Rabbia operaia e rigenerazione urbana nel quartiere di Ringo Starr (1981)

Rivolta di Toxteth, 1981 – The Guardian

Ci voleva proprio una rivolta. Così suona il pensiero spontaneo che mi ha preso tante volte nel periodo passato con Tim Raison in Meyerside. Impossibile evitare alcune riflessioni e deduzioni. La regione del Meyerside è in preda a un declino economico-sociale e urbano sin dai tempi della Grande Guerra. L’attuale popolazione del territorio della Contea è di un milione e mezzo di abitanti, di cui un milione a Liverpool. La città ha perduto a partire dal 1961 un terzo della sua popolazione, soprattutto quella più qualificata. La Contea nel suo insieme ha perduto il 10% fra il 1971 e il 1981. Per quanto riguarda i posti di lavoro oggi sono 75.000 in meno di quelli del 1976. I tassi di disoccupazione sono dal secondo dopoguerra ben al di sopra della media nazionale, oggi al 18%. Ciò significa 125.000 disoccupati su una forza lavoro totale di 720.000. Nella sola Liverpool i senza lavoro sono 55.000, di cui 18.000 concentrati nel nucleo centrale della città. E l’area del Meyerside è soltanto il caso più estremo di manifestazione dei problemi simili che ritroviamo nelle altre nostre grandi città.

Le prospettive non sono buone. Per le mie riflessioni ho chiesto a Coopers e Lybrand di studiare i dati sulle perdite medie di posti di lavoro, 11.000 in meno l’anno negli ultimi 5. Una elevata quota dei posti di lavoro in Meyerside dipende da manifatture con scarse prospettive per il futuro e lo scenario si conferma a ritmi simili negli anni a venire. Confermato dalle grandi dismissioni più recenti. Le politiche di sostegno regionale, in gran parte assai burocratizzate e orientate alla sola manifattura, non considerano le necessità di Liverpool e della sua economia dei servizi e del Porto. E le attività insediate vivono tutte le difficoltà delle grandi imprese produttive attuali nelle città. Il Porto ha problemi propri. Non contribuiscono le pessime relazioni industriali, che però non sono l’unico problema. Esistono i costi elevati di dragaggio del fiume connesso alla navigazione, o tutto il sistema fiscale imposto agli operatori che avvantaggia indebitamente altri scali come Southampton. Mi dicono che negli Stati Uniti pratiche del genere sarebbero illegali. Non ultimo, secondo l’organizzazione finanziaria dell’ente portuale definita dal 1974 la Docks and Harbour Company praticamente non può reinvestire capitali nelle proprie attività, essendo tenuta a versarli agli obbligazionisti. Mentre lungo entrambe le sponde del fiume stanno a far nulla e degradarsi 400 ettari di terreni industriali dismessi.

Il fiume stesso è ridotto a una fogna a cielo aperto. Che non risanata sarà impossibile sfruttare per un rilancio del Meyerside nel turismo e tempo libero (nautica, pesca, darsene) importanti occasioni occupazionali nei comparti connessi. Tra i tanti che se ne sono andati dall’area c’è chi si è trasferito nelle fasce suburbane esterne alla ricerca di case scuole e ambiente migliore. Ancora più significativa la perdita delle sedi centrali di grandi imprese che ha subito la città di Liverpool, dove oggi non ne restano più. Se ne sono andati i decisori, le decisioni vengono prese altrove nelle imprese nazionali e multinazionali. Non è solo un problema di imprese produttive o commerciali. L’amministrazione locale – in gergo Corpy – è un’entità irraggiungibile, le abitazioni pubbliche che dovrebbe gestire in condizioni indescrivibili. Si calcolano 38.000 segnalazioni di importanti interventi di manutenzione per un totale di 78.000 alloggi. I processi decisionali sono a dir poco farraginosi [Heseltine usa il più forte termine «castrati» n.d.t.]. Sei sostituzioni degli organismi di controllo in sette anni.

I due diversi livelli in cui si articola l’amministrazione locale peggiorano ulteriormente le cose, con la Contea che cerca una auto-legittimazione sovrapponendo competenze a quelle circoscrizionali inferiori. Pessima la qualità della gestione socio-sanitaria. Gli uffici decentrati governativi per la regione si trovano a Manchester da cui prendono le decisioni principali. Già i dati sulla disoccupazione riferiti sono spaventosi, ma bisogna parlare con le persone per capire cosa significhi essere disperati. Giovani che considerano normale essere disoccupati tutta la vita perché sono stati cresciuti da genitori con quel destino. E bisogna cercare di capire quanto non abbia alcun senso sperare in una «responsabilità genitoriale» quando quei genitori disoccupati, e molti genitori single, vivono ammucchiati insieme a figli traboccanti di energie che non hanno modo di sfogare, nessun posto dove andare. I genitori hanno perduto qualunque scopo nella vita, e non sono in grado di chiedere rispetto ai propri figli.

