Essere ambientalisti oggi serve solo a deprimersi?

La Meglio Gioventù Californiana anni ’60

Diritti civili, diritti delle donne, tutela dell’ambiente, sono le cose per cui mi sono sempre impegnato, vivendo un’epoca di grandi progressi. Ricordo quel che succedeva sin da quando ero un bambino, fino alla proclamazione della Giornata della Terra. Anche chi oggi vorrebbe distruggere ogni avanzamento deve aver guardato le stesse cose. Bisogna avere almeno settant’anni per ricordare le proteste, la musica, i tre omicidi che indebolirono per sempre l’America, la guerra immorale che usava i miei coetanei e compagni di classe come legna da ardere, le lotte per ridurre o allargare le distanze tra di noi. Ma anche tante grandi vittorie politiche. Da studente di discipline ambientali negli anni ’70, mi entusiasmava vedere una importante legge di tutela approvata dopo l’altra. Clean Air Act. Clean Water Act. Toxic Substances Control Act. Endangered Species Act. Fishery Conservation. Management Act. L’America che capiva i problemi. L’America che ci pensava. L’America che aggiustava i condotti malandati gocciolanti inquinanti del proprio percorso verso il futuro. Il mio futuro. Un’America che era all’avanguardia, un esempio per tutto il mondo.

Oggi le cose vanno alla rovescia. Proviamo a riassumere citando alcuni esempi. Abitando sulla costa atlantica, sono un pescatore e consumo ciò che pesco. Il mercurio è da sempre un problema. I tassi nel mio sangue sono anche elevati a volte. Il mercurio è una impurità del carbone, il più sporco dei carburanti fossili. Sono le ciminiere degli impianti che bruciano carbone ad emettere il mercurio che poi troviamo nel pesce. Nel 2012 la U.S. Environmental Protection Agency ha deliberato criteri secondo cui le emissioni di mercurio venivano tagliate del 90%, e quelle di altri metalli dell’80%. Le quantità nel pesce iniziavano a calare. Nel 2024 EPA ha ulteriormente rafforzato quelle norme con limiti più rigidi. Ma all’inizio del 2026, la stessa EPA ha cancellato gli standard 2024, consentendo di emettere nell’aria più mercurio e metalli. L’amministrazione Trump ha aumentato i sussidi ed emanato ordinanze di sostegno ai propri amici che bruciano carbone, esentando per due anni 68 impianti dalle norme per l’emissione di mercurio. Bruciare carbone significa anche produrre la tossica cenere, pure regolamentata in passato. Ma nel 2026, EPA dichiarava di allentare i controlli e rinviare di tre anni anche le bonifiche dei siti contaminati.

A febbraio, l’amministratore di EPA, Lee Zeldin, cancellava il riconoscimento, del 2009, secondo cui i gas serra mettono a rischio la salute umana inducendo cambiamento climatico: il cosiddetto endangerment finding. Niente più regolamentazione delle emissioni. Tra le altre cose, finisce così anche il fondamento per seguire e controllare gli scarichi di auto e camion. L’autorità di EPA a regolare le emissioni è stata confermata dalla Corte Suprema nel 2007. Come tante altre cose, adesso non conta più nulla. L’amministrazione ha anche bloccato le autorizzazioni a progetti di energia eolica, i finanziamenti alle turbine offshore sulla East Coast. I tribunali hanno ripetutamente respinto la motivazione pretesto della «sicurezza nazionale». Come ha commentato un esperto di questioni energetiche, queste queste cancellazioni senza procedura ufficiale «Non sono un problema eolico. Rappresentano una questione legale di diritto per qualunque progetto energetico capital-intensive in acque federali o terreni federali».

Ancora a inizio 2026 la Casa Bianca emanava un’ordinanza esecutiva molto favorevole all’aumento di produzione dell’assai discutibile erbicida glifosato, quello che sta nel Roundup e in tanti diserbanti. La ragione sarebbe l’ennesimo «difesa nazionale». I conflitti sul glifosato hanno significato quasi 300 milioni nelle casse pubbliche U.S.A. nelle cause contro Monsanto. Robert F. Kennedy Jr, che era stato avvocato nel gruppo della querela contro Monsanto, oggi Ministro della Sanità, ha compiuto una giravolta acrobatica degna di un atleta olimpico complimentandosi adesso con EPA che «protegge e difende l’alimentazione nazionale». La Bayer produttrice di glifosato dovrebbe iniziare a versare 7,25 miliardi per risarcire le varie cause intentate perché il Roundup causa cancro. Ma la Corte Suprema potrebbe aiutare i produttori di pesticidi, nonostante l’evidenza scientifica che dal 2000 qualificava il glifosato sicuro (nonostante i collegamenti ai casi di cancro) sia stata discussa a febbraio, perché Monsanto avrebbe avuto un ruolo in quello studio.

