Nell’attuale permanente crisi di identità del Partito Democratico forse nessuna altra discussione «progressista» ha generato più dialettica interna di quella innescata da Abundance, di Ezra Klein e Derek Thompson. Considerata dai sostenitori una soluzione all’inefficacia di tante politiche, criticata dagli oppositori come riciclaggio di posizioni neo-liberali, la tesi del libro è comunque rimasta sinora nel campo dell’astrazione, col dibattito focalizzato sulle radici della «scarsità» (individuate vuoi nella burocrazia progressista vuoi nel potere dell’iniziativa privata). Quando invece il luogo più adeguato per svilupparsi potrebbe essere sul pur instabile terreno delle riforme urbanistiche, dei finanziamenti, delle regole per gli operatori, ma la questione fondamentale resta pur sempre politica: i Democratici devono essere il partito del populismo economico, o quello del centrosinistra tecnocratico? Al livello del messaggio di immagine nazionale, parrebbe vincente l’opzione del populismo economico. Secondo alcuni documenti interni scambiati tra i maggiori dirigenti, sono circa due terzi degli appartenenti al partito a ritenere che un governo che tutela gli interessi di miliardari e grandi imprese costituisce un problema più importante di un governo inefficiente; ma secondo quote analoghe gli elettori paiono prediligere invece provvedimenti ritagliati alle norme di regolazione dei prezzi della casa economica.
Però scendendo molto di livello, sul territorio regionale delle politiche pubbliche, i sostenitori delle tesi di Abundance possono vantare una grandissima vittoria con l’approvazione in California del Senate Bill 79, legge sui transit-oriented development in grado di condizionare l’urbanistica di significative porzioni dello stato. Già approvata al Senato, restituita allo stesso Senato con alcune modifiche dalla California State Assembly, sul tavolo del Governatore Gavin Newsom pronta per la firma. Cosa propone SB 79? Fissa norme urbanistiche per le ordinanze di zoning nelle aree entro un raggio di poco meno di un chilometro dalle stazioni in California. Si tracciano ideali cerchi concentrici di raggio 400-800m dalle fermate del mezzo pubblico, stabilendo le altezze delle trasformazioni edilizie residenziali sulla base di dove si trova il lotto anche in relazione all’importanza della stazione. Altezze che variano da quattro a nove piani: una bella differenza rispetto alle casette unifamiliari che oggi in California costituiscono il paesaggio dominante.
I sostenitori di SB 79, argomentano l’assenza totale di logica delle ordinanze di zoning attuali, che impediscono trasformazioni edilizie ad elevata densità anche vicino alle stazioni. «Ovunque nel mondo, è quasi impossibile trovare un paese o città dove prima si spendono risorse nel trasporto pubblico, ma poi si è così sconsiderati da non lasciar costruire case vicino alle stazioni» dichiara Matthew Lewis, responsabile della comunicazione di California YIMBY. Limitando le costruzioni vicino ai nodi di mobilità, secondo Lewis non solo si fanno aumentare i prezzi delle case, ma si favorisce lo sprawl suburbano dannoso per l’ambiente, si aumentano le emissioni di gas serra, si ostacola l’affermarsi del mezzo pubblico come valida alternativa all’auto privata.
Lewis precisa subito che «non basta certo una legge per risolvere la questione delle abitazioni in California» ma giudica SB 79 una componente chiave del percorso verso case più economiche. Sottolinea quanti «ostacoli si siano frapposti alle nuove costruzioni» ed elenca varie leggi e norme – ambientali o sull’edilizia – che considera parte di un modo di affrontare la crisi. Ma, conclude: «poi non si può costruire nulla se il piano regolatore te lo impedisce». È lo zoning modificato il prerequisito per nuove abitazioni «e vale il metodo di SB 79». Concordano gli esperti di settore, considerando SB 79 uno dei più significativi housing bill in California da diversi anni. La casa sta al centro dell’attenzione dell’amministrazione statale, ma tutti gli interventi sinora «per la maggior parte non toccavano il problema girandoci attorno» commenta Paul Williams, direttore esecutivo del Center for Public Enterprise. SB 79 «entra direttamente al cuore della questione chiedendo alle amministrazioni locali di togliere le norme di zoning penalizzanti consentendo la realizzazione di milioni di nuovi alloggi attorno alle fermate di treni e autobus».
Le legge però non suscita entusiasmi ovunque. Sono contrari oltre naturalmente ai soliti NIMBY, sia l’amministrazione locale di Los Angeles oggi martoriata dalle accuse di corruzione, sia quelle di centri minori della California, e poi schiere di associazioni locali di quartiere. E pensando a ciò che si sospetta sia la posizione di Abundance, neoliberale e propensa alla deregulation, alcune organizzazioni per la casa e sindacati degli inquilini si aggiungono all’opposizione. Nel caso di Los Angeles, gli amministratori dichiarano di aver già messo in atto politiche di incentivo per i transit-oriented development dieci anni fa, insieme a un programma di 255.000 alloggi approvato dallo Stato. Joseph Smooke, stratega della Race & Equity in all Planning Coalition San Francisco (REP-SF), spiega come la sua organizzazione tema che gli effetti di SB 79 possano essere contro l’abbordabilità economica e favorire l’espulsione. Ci dice che «non possiamo in alcun modo sostenere la legge, e neppure rimanere neutrali, perché almeno oggi sembra che provocherà ulteriori effetti su città già penalizzate» sia dalla gentrificazione che più in generale dalla crisi degli alloggi. «La questione è: per chi vengono costruite le case?» si chiede Smooke. Di sicuro non per le fasce di reddito più basse che oggi abitano vicino alle fermate del mezzo pubblico. SB 79 «consegna a proprietà e costruttori una straordinaria occasione di norme urbanistiche favorevoli».