Naturalmente tutte le prime pagine dei giornali dopo le rivolte si sono concentrate sul quartiere di Toxteth dove certo i problemi sono più acuti. È l’unica zona del Meyerside e di Liverpool con una forte presenza nera da parecchie generazioni. Tassi di criminalità elevati, di istruzione bassi. Essere cresciuti in quella zona non è il miglior biglietto da visita quando si cerca lavoro. Il 45% dei giovani tra i 16 e i 20 anni sono disoccupati, e probabilmente fra i neri le percentuali sono anche più alte. La circoscrizione amministrativa che comprende Toxteth, Liverpool 8, copre poco più di un paio di chilometri quadrati, e nei momenti più violenti scontri sono state coinvolte 200-300 persone al massimo. I rapporti tra bianchi e neri non paiono particolarmente tesi, mentre ci sono pochi dubbi sul fatto che esista una forte diffidenza di gran parte degli abitanti verso la polizia. Agli occhi di molti, e non solo nella circoscrizione Liverpool 8, quella è una questione essenziale, anche se la stragrande maggioranza delle persone con cui ho parlato condivide la necessità di mantenere l’ordine e la sicurezza. Intendo discutere in seguito le mie conclusioni a proposito con Tim Raison e il Ministro dell’Interno.

Ripensando alla mia visita in Merseyside, rivedo un’area dove in alcune parti i problemi sono così acuti, le risorse umane disponibili così poche, le reti politiche così incomunicanti, da rendere quasi inconcepibile la formazione di un indirizzo e di una leadership. Ne segue che le forme più estreme della sinistra, e non solo della sinistra, stanno iniziando ad operare. Si sostiene «Falliti i metodi tradizionali è tempo di soluzioni più radicali». Anche nel Partito Laburista i parlamentari locali ed esponenti cittadini avvertono una perdita di presa e consenso che ne condiziona sia le parole che le azioni. Ma non dimentichiamoci le potenzialità positive, a partire da un centro cittadino di Liverpool caratterizzato da un’elevata qualità architettonica tradizionale e da luoghi simbolici e molto vivaci. Esiste una consolidata rete di uffici e servizi e luoghi di intrattenimento e cultura (Walker Art Gallery, Orchestra Filarmonica) o sport (squadre di Liverpool e Everton). Il porto è il principale e forse più moderno della costa occidentale. Buone anche se non eccezionali le comunicazioni, stradali e ferroviarie. Una Università di prestigio e collegamenti col territorio. Ottime imprese industriali, e relazioni sindacali molto migliori di quanto non farebbe pensare l’immagine attuale del Merseyside.

Poi le recenti iniziative del Governo come la Urban Development Corporation (nonostante la scarsa focalizzazione dell’area), la Enterprise Zone, il fondiario Land Register. Su tutto questo possiamo costruire molto. Esistono anche le organizzazioni cittadine. Enti volontari e comitati possono fare parecchio in modo più efficace e diretto della pubblica amministrazione, e contribuire allo sviluppo locale. Nonostante i rischi di infiltrazione e di incapacità – su cui si sono scottati le mani i Liberali – resto convinto che dentro questi gruppi ci siano molte persone impegnate ad aiutare la propria comunità ad affrontare le questioni sociali, della casa, della qualità ambientale, del tempo libero e dello sport. Occorre conferire uno sbocco a queste energie. Se non lo trovano, invece di esaurirsi diventeranno facile preda di chi vuole sfruttarle per altri scopi.

