Grätzloase: la Piazza Tattica Dehor Condominiale

foto F. Bottini impietosa

In un tranquillo angolo di Vienna, agiato quartiere del XVIII secolo, Jana racconta il modo in cui quella sua composizione di bancali in legno e fioriere possa migliorare la vivibilità dell’area. «In tutta la via non c’è un solo albero, solo piazzole a parcheggio su entrambi i lati». Mettiamoci una grätzloase (oasi di quartiere) parchetto in miniatura sul fianco della strada. Con l’approvazione del comune, ne sono nate più di un centinaio in tutta Vienna. Il programma è attivo dal 2015, costruendo via via una singolare forma di equilibrio nel costruire spazi urbani di qualità: costano pochissimo, sono di iniziativa degli abitanti, e apprezzati da tutti. In teoria, chiunque a Vienna può farsene uno. Esiste una agenzia pubblica, Local Agenda 21, pronta a mettere a disposizione fino a 5.000 euro a copertura dei costi e contribuire agli aspetti amministrativi.

Jana aveva sentito parlare dell’idea a una festa nel 2019 da qualcuno che raccontava di aver realizzato un parklet . «Sono andata a vederlo qualche settimana dopo, era fantastico». Ma si è dovuti arrivare all’inverno 2020 perché Jana e altri decidessero di farsene uno. «Non è semplicissimo con tutti i permessi e le autorizzazioni». Sono coinvolti tre diversi settori tecnici comunali, e i proponenti dovevano presentare e concepire un’idea fattibile. I vantaggi iniziali c’erano per esempio nel fatto che Jana vive con un falegname, in grado di farsi carico del lavoro pratico vero e proprio. E poi esisteva un altro parklet dall’altra parte della città in corso di smantellamento, da cui era possibile recuperare preziosi materiali riciclabili. L’ostacolo finale era nel coinvolgimento dei residenti, alcuni dubbiosi per non dire diffidenti. «Mentre ci lavoravamo ricordo persone che ci guardavano un po’ perplesse. Dopo pochi giorni già qualcuno iniziava a dire ma perché ci levate gli spazi per parcheggiare?».

Perplessità a quanto pare poi superate. Questa primavera la grätzloase si è arricchita di una copertura avvolgibile per l’ombra. «Ci abbiamo lavorato tutto un fine settimana. Quelli che passavano si complimentavano tutti». Il parklet è motivo di orgoglio per Jana, ma è anche un impegno. Quando arriva l’inverno bisogna garantire la spalatura della neve dalla copertura, e d’estate l’irrigazione quotidiana delle piante. Fa parte della grätzloase anche un contenitore dove i vicini scambiano cose che non servono più. «Ci troviamo anche dei rifiuti da gestire in qualche modo» racconta Jana. Che in quanto personalmente responsabile dello spazio, deve esserlo anche di smantellarlo in caso di trasloco, salvo eventualmente individuare e nominare un nuovo titolare.

Vienna investe e raccoglie moltissimo in termini di qualità ambientale e dell’abitare, anche se nelle classifiche dei ratings sulla qualità della vita è stata lievemente superata da Copenhagen a giugno. Ma la ottima media mette in secondo piano il fatto che alcuni quartieri manchino davvero di verde, specie nella zona centro-occidentale della città.«A Vienna gli spostamenti in auto sono più di quelli di altre 26 città d’Europa, tra cui Londra, Parigi o Berlino» spiega Rafael Prieto-Curiel, ricercatore al Complexity Science Hub nel terzo distretto urbano. Ha raccolto dati da centinaia di casi nel mondo. Nonostante l’ottima rete di trasporti pubblici, un quarto degli spostamenti a Vienna avviene ancora su veicoli privati, una quota che dovrebbe essere molto più bassa. Eliminare gli spazi per la sosta diventa un modo per perseguire questo obiettivo.

«L’asfalto si surriscalda: meno asfalto città più abitabile» commenta Prieto-Curiel. Le ricerche rilevano a Vienna quasi 50 giorni di temperature estreme l’anno scorso, una quantità destinata ad aumentare. Si vorrebbe impegnarsi di più per la depavimentazione come hanno fatto a Parigi. Realizzare parklets è uno dei modi per sensibilizzare le persone al problema. Sabrina Halkic, direttrice operativa di Local Agenda 21, li descrive come una variante della «urbanistica tattica»: bassi costi e iniziativa diretta dei cittadini nelle trasformazioni spaziali. Considera le grätzloasen come il primo passo di altre iniziative. «Quando le persone vedono che si può riuscire a fare qualcosa e migliorare la situazione, riescono anche a sviluppare visioni più ampie». Nel 2021, l’agenzia comunale ha realizzato una grätzloase in collaborazione con una scuola: «C”era già un piccolo parklet su quattro piazzole di sosta. Vista la grande riuscita e approvazione si sono detti: «Ma perché non trasformiamo tutta la via?». E l’anno scorso hanno convinto il comune a pedonalizzarla.

Jana e Sabrina concordano sul fatto che una marcia in più di questi spazi è il loro costituire spazi pubblici alternativi. In una città che si ritiene – magari un po’ immeritatamente – fredda e non accogliente, più spazio collettivo significa poter chiacchierare magari anche con degli sconosciuti. Un venerdì sera il gruppetto degli amici si azzarda a portare dei cocktail per incontrarsi alla grätzloase. Un po’ più tardi, quando nel vicinato potrebbero iniziare a lamentarsi del brusio, quello che succede sono invece solo grandi cordiali saluti e «buona serata» con chi passa. Jana paragona il destino del suo parklet con quello del ristorante a un isolato di distanza. Ha chiuso dieci anni fa, il giardino di castagni asfaltato e costruito con un nuovo condominio. La grätzloase – un posto dove ci si incontra per il gusto di incontrarsi – dimostra che le cose possono anche andare diversamente.

da: The Guardian; Titolo originale: ‘Why would you take away a parking place?’: the city where anyone can build an urban oasis – Traduzione di Fabrizio Bottini

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.