Una espansione urbana per quartieri-parco (1868)

[…] Perché orientare la crescita delle grandi città L’enorme crescita della popolazione nelle grandi città che caratterizza la nostra epoca, si deve principalmente all’aumento delle possibilità di trasporto, comunicazione e scambi a scala mondiale, ed esiste ogni motivo per prevedere che, nel futuro immediato, si verificheranno cambiamenti anche più rapidi nel medesimo senso. Oggi stendiamo…

Arredo antiurbano disperso sul territorio

Ogni tanto, ritmicamente da almeno una ventina d’anni, spuntano qui e là convegni di conventicole locali e meno locali, con titoli a volte mascherati a volte piuttosto espliciti, dove mescolando vetero e neo logismi si sovrappongono assai indebitamente concetti dalla land art, all’architettura-o ingegneria infrastrutturale, al paesaggio, qualificandoli dentro il grande contenitore delle «Risposte alla…

Il verde urbano come spazio pubblico virtuale

Tra le moltissime critiche rivolte alle nuove forme del verde urbano, più o meno integrato dentro gli spazi artificiali della città, certamente spicca quella di non essere affatto verde, ovvero di usare strumentalmente quegli addomesticati elementi naturali a scopo promozionale di altro, segnatamente il valore immobiliare (via qualità estetica-architettonica) dei privatissimi interventi edilizi. Osservate però…

Parcheggi: dialogo virtuale su uno spazio pubblico in evoluzione

(f.b.) Il monito a non gettare frettolosamente il bambino con l’acqua sporca nell’urgenza di cambiare le cose, vale in modo particolare quando si tratta di quello sporco micidiale su quattro ruote che chiamiamo era dell’automobile privata di massa a combustione interna. Che ci lascia in eredità dopo decenni di monopolio quasi assoluto nella organizzazione della…

Scenari di esaurimento della superficie calpestabile sotto i piedi

Quando si parla di degrado ambientale le immagini che spontaneamente si presentano sono quelle di fiumi inquinati, nuvole di fumi puzzolenti, specie animali e vegetali estinte o a rischio, ecatombi sanitarie e sociali. Acque dove non si può più pescare, nuotare, e figuriamoci bere o irrigare, e irrigare campi già compromessi da urbanizzazione e inquinanti…

Quartieri popolari: Ohi me Tupino!

Nei primi anni’60, abitavo in un piccolo comune della Brianza lecchese, che come tutti gli altri a quel tempo aveva i suoi individuabilissimi angolini di edilizia moderna di varia iniziativa pubblica. La mia casa, come mi spiegò una volta vagamente la mamma, veniva da tale «piano Tupini» non meglio identificato (*). Poi, separate da qualche…

Il piano urbanistico di Amsterdam (1936)

Poche città europee possono vantare un’evoluzione più interessante dal punto di vista urbanistico, da quello della bellezza della località geografica e di una planimetria attraente, della capitale olandese. La sua posizione alla confluenza dell’Amstel con lo Y, un ampio canale che collega il fiume al mare, è stato uno dei numerosi fattori che hanno contribuito…

La frettolosa dismissione delle arterie urbane automobilistiche

C’è un aspetto della grande riorganizzazione tecnologica dei trasporti e delle comunicazioni urbane poco discusso, forse per motivi di interesse particolare, e riguarda la possibilità che possa saltare per aria l’equilibrio dei rapporti pubblico-privati spaziali più o meno fissato sin dagli esordi dell’urbanistica moderna, quando in realtà non si chiamava neppure tale. Quando il puro…

Standard Urbano Sanitario in Pillole

L’incredibile velocità del processo di urbanizzazione a scala planetaria propone due grandi prospettive di osservazione, studio e approfondimento, intervento e grandi politiche. Una prima prospettiva mira a ridiscutere gli storici equilibri città campagna non tanto sul versante quantitativo o qualitativo, caro per intenderci a tutte le utopie più o meno antiurbane o decentratrici o naturalistiche,…

Vitalità urbana non è chiudere centri commerciali o siti web

Ci sono tantissimi motivi, alcuni fondati, altri davvero stravaganti, per detestare i grandi scatoloni al neon suburbani con parcheggio. Ma quello più incredibile di tutti è la peraltro diffusissima tesi della «concorrenza sleale» a prescindere, ovvero del tutto slegata dal modus operandi di questa forma organizzativa del commercio, che invece di fatto provano a imitare…