A seguito di osservazioni di questo tipo gli amministratori statali hanno modificato il disegno di legge rafforzando gli aspetti di abbordabilità e di salvaguardia dalle espulsioni. Oltre alle già previste regole sull’edilizia economica si sono inseriti altri incentivi per favorire la costruzione di alloggi effettivamente abbordabili, tutelando contro eventuali demolizioni i fabbricati dove esistono alloggi ad affitto controllato se occupati da sette anni. E dopo queste modifiche alcune associazioni e gruppi hanno cambiato posizione, da contraria ad almeno neutrale. Ma secondo Smooke, gli emendamenti non bastano a rendere la legge equa. Le salvaguardie anti espulsione sarebbero piene «scappatoie» facilmente aggirabili dai costruttori una volta approvata la legge: «Perché semplicemente non proibire qualunque demolizione di alloggi abbordabili?». E parlando più in generale, Smooke non è convinto dalla prospettiva di Abundance secondo cui edificare seguendo il mercato faccia costare meno le case. «Non si investe certo per deprimerlo, quel mercato, le cose non funzionano così».
Ma Michael Lens, professore di urbanistica e politiche pubblica alla Luskin School of Public Affairs dell’UCLA, ci spiega come i fatti dimostrino quanto aumentando l’offerta di alloggi – anche quando si tratta di case di mercato – diminuisca i prezzi e favorisca le fasce di reddito più basse e in affitto. «Il fatto che un incremento dell’offerta sia necessario a mantenere localmente più bassi i costi degli alloggi è confermato dai dati». Lens descrive quanto gli economisti chiamano il fenomeno chains of moves, a spiegare il percorso verso una maggiore abbordabilità: «Nuove case inducono le persone ad azioni che poi formano una catena». Che funziona così: alla realizzazione di un nuovo complesso di mercato le fasce di reddito più alte entrano negli appartamenti lasciandone liberi altri. Che rappresentano una occasione per fasce di reddito inferiori, e via via la sequenza prosegue scendendo gradualmente di livello. Mentre avviene rilevatamente il contrario là dove non c’è abbastanza offerta, costruttori o investitori rilevano edifici vecchi ed economici per modernizzarli e adattarli ad alloggi di lusso, spesso unendo vari alloggi piccoli in uno più grande. E ci sono prove che non si tratta di una semplice teoria: Una ricerca della Pew, rileva come le nuove costruzioni «rallentano l’aumento degli affitti per gli alloggi più vecchi ed economici».
Ma Lens concorda con Smooke sul fatto che la California debba fare di più per gli inquilini a basso reddito. «C’è tanta gente che la casa non se la può proprio permettere a qualunque prezzo, sappiamo che il mercato non sarà mai per loro». A ben vedere con tutti i contrasti e gli scontri su SB 79, California YIMBY, REP-SF, e l’accademia concordano sul fatto che sia indispensabile una azione dello Stato per realizzare più case abbordabili e sostenere l’affitto ai redditi più bassi, aspetti non contenuti nella legge. E con la crisi degli alloggi tutt’altro che risolta, speriamo che ciò possa almeno mettere d’accordo anche le fazioni in lotta del Partito Democratico.
Per il momento, ad ogni modo, YIMBY crescono in California. Se molti coinvolti nei negoziati su SB 79 sostengono che Abundance abbia contribuito molto alla causa, chi segue da tempo il problema come Williams resta convinto che «è il lavoro costante negli anni delle associazioni per la casa a consentirci queste evoluzioni di sistema». Non sono solo i proponenti della legge a riconoscere a YIMBY la lungimiranza politica che ha quasi concluso il percorso di SB 79; anche a parere di Smooke il movimento YIMBY è diventato assai «più strategico e accorto» nelle proprie posizioni rispetto ai primi tentativi di riforme urbanistiche.
Va anche notato che non esiste necessariamente alcuna contraddizione tra un populismo economico nazionale e riforme di dimensione locale. Il Democratico di orientamento socialista Zohran Mamdani, per esempio, probabile vincitore delle elezioni a Sindaco di New York dopo una campagna dichiaratamente populista, si è espresso molto favorevolmente rispetto alle riforme di tipo YIMBY. A New York, ovviamente, esiste una tragica carenza di alloggi. E se possiamo accreditare ad Abundance la spinta al percorso di approvazione di SB 79, non è detto che l’importanza del libro e della legge l’uno per l’altra debbano funzionare sempre in entrambi i sensi. «C’è parecchio di Abundance che arriva direttamente dalla California e dal suo movimento YIMBY» commenta Lewis. «Il libro prova ad allargare l’esperimento». La riuscita di SB 79 sarebbe un ulteriore indicatore di forza per altre aree della politica. Dopo tutto, si chiede fiducioso Lewis, «Se riusciamo a risolvere la questione delle abitazioni con la prospettiva di Abundance, chissà cos’altro si può tentare».
da: The American Prospect, 13 settembre 2025; Titolo originale: YIMBYs on the Cusp of Major Victory in California – Traduzione di Fabrizio Bottini



