Basta con alberi e boschi un tanto al quintale

foto F. Bottini

Lo sappiamo tutti che più verde c’è meglio è, giusto? Però anche col verde succede esattamente come succede a qualunque altra cosa, di cui ci può essere poco o troppo. Eccesso di vegetazione si verifica quando la crescita delle piante diventa incontrollata, fino al punto da condizionare totalmente uno spazio, costruendo uno squilibrio che può avere gravi effetti sull’ambiente. Di seguito proviamo ad elencare vari modi in cui una overgrowth vegetale danneggia l’ambiente, e valga la pena provare a evitarla.

Soffoca le specie native

Se un tipo di pianta si diffonde in modo aggressivo, conquista troppo spazio, luce, sostanze nutrienti, le altre specie lo subiscono. Le piante native non si sono evolute per competere con quelle invasive a rapida diffusione, e perdono terreno. Scomparsa la pianta nativa da un’area, insetti e altri animali che da essa si alimentavano o usavano come rifugio, devono trovare alternative, e non sempre riescono. L’effetto cresce allargandosi fino a intere regioni che hanno perduto specie di fiori nativi e il territorio invaso da altre invasive.

Danneggia la salute dei suoli

La vegetazione troppo cresciuta non lo fa solo in superficie. Ma cambia anche ciò che le sta sotto. Dense reti di radici delle piante – invasive o comunque troppo diffuse – riescono a compattare troppo il terreno, ridurre l’aerazione, modificare l’equilibrio chimico indispensabile perché le altre piante e i loro microrganismi possano sopravvivere. Alcune piante riescono anche rilasciando sostanze dalle radici a impedire la crescita di certe specie circostanti, e non è una cosa rara, ma una vera e propria strategia di sopravvivenza che si chiama allelopatia. Il suolo si fa inospitale e la ripresa delle specie native sarà difficile anche eliminando quelle invasive.

Impedisce l’irraggiamento solare del suolo

Quando certi eccessi di vegetazione si accumulano stratificandosi la luce non può più arrivare dove ce n’è bisogno. Bassi arbusti, germogli, organismi che abitano la superficie, tutti dipendono dalla luce che filtra. In boschi o campi con troppe piante, la copertura sia alta che media toglie così tanta luce da ridurre il suolo a sola terra. Muschi, felci, piccole piante native, iniziano a scomparire. Ciò che visto dall’alto può apparire rigoglioso in realtà a livello del suolo è zona morta.

Assorbe risorse idriche locali in eccesso

Troppa vegetazione vicino ai corsi d’acqua li può danneggiare. Può riversare troppa materia organica sulle sponde di ruscelli e laghetti che decomponendosi consuma ossigeno. Meno ossigeno nell’acqua è un grave impedimento per pesci anfibi e insetti acquatici. Specie nei tratti stagnanti, vegetazione densa unita a materiale che si decompone inducono sovraproduzione di alghe che a loro volta impoveriscono l’acqua di ossigeno e la intorbidiscono. Ruscelli che contenevano molta vita acquatica possono perdere così gran parte della propria biodiversità a causa di una vegetazione di sponda sfuggita al controllo.

Può favorire gli incendi

Troppa vegetazione densa e secca può trasformarsi in un grave rischio. Si stratificano materiali morti sul suolo che possono fungere da carburante con tempo asciutto. Risulta incredibilmente utile ripulire periodicamente questo sottobosco così sensibile al fuoco per ridurre il rischio di incendio. Quando il fuoco si sposta in una crescita troppo densa brucia più forte e rapido che nelle macchie ben tenute, con una intensità tale da incenerire e sterilizzare la superficie del suolo, uccidere i semi, richiedere poi lunghi anni per ritrovare un equilibrio.

Si insediano specie animali invasive

La vegetazione troppo densa e non gestita crea un rifugio ideale e di nidificazione per specie non appartenenti all’area. Roditori, alcuni rettili, insetti non nativi, prosperano negli ambienti dove fitti strati di vegetazione li celano e lasciano indisturbati. Una volta stabilizzato in quell’habitat, l’animale invasivo diventa difficile da rimuovere senza disturbare l’ecosistema. Alcune specie portano malattie che colpiscono quelle native. Altre competono per il cibo e il territorio. Certo non è solo la crescita eccessiva la causa di questa invasione, ma le ha dato modo di mettere radici.

Accelera l’erosione

Questo è un aspetto che di solito sorprende: più piante dovrebbero garantire più stabilità del terreno, vero? Ma non quando la copertura vegetale è del tipo sbagliato. Piante invasive addensate dalle radici poco profonde a determinate condizioni possono aumentare l’erosione, perché non trattengono il suolo come fanno le radici più profonde. Sulle pendenze in particolare, la troppa crescita modifica il modo in cui l’acqua può scorrere sulla superficie. Invece di assorbire le precipitazioni piovose gradualmente, piante troppo dense favoriscono il deflusso. Che si porta via strati fertili superficiali indispensabili a sostenere una vita vegetale sana.

Col tempo, riduce la biodiversità

Biodiversità è varietà, e la varietà dipende dalla disponibilità di spazio. Quando una specie vegetale aggressiva invade un luogo, spinge via tutte le diverse specie di piante che insetti, uccelli, mammiferi, usano per vivere. Un prato con venti specie vegetali sostiene molta più vita animale che non uno con un’erba invasiva sola. A questo tipo di squilibrio sono particolarmente sensibili gli impollinatori, adattati a specifiche piante. Quando quelle piante scompaiono insieme a loro declina la popolazione di quegli impollinatori. E si tratta di un danno che impiega diverse stagioni prima di diventare visibile.

Interferisce con la diffusione naturale dei semi

Le piante si riproducono coi semi, e in molti casi essi vengono trasportati dagli animali in luoghi diversi. Quando una eccessiva crescita di poche piante diventa dominante in un’area, interferisce con questi meccanismi cambiando gli spostamenti degli animali e la loro alimentazione. Una vegetazione fitta riesce anche a fermare fisicamente i semi prima che raggiungano il suolo, e germinare. Alberi e arbusti nativi adattati a spazi aperti o specifiche condizioni del suolo faticano a riprodursi in ambienti troppo fitti anche in presenza della medesima specie.

Uno spazio sano è uno spazio equilibrato

Le piante sostengono gli animali e proteggono il suolo, ma una crescita illimitata non produce un ecosistema sano. I problemi cominquano quando una specie prende il sopravvento sulle altre o l’insediamento troppo denso modifica la situazione. Capire i danni ambientali di una vegetazione eccessiva significa saper riconoscere quando si è superata una certa soglia ed evitare il danno ecologico.

da: E – Environmental Magazine, Titolo originale: How Vegetation Overgrowth Harms the Environment – Traduzione di Fabrizio Bottini

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