Il compito dell’urbanista (1928)

Poiché sempre di più si va diffondendo anche in Italia la coltura urbanistica, e poiché di urbanismo ormai si parla molto e da molte parti non è inutile qualche riflessione sui limiti e sulla portata della nuova scienza, quale essa è venuta formandosi sulla base dell’esperienza, e sulla sintesi dei risultati delle opere compiute. Non…

Dubbio ambientalismo a tre teste

Comprensibile, anche logico, che chi fa politica a qualunque livello cerchi dei consensi: un po’ meno che li cerchi a qualunque costo. I paladini della tutela dell’ambiente a livello locale ad esempio, spesso devono volenti o nolenti rapportarsi a una prospettiva e visione del mondo che non esce da confini piuttosto angusti, quasi ovviamente devono…

Piani di ampliamento cittadino (1910)

Il Town Planning Act promosso da John Burns, saggiamente concentra l’attenzione degli urbanisti britannici prevalentemente sulle trasformazioni delle zone ancora inedificate ai margini delle città, dove stanno avvenendo i peggiori scempi. Non si deve però pensare di poter considerare a sé queste aree suburbane. L’urbanistica riguarda il problema complessivo dell’organizzazione della vita cittadina. L’alto livello…

Prevenire l’anticittà regressiva è meglio che curarla

Molte fra le più feroci polemiche sul futuro dell’innovazione urbana, o meglio sull’opportunità di innovare e riorganizzare politiche urbane, dipendono dal vero e proprio terrore di chi si sente scavalcato, ed è convinto si tratti di un complotto di forze oscure per impossessarsi della metropoli eliminando il suo ruolo di cane da guardia del progresso…

Daniel Burnham e l’incarico per il Mall di Washington (1921)

Quando il Presidente Washington riceve dal Congresso l’incarico di sovrintendere alla realizzazione di una città capitale sulle sponde del Potomac, invia il maggiore Andrew Ellicott a tracciare i confini di questo territorio di interesse federale, e immediatamente dopo commissiona al maggiore Peter Charles L’Enfant i disegni relativi «ai terreni su cui sia più opportuno approvare…

A cosa serve l’archistar in città

Lontanissimi i tempi in cui estetizzanti architetti iniziavano a intuire, confusamente quanto efficacemente, le contraddizioni dello sviluppo industriale nel suo pieno dispiegarsi ottocentesco, iniziando quel percorso critico che avrebbe portato, attraverso le discontinue tappe della landscape architecture e della convergenza con alcune discipline sociali e sanitarie, all’affermazione dell’urbanistica moderna. Piuttosto lontani e superati (nonostante le…

Urbanistica, arte, politica (1946)

Tra i faceti detti del dr. Arbuthnot, celebre esperto di definizioni, ve n’è uno che merita un breve cenno, soprattutto perché è efficace citarlo in un’assemblea di architetti: «quel che importa – diceva il dottor Arbuthnot – è che la pianificazione non sia mescolata con la politica». Solo il cielo sa quanti piani generali siano…

Cittadini e partecipazione nella pianificazione urbanistica (1950)

Se paragoniamo il costruire una città all’indossare un paio di scarpe, possiamo illuminare alcuni aspetti della partecipazione dei cittadini alla pianificazione. È molto più facile che le scarpe calzino bene se si sono prese le misure di chi le porta: allo stesso modo l’urbanista farebbe bene a consultare la gente per la quale pianifica. Chi…

Ritratti dell’urbanista da giovane (4)

L’unità di vicinato Il tema della ricostruzione scientifica, studiata a tavolino, degli elementi comunitari smarriti nei processi di inurbamento o decentramento, merita di essere trattato, anche se brevemente, a parte. Come la regione è lo spazio di interazione tra programma economico e pianificazione territoriale, la dimensione del quartiere rappresenta d’altra parte l’incrocio tra i temi…