John Marman e Natsumi Makiyama lavorano nelle professioni sanitarie, il che automaticamente li collocherebbe nella fascia di reddito medio-superiore negli Stati Uniti. Lui fisioterapista, lei paramedica pediatrica. Il fatto è che abitano insieme ai due figli in uno dei posti più cari del paese: San Francisco. Avvertono la difficoltà, e – forse può sorprendere – la pubblica amministrazione la riconosce. A San Francisco è disponibile un sostegno economico rivolto anche alle famiglie di quattro componenti con un reddito fino a 235.000 dollari l’anno, quello in cui rientrano Marman e Makiyama. La città eroga il 50% del costo di child care ai nuclei con guadagni fino a 325.000 dollari l’anno, una cifre davvero sbalorditiva, più di tre