Immagine RAPu

Senza welfare c’è solo speculazione (2008)

Qui in Italia l’unica volta che l’urbanistica in quanto tale ha «bucato» sui media risale ai primissimi anni ’60, quando l’astro nascente della Democrazia Cristiana Fiorentino Sullo si giocò il potenzialmente luminoso futuro col tentativo fallito di riformare la legge sui piani regolatori. In Gran Bretagna, dal XIX secolo culla di tutte le innovazioni sulla…

Città Giardino e Greenbelt Agricola (1921)

«circondata da una fascia di territorio rurale permanente» La città ideale del futuro non sarà, come sono diventate quelle moderne industriali, una regione urbana composta solo di attività economiche, residenze e servizi, isola di esistenza urbana in un mare di campagna aperta, con la quale gli interessi e le aspirazioni dei cittadini non intrattengono alcun…

Modelli emergenti di agricoltura urbana tecnologica

Centinaia di candide colonne forate da piccole aperture cilindriche coprono il tetto del centro mostre di Paris Expo Porte de Versailles a sud della capitale francese. Odoroso basilico, fragole scarlatte, intrichi di kale verde scuro, tra i tanti colorati vegetali che spuntano da quei buchi, nel dispositivo di coltura senza terreno che si chiama Torre…

Individualismo scemo: la misura d’uomo

Anche i più stupidi luoghi comuni in fondo nascondono qualche verità: ad esempio che la metropoli è opprimente e per sua natura invivibile, o che la casa è il castello della famiglia … Fino ad un certo punto, però. Il quartiere a misura d’uomo, la città a misura d’uomo, quante volte abbiamo ascoltato o letto…

Origini bibliche e storiche della Green Belt (1945)

La grandiosa idea della città giardino di Ebenezer Howard alla fine, dopo lunga battaglia e tante contraddizioni, è stata accettata. Così come lo si intende il temine «Città Giardino» significa al tempo stesso città in un giardino che città di giardini. Uno dei suoi tratti distintivi è il margine imposto alla crescita della città, e…

Contro la Città Nuova (1963)

  Datemi una distesa di strade e viali Datemi più controllo delle nascite Datemi tante case e mura Datemi una carta su cui disegnare Per anni dopo la formulazione della proposta di Howard, il concetto di città giardino o città nuova venne considerato quasi generalmente come un ideale, meraviglioso quanto tristemente irrealizzabile: troppo bello per…

Scenari di esaurimento della superficie calpestabile sotto i piedi

Quando si parla di degrado ambientale le immagini che spontaneamente si presentano sono quelle di fiumi inquinati, nuvole di fumi puzzolenti, specie animali e vegetali estinte o a rischio, ecatombi sanitarie e sociali. Acque dove non si può più pescare, nuotare, e figuriamoci bere o irrigare, e irrigare campi già compromessi da urbanizzazione e inquinanti…

Il vero problema della crescita suburbana infinita

Molti movimenti e culture nati per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, si sono trasformati con una certa rapidità in rivendicazioni per la «conservazione del paesaggio». Una dizione che accomuna a sua volta molti approcci diversi, ma diversificati sostanzialmente più dall’oggetto da conservare che dall’atteggiamento di chi rivendica la conservazione: si va dai beni culturali…

Il Metrobosco della Steppa

Cos’è una città ideale? Quella che vuol realizzare un ideale, risposta ovvia e facile, ma la vera questione nasce quando ci si domanda che genere di ideale, esattamente, e se perseguirlo attraverso una logica di piano o di progetto. Non è affatto una questione secondaria di lana caprina, puro dettaglio per geometri o assessori ideali,…