Gli animali come appaiono in televisione

Foto F. Bottini Parco Agricolo Sud Milano

La televisione fa molto più che intrattenimento. Plasma il modo in cui la società considera il mondo, influenza l’atteggiamento del pubblico, forma il dibattito etico e politico. Una influenza che comporta delle responsabilità. Se chi comunica distorce ne soffre la fiducia. Quando la televisione presenta di continuo in modo errato l’immagine degli animali da allevamento e delle loro esistenze , la conseguenza si fa sentire sulla percezione e il modo in cui li considererà, miliardi quanti sono, la società. Gran parte della nostra popolazione nazionale non ha contatti diretti con gli animali degli allevamenti, che a differenza di quelli da compagnia restano così lontani dagli sguardi del pubblico.

Fuorviante

Di conseguenza la televisione gioca un ruolo molto significativo nel plasmare la percezione degli animali di cui ci nutriamo, come vivono, chi sono. Ciò che sappiamo di loro spesso non deriva da esperienze dirette, ma da documentari, programmi di informazione, programmi di intrattenimento. Ecco perché è tanto importante la correttezza. Una critica ricorso alla BBC da parte della Animal Law Foundation, su un episodio di The Future with Hannah Fry illustra bene il caso.  Il programma proponeva ricerche con l’uso dell’intelligenza artificiale sulle condizioni emotive ed esperienze dei maiali. Agli spettatori venivano proposte opinioni sulla possibilità dei maiali di provare emozioni come felicità o tristezza. Animal Law Foundation sostiene però che ciò crea un’impressione fuorviante che non tiene conto elle conoscenze scientifiche sulla sensibilità dei maiali e le loro capacità di provare emozioni. 

Presupposti

Che si sia d’accordo o meno sul merito della protesta ALF, va detto che solleva però un problema importante: chi comunica usa i medesimi criteri rigorosi con gli animali di altri campi della scienza? Quando si parla di scetticismo climatico, medicina, sviluppi tecnologici, gli standard editoriali richiedono riferimenti, equilibrio, contestualizzazione. Le conoscenze sugli animali non dovrebbero essere gestite in modo diverso solo perché l’argomento riguarda specie usate correntemente per la nostra alimentazione. La vera questione è che una immagine fuorviante degli animali d’allenamento pare così diffusa da non essere neppure notata. Certi presupposti culturali caratterizzano le scelte di fondo, il linguaggio, le decisioni editoriali. 

Merce

Col tempo queste immagini plasmano l’atteggiamento del pubblico, influenzando il modo in cui consideriamo certi animali, il nostro comportamento di consumo, le priorità politiche. Le televisioni riconoscono che chi trasmette ha il dovere di non disinformare il pubblico. La mission della televisione pubblica è di informare e educare, e anche in ambito privato si sottolinea l’importanza di essere accurati. Principi che nascono dal diritto del pubblico a programmi basati su riferimenti anziché  tesi, stereotipi, vecchie convinzioni. La televisione spesso presenta gli animali da allevamento come privi di intelligenza, merci intercambiabili, non individui dotati di personalità, orientamenti, relazioni sociali, vita emotiva. 

Accurato

La comprensione scientifica della psicologia e comportamento animale si è evoluta moltissimo negli ultimi decenni, ma la comunicazione pare restata molto indietro. Maiali presentati come privi di intelligenza quando esistono invece consolidate ricerche che ne dimostrano le sofisticate capacità di apprendimento. Polli ritratti come esseri senza cervello e individualità, nonostante le conoscenze sulla loro complessa struttura sociale e di comunicazione. Vacche presentate come risorsa agricola invece che animali sociali in grado di stabilire legami stabili ed esprimere emozioni complesse. Il pubblico si merita una rappresentazione più accurata di questi animali, le cui esistenze sono determinate dalle decisioni umane.

Sentimenti

Il ritratto fuorviante può assumere diverse forme. Spesso si presenta come impreciso e incompleto. Altre volte si tratta di omissioni, forzature, caricature. Una trasmissione può anche evitare esplicite affermazioni false, ma lasciare nel pubblico un’impressione molto fuorviante. Cosa particolarmente evidente nel modo in cui il mondo dell’allevamento e gli animali sono rappresentati in televisione. Il pubblico vede immagini di pascolo in campo aperto, animali che si muovono liberamente in una scenario rurale idilliaco, nonostante il fatto che la soverchiante maggioranza degli animali da allevamento siano in condizioni intensive al chiuso. 

Questa comunicazione rischia di confermare distorsioni diventate la normalità. Ed è molto importante, perché la comprensione collettiva poi influenza la politica. Il parlamento britannico ha riconosciuto formalmente che gli animali sono esseri senzienti. Si riconosce ufficialmente l’animale senziente, in grado di vivere sentimenti, e ciò pesa nelle politiche pubbliche. 

Disinformazione

La televisione dovrebbe rispecchiare ciò che sappiamo sugli animali, non quello che ci induce a pensare la tradizione, l’abitudine, una certa cultura. Là dove l’evidenza ci mostra complessità, intelligenza, capacità emotive, non possiamo ignorare queste realtà, minimizzarle, metterle in dubbio senza motivo. 

Si dovrebbero inoltre descrivere oggettivamente le condizioni in cui gli animali vengono tenuti, così che il pubblico possa essere consapevole di come creature intelligenti e capaci di emozioni vengano chiusi in ambienti inadeguati alle loro necessità. In un’epoca in cui il problema della disinformazione o meglio della cattiva informazione riguarda ogni argomento, anche nascondere il modo in cui ci rapportiamo agli animali non giova al rapporto col pubblico. 

da: The Ecologist, luglio 2026; Titolo originale: TV must showcase real animal lives – Traduzione di Fabrizio Bottini

 

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