I proprietari in diritto di superficie dell’est londinese lamentano la propria situazione di «intrappolati dentro immobili invendibili» a causa di un debito del costruttore, di 850.000 sterline, dovuto alla municipalità della circoscrizione di Hackney da otto anni. Questi diciassette proprietari, in un condominio di Upper Clapton, hanno chiesto un incontro al municipio, ma le loro richieste di un confronto sono state ignorate. Rich Bell, 38 anni, fa parte del gruppo. Voleva trasferirsi da un appartamento più piccolo l’anno scorso dopo la nascita del primo figlio. Era in una «fase molto avanzata» dell’acquisto quando tutto è stato fermato per un problema. È emerso che il costruttore, Restoration Hackney, non aveva versato la cifra di 850.000 sterline calcolata secondo l’art. 106 del sistema di contributi e oneri (ovvero quanto concordato tra costruttore e pubblica amministrazione per le trasformazioni urbane convenzionate) e altri oneri fiscali. Un debito che sta a significare oggi: in caso di fallimento di Restoration Hackney, sarebbero i proprietari acquirenti degli immobili a doversene fare carico.
Secondo Bell, i suoi consulenti legali «erano convinti che si trattasse di un semplice errore amministrativo» ma presto «è apparso chiaro come in realtà non fosse un errore, doveva proprio andare così». A quel punto era chiaro per i potenziali acquirenti degli immobili come Bellche non avrebbero ottenuto il mutuo: «Così ovviamente ci siamo ritirati». Arrivando a quella situazione in cui tutti in un modo o nell’altro singoli o famiglie si sono «ritrovati intrappolati dentro case invendibili» anche a causa dell’inazione del Consiglio municipale. Che secondo Bell «Si aggiunge al pasticcio del costruttore privato». Un debito non pagato che data dal giugno 2017, quando è stato venduto il quattordicesimo appartamento del complesso, prima del completamento della costruzione l’anno seguente, secondo i termini dell’accordo tra l’amministrazione di Hackney e il privato Restoration Hackney. La notifica del debito è emessa nell’ottobre 2018 ma senza alcun effetto per sei anni, dopo i quali segue una seconda notifica, nel febbraio 2024. Ma senza alcun versamento. «E la pubblica amministrazione non ci spiega perché».
Gli abitanti del complesso hanno chiesto all’amministrazione di Hackney di garantire il debito, consentendo a loro di vendere gli alloggi. Garanzia sinora negata. E anche incontro interlocutorio sinora negato. «Chiediamo una sorta di sostegno umano ma ce lo rifiutano» continua Bell. Lui rimane per adesso nel suo appartamento troppo piccolo insieme alla moglie e al bambino di due anni. «Abbiamo bisogno di più spazio. Il bambino per adesso divide la stanza con noi ma vorremmo che ne avesse una sua». Una situazione che si ripercuote su tutta la famiglia. «Vorremmo avere un altro figlio ma non possiamo starci tutti in un bilocale così piccolo. Non può funzionare. È un peso enorme per la vita familiare, per le scelte di vita che ci sono precluse».
Ancora: «Mi fa impazzire questa idea che il debito tra un costruttore privato e l’amministrazione mi impedisca di dare una stanza a mio figlio». E poi tutta la vicenda «getta una luce un po’ sinistra su tutto il singolare meccanismo pubblico-privato della costruzioni. Chi comprerebbe mai un immobile che poi si può scoprire invendibile, e per motivi che vanno decisamente oltre il proprio controllo». Un portavoce dell’amministrazione di Hackney ci dichiara: «Comprendiamo la frustrazione degli acquirenti di fronte alle difficoltà di vendere gli alloggi in seguito al mancato pagamento di quanto dovuto dal costruttore a questa amministrazione».
E ancora: «Dobbiamo far sì che tutti i costruttori operanti nel nostro territorio contribuiscano per quanto necessario ai servizi e alle infrastrutture per i residenti. C’è stato un passaggio di proprietà dell’immobile ma né il primo né il secondo titolare ha pagato quanto dovuto, nonostante le nostre comunicazioni e richieste ad entrambi. Sosterremo in ogni modo i residenti. Purtroppo non siamo in grado di garantire il debito di un privato, , perché questo potrebbe costituire un precedente per altri casi simili in futuro. Stiamo considerando altre possibilità legali per far sì che il versamento venga effettuato». Il privato Restoration Hackney non ha risposto alla richiesta di una dichiarazione.
da: The Guardian, 2 aprile 2026; Titolo originale: ‘We’re trapped’: developer’s unpaid debt leaves London flat owners unable to sell – Traduzione di Fabrizio Bottini