I problemi sociale ed economici del Meyerside sono gravi, così come quelli delle altre aree metropolitane. Fatti ben documentati. Credo sia nostro ineludibile dovere rispondere a quei problemi rapidamente e investendo risorse. Iniziavo questa comunicazione facendo chiaro riferimento al rapporto inevitabile tra le rivolte e la visita che mi era stato chiesto di fare. E non posso che ribadire fermamente come le mie conclusioni non si basino sul timore di altre sommosse. Bensì sulla convinzione che anche altre città vivano situazioni e prospettive decisamente incompatibili con le tradizioni di giustizia sociale ed equità nazionale di cui il nostro Partito può vantarsi. Dobbiamo riattivare ed orientare le risorse delle città, dare nuova vita al libero spirito imprenditoriale latente. E ciò non può accadere senza una guida. Non mi sono soffermato sul concetto di tattica di arretramento, una situazione in cui si uniscono crisi economica e spopolamento programmato. È ciò che succede dal dopoguerra, e che proseguirà per inerzia, ma anche rendere stabile la condizione di metropoli meno grandi ma tensioni socialmente più accettabili, significa innescare una leadership, impegnare risorse.

PROPOSTE

Organizzazione centrale

Credo che il primo passo lo deba fare il governo centrale. I grandi cambiamenti richiedono tempo, e dato che una azione appare urgente occorre far uso adattato dei poteri risorse ed enti che già abbiamo a disposizione. Per sfruttare la scia degli eventi del Meyerside credo sia indispensabile mantenere localmente un impegno ministeriale. Personalmente mi posso impegnare almeno per un anno come coordinatore dell’azione governativa insieme ai colleghi agendo anche come mediatore; facendo in modo che gli interventi siano adeguati e le risorse sfruttate al meglio in nuove iniziative. Nella prospettiva di aumentare anche il coinvolgimento e impegno dei privati per il Meyerside.

Per imprimere slancio alla proposta appare necessario un ufficio speciale d’area, per Meyerside e probabilmente anche parti di Lancashire e Chesire. Dettagli ancora a definire, ma dovrebbe comprendere tutte le entità ministeriali che si occupano di sviluppo economico, Ambiente, Industria, Lavoro e via dicendo. Ci si chiederà giustamente se poi questo tipo di organizzazione possa valere per altre aree metropolitane: propenderei per il si, anche se per ciascun caso sarebbe necessaria una consultazione coi colleghi.

Amministrazione locale

Constatata la situazione del Meyerside mi convinco sempre più che vadano abolite nella loro forma attuale le Contee Metropolitane. Il Ministro dell’Interno è stato invitato a considerare per il futuro una riforma di questi enti. Credo che dovremmo istituire un gruppo di lavoro interministeriale – mi propongo di presiederlo – per studiare e riferire al più presto cosa possa significare la cancellazione di tale livello di governo locale, le leggi e norme necessarie, la loro attuazione e i tempi. Contemporaneamente, il medesimo gruppo di lavoro potrebbe suggerire altre riforme sul sistema elettorale in vigore nelle amministrazioni locali a diversi livelli. Oggi la scadenza è triennale e ha il vantaggio di verificare l’effettivo sostegno e consenso alle politiche; però ha creato, come verificabile a Liverpool, parecchi limiti all’efficacia di decisioni e azioni. Ma in attesa di nuove leggi e riforme dobbiamo fare il miglior uso possibile di ciò che abbiamo oggi, ad esempio collaborando con amministrazioni locali ed enti esistenti. A Liverpool e con alcune organizzazioni per lo sviluppo economico.

Privati e finanza

Durante la mia visita sono entrato in contatto con almeno trenta persone rappresentati di entità finanziarie, tutte d’accordo con me – condividendo l’impressione per i gravi fatti – sulla necessità di collaborare col Governo in una riflessione sul ruolo dei privati nello sviluppo urbano e la ripresa di alcune aree più bisognose. Esiste la disponibilità di mettere a disposizione almeno per un anno alcuni giovani dirigenti. Dovremmo coinvolgerli e collaborare ad una loro visita di studio almeno in USA e Germania su cosa è stato fatto in termini di cooperazione pubblico-privata. E provare a proporre qualcosa nel nostro contesto. Ciò significa anche coordinare diversi nostri Ministeri. Non si tratta di promettere sussidi, o chiedere investimenti che potrebbero essere in perdita, ma elaborare metodi per migliorare la circolazione di capitali negli investimenti urbani. Ho addirittura discusso alcune strategie del Partito Laburista! Venti imprese della zona Meyerside hanno offerto la propria collaborazione con un proprio manager nelle iniziative locali, per organizzare e formare giovani e partecipare.

ATTUAZIONE

Esistono aspetti sia riguardanti l’organizzazione centrale che l’amministrazione locale specifici, anche se non esclusivi, del Meyerside, che è forse meglio esplicitare da subito per delineare meglio il problema.

Economia, occupazione, formazione

Le nostre politiche di sostegno alle attività economiche devono focalizzarsi su aree dove spiccano sia disoccupazione che grave disagio sociale. La presenza diretta ministeriale nelle aree metropolitane dovrebbe consentire politiche coordinate di area sia industriali che del lavoro investendo risorse sia già disponibili che aggiunte. Esistono indubbi vantaggi sul sistema automatico dei finanziamenti allo sviluppo regionale. Ma nel Meyerside, nonostante i 20 milioni di sterline già stanziati quest’anno per assistenza mirata e realizzazione di impianti produttivi dentro la circoscrizione, gran parte dei sostegni industriali va a zone sui confini metropolitani o oltre. Dovremmo cambiare per quanto possibile l’assistenza, verso forme in grado di focalizzarsi sulle zone più colpite dalle crisi, con l’obiettivo di creare nuovi e duraturi posti di lavoro. Dobbiamo ribadire l’obiettivo del sostegno alle attività minori, di solito un po’ ai margini dei finanziamenti governativi. Dobbiamo esaminare la possibilità di creare nuovi posti nelle Agenzie del Lavoro.

La formazione professionale deve assumere un ruolo di qualificazione più elevato ed essere più accessibile. Verificata la quantità di abbandoni scolastici e il peso che rappresentano per i programmi pubblici, non si può che esprimere insoddisfazione per lo stato attuale delle cose. Si tratta certamente di un problema complesso. Ma sono convinto che occorrerebbe coinvolgere di più il settore privato. Con le regole attuali si riescono a produrre troppi posti di lavoro di scarsa durata e spessore. Esistono ottimi esempi che potremmo prendere dagli USA dove banche e altre attività private hanno risposto molto attivamente alle iniziative del governo. Gli americani hanno deciso da parecchio tempo di consentire un guadagno sui posti di lavoro creati dall’ente pubblico. La stessa cosa è avvenuta in Germania. Anche noi dovremmo riorganizzarci per fare un uso migliore delle nostre risorse umane. Attenzione particolare andrà dedicata alla creazione di posti di lavoro della popolazione nera, a partire dai centri di formazione professionale.

Per il Merseyside:

  • Giusto considerare l’obiettivo immediato di riqualificazione dei quartieri più centrali degradati sviluppando piccole attività economiche e commerciali. Particolarmente attiva qui la English Industrial Estates Corporation a cui si possono aggiungere altre entità.
  • Le attività di maggiore dimensione hanno un ruolo nella Enterprise Zone e non solo. L’importante è chiarire la disponibilità di superfici disponibili ed eventualmente bonificarle.
  • Dobbiamo promuovere anche attività di servizio, finanziarie, per il tempo libero.
  • Il settore edilizio del Meyerside ha bisogno di una maggiore continuità, di assumere più giovani localmente; facendo ogni sforzo per mantenere elevati i livelli di reddito (che già sono tradizionalmente alti in Meyerside) e coinvolgendo il settore privato. Esiste l’occasione di costruire case, bonificare le sponde del fiume Mersey, bonificare e preparare al riuso i siti industriali, più in generale intervenire sul degrado.

Il Porto:

  • Dobbiamo urgentemente riflettere sul futuro del Porto. L’agenzia incaricata affronterà il problema già dal prossimo mese. Si deve capire quale funzione debba svolgere lo scalo nell’interesse di tutta l’area. E verificare quali sono state le conseguenze della riorganizzazione finanziaria del 1974. Cogliere l’occasione offerta dalla Meyerside Development Corporation per recuperare le superfici resesi disponibili. Suggerirei di allargare le competenze della Corporation, che sta operando molto bene.

La Polizia:

  • Il servizio di ordine pubblico si deve riorganizzare a gestire migliori rapporti tra i gruppi sociali specie nei quartieri più problematici rafforzando le relazioni con le minoranze etniche. Pare essenziale migliorare la formazione degli operatori. Le relazioni con le minoranze devono tenere conto delle organizzazioni rappresentative nere. Pattuglie a piedi anziché in auto. Individuare le zone in cui è più importante intervenire sui rapporti con la comunità e la relativa organizzazione. Individuare le zone dove sarebbe più utile insediare nuovi posti di Polizia. È mia opinione che la figura del poliziotto di quartiere sia insostituibile, sostenuto da una struttura, con buone continuative relazioni con le persone della propria area di pattuglia. Certamente dovremo assumere formare motivare nuovo personale nero. Dovremo inoltre coinvolgere la Polizia (locale e non) per sviluppare politiche specifiche per le inner city e la prevenzione dei reati, in rapporto ad altre azioni pubbliche. Coinvolgendo personale e autorità di altri servizi, sociali e dell’istruzione.

Le Abitazioni:

Negli ultimi dieci anni l’edilizia residenziale ha subito una crisi di spostamento degli investimenti di capitale, che proseguirà nel futuro prossimo. Dovremmo provare a invertire la tendenza per rispondere ad alcuni bisogni:

  • Interventi sull’edilizia privata e i quartieri pubblici che sono in condizioni deplorabili; meritano più risorse pubbliche.
  • Allentare la pressione della densità e realizzare più spazi aperti.
  • Contare soprattutto sui privati per la nuova edificazione. Sarei orientato soprattutto a case economiche in proprietà, proprietà condivisa o affitto nei quartieri centrali da realizzare in joint-venture e con le cooperative.
  • Occorre trovare modi per sfruttare la costruzione di case in modo da formare professionalmente dei giovani, con costi aggiuntivi a carico pubblico.
  • Coinvolgerei di più le amministrazioni locali nella gestione e manutenzione dei grandi complessi residenziali pubblici.
  • È necessario pensare specificamente a quote di nuovi alloggi di qualità da destinare specificamente alle persone di colore.
  • Dovremmo elaborare nuove leggi e norme per diverse forme di «società edilizie» in grado di possedere terreni su cui realizzare abitazioni da cedere in affitto o proprietà condivisa.

Rapporti tra i gruppi razziali:

  • Il governo centrale, i suoi uffici decentrati e gli enti controllati devono dare impulso a politiche di pari opportunità così come indicato dal Select Committee. Occorre stimolare le amministrazioni locali perché si impegnino di più nell’attuare la Sezione 71 del Race Relation Act (che le obbliga ad eliminare la discriminazione e promuovere pari opportunità). Le amministrazioni locali devono anche adeguare in quel senso le proprie assunzioni di personale. Si deve introdurre nel sistema di istruzione e formazione un criterio di individuazione dei bisogni particolari dei vari gruppi razziali. Governo e amministrazioni locali devono dedicare più sforzo, a partire dai vertici, per costruire sistemi di consultazione con le minoranze etniche, individuare le questioni chiave delle minoranze razziali, gli svantaggi, in tutto l’ambito dei servizi e delle politiche per i quartieri.

Istruzione:

  • Una delle necessità più urgenti a Liverpool riguarda le decisioni sul futuro del sistema scolastico. Ci sono tutte le politiche per l’uso dei complessi scolastici a funzioni che vanno oltre la didattica (a partire dalle attività scuola-famiglie); per programmi adeguati alle prospettive occupazionali degli alunni; per collegare la didattica scolastica a ciò che la segue nella formazione professionale nei comparti produttivo e commerciale. Occorrerà un maggiore impegno ministeriale. Dobbiamo costruire un rapporto di scambio e collaborazione più stretto tra imprese e Università sull’area del Meyerside, specie in settori quali l’elettronica e comunicazioni che vedono presenti importanti impianti.

Organizzazioni volontarie:

Verificate attività e scopi nonché motivazioni politiche, oltre che metodi di gestione e finanziamento, i gruppi di volontariato e associazioni possono anche essere sostenuti con:

  • Contributi per la continuità dell’azione e linearità degli obiettivi anche sostenendo i costi.
  • In particolare per le zone abbandonate dal ceto medio può essere necessario un intervento diretto per singoli lavoratori e famiglie ad evitare che le reti sociali collassino totalmente. Occorre in questi casi un esame approfondito e monitoraggio.

Sport e tempo libero:

  • Esiste in Meyerside una generale carenza di strutture e aree per le attività sportive che potrebbero essere anche un fattore economico. Spero in questo caso di poter attingere a risorse private e associative, con contributi pubblici. Hanno dato la propria disponibilità i club calcistici.

Un programma di sviluppo urbano:

  • Occorre modificare la sezione sociale della Legge sulle Autonomie Locali del 1968 in modo da poter finanziare per i medesimi scopi anche entità diverse. Intanto aumentare comunque le risorse disponibili e la flessibilità, prevedendo di coinvolgere direttamente il settore privato.

Messaggio riservato dal Ministro dell’Ambiente Michael Heseltine al Primo Ministro Margaret Thatcher, 13 agosto 1981: Titolo originale: It Took a Riot – Estratto e traduzione di Fabrizio Bottini

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