Pesticidi e altre pratiche agricole colpiscono gli uccelli, come ben sappiamo sin dal fondamentale libro di Rachel Carson Primavera Silenziosa, del 1962. Sono cresciuto, sono stato educato, ho studiato, scritto, operato, a tutela degli uccelli, dall’infanzia ad oggi. Negli USA e fino al tropici, il numro di uccelli continua a diminuire a ritmi crescenti. In Nord America sono andati perduti un terzo degli uccelli dalla mia adolescenza. Il fattore principale è l’espansione dell’agricoltura cn alcune pratiche. In Sudamerica gli uccelli diminuiscono anche nelle foreste vergini, molto probabilmente a causa del cambiamento climatico e dell’umidità. Quando avevo dodici anni, ho pescato un tonno a pinne azzurre (molto piccolo; possono arrivare a pesare quintali). Scioccato da quella immensa forza e bellezza. Nei primi anni ’90 erano pressoché spariti dalla sponda atlantica degli USA. Le popolazioni sia atlantiche che mediterranee avevano subito una violenta contrazione, sparendo dal Mare del Nord e dalle isole britanniche. Provai a impegnarmi per contrastare quel declino. Nel 1993 pubblicavo su Conservation Biology un articolo di apertura intitolato «Bluefin Tuna in the West Atlantic: Negligent Management and the Making of an Endangered Species». A cui seguì una petizione per chiedere l’inserimento della specie nella Convention on International Trade in Endangered Species, mettendo fine al commercio che aveva causato quei crolli di popolazione. Ne seguirono dei limiti alla pesca e relativi controlli.

Sono seguiti anni di studio ricerca e impegno, insieme ad altri scienziati e attivisti consapevoli. I nostri tentativi di limitare la pesca stabilendo tetti ai prelievi sono riusciti tanto bene che la popolazione atlantica dei tonni a pinna azzurra, qualificata «a rischio» nel 2011-2015 dalla International Union for the Conservation of Nature, era diventata nel 2021 least concern. Un notevole progresso assai evidente sulla costa dove abito nella zona di New York. Spettacolare successo di cooperazione politica internazionale. Nel 2025, le catture da pesca sportiva hanno superato il tetto massimo prefissato, e l’ente federale responsabile doverosamente ha interrotto l’attività. Proteste dei pescatori.

Così all’inizio del 2026, con quella che potremmo definire Operazione Pescatore Furfante, gli Stati Uniti comunicavano alla commissione atlantica di controllo sulla pesca (di cui facciamo parte) che avrebbero interrotto le rilevazioni sulle catture da pesca sportiva. Obiezioni sollevate da Giappone, Canada, Unione Europea, e parecchie associazioni ambientaliste tra cui la mia. La specie è ancora in una situazione instabile, molto sensibile alle quantità pescate, che siano alte o basse. Non vorrei che si tornasse al brutto passato. Ricominceremo a impegnarci. Sono soltanto alcuni dei tanti regressi in corso. Se volete restare aggiornati su questa assai parziale rassegna di decisioni federali basta cercare sul motore online environmental rollbacks oppure conservation rollbacks. Quello che vi ho riassunto io è solo un piccolo assaggio.

Un’ultima cosa. Questa settimana l’amministrazione Trump ha sbrigativamente esentato tutte le trivellazioni per petrolio e gas del Golfo del Messico da qualunque verifica in termini di tutela delle prevista dalla legge. La guerra contro l’Iran fa impennare i prezzi e così si è attivato il «Gruppo Dio» che decide chi vive e chi muore, con l’idea che la Legge sulle Specie a Rischio sia in contrasto col diritto del paese a un libero flusso di petrolio. Mentre in realtà stante in vigore quella legge gli USA hanno sempre pompato più petrolio di qualunque altro paese. Nonostante fosse rivolta solo a impedire le estinzioni anziché garantire abbondanza, la legge di tutela nell’ultimo mezzo secolo si è rivelata davvero essenziale, senza ostacolare in alcun modo lo sviluppo del paese.

Dopo aver assistito al caos indotto dallo sversamento Deepwater Horizon nel Golfo dell’estate 2010, posso affermare che le economie della pesca e del turismo – oltre alle specie di balene e tartarughe a rischio – hanno davvero bisogno di leggi come quelle di tutela e la trivellazione per lo sviluppo senza limiti è una squallida scusa. Non riconosco più l’America, e siamo davvero in tanti a pensarla così. Il sistema dell’alternanza dei due partiti aveva sempre comunque garantito una certa stabilità per quanto discutibile, ma adesso le oscillazioni dell’altalena si sono fatte davvero paurose. La presidenza procede a sbalzi tra inizio e fine mandato, il Congress languisce o si chiude a riccio. Non sappiamo più chi siamo e non riusciamo a decidere.

da: Yale Environment 360, aprile 2026; Titolo originale: Trying Times: Keeping the Faith as Environmental Gains Are Lost – Traduzione di Fabrizio Bottini

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