dovrebbe capire che se esistono delle regole ci sarà anche una ragione». Una di queste ragioni potrebbe suonare: l’attraversamento pedonale dipinto da People’s Vision Zero a Stoner Park contraddice le norme del codice dato che mancano i marciapiedi continui in alcune parti della via. Mentre secondo le norme federali quando una città modifica la sezione di carreggiata riasfaltando o con altri interventi, vanno introdotti degli scivoli. L’intervento di pittura delle zebre dei cittadini si inseriva o no in questa logica?

Seguire tutte le regole del codice può rivelarsi molto costoso, a volte uno scivolo a Los Angeles anche 50.000-100.000 dollari. Ma a chi vuol cambiare le cose anche queste sembrano solo scuse per rinviare qualunque intervento, e diminuire la probabilità di morire attraversando l’incrocio. Seguire le norme può costare milioni di dollari, e nel caso specifico di dove è stato investito il piccolo Nadir Gavarrete, la messa in sicurezza impiegherebbe dieci anni. Facciamo il caso della rotatoria tra Quarta e New Hampshire proposta nel 2011. Secondo la documentazione che abbiamo ottenuto i finanziamenti sono del 2015 ma non si progredisce per cinque anni. Quattro anni di progettazione al Bureau of Engineering terminati a inizio 2025 e lavori da iniziare entro l’anno. In una dichiarazione l’ufficio del sindaco Bass pare favorevole: «Proseguiamo l’impegno per attraversamenti che seguano le regole federali, statali, locali, ma l’ufficio collabora con tutti i settori tecnici comunali verso soluzioni più rapide in tutta Los Angeles».

Imbiancatura delle strisce ed effervescenza collettiva

Il giorno 8 novembre, People’s Vision Zero ha realizzato delle zebre di attraversamento a un incrocio nel quartiere Palms dove nel 2017 era stato investito un pedone. Partecipavano venti persone, mai viste così tante. «Ne ho sentito parlare sul social» spiega Luis Fernando Anguiano Quiroz, studente di progettazione e urbanistica alla UCLA. «È il mio quartiere e quindi voglio partecipare insieme agli altri cittadini». Carl, che abita da trent’anni a quell’incrocio ma non vuole che si faccia il suo cognome, in un promo tempo era scettico su questa idea di dipingersi da soli il passaggio pedonale. Credeva che poi semplicemente l’amministrazione avrebbe cancellato tutto. Ma dopo aver parlato con Hale, si è unito al gruppo. «La città ha bisogno di aiuto, e se si lavora bene poi esce un tecnico a controllare, magari vede che è tutto a posto al 98%, e va bene».

Tempo buono e umore ottimo. La gente fa i turni coi pennelli e la vernice e poi a levare il nastro adesivo alla fine, ed è quello il momento della massima soddisfazione. Mentre si aspetta che la pittura per terra si asciughi si canta insieme qualche sigla di programmi televisivi. È il decimo incrocio su cui interviene People’s Vision Zero, e non sarà l’ultimo. Ciò che è successo a Stoner Park serve solo a rendere ancor più determinato Hale: «È straordinario, adoro i miei vicini, incredibile vederli nei notiziari che rilasciavano quelle interviste così convinte su ciò che avevano fatto… Io faccio tutto per loro».

da: Next American City, 24 novembre 2025; Titolo originale: Could Cities Partner With Guerilla Urbanists For Safer Streets? Traduzione di Fabrizio Bottini
Su questo tema si veda anche la piccola serie di articoli dedicati alla
Vision Zero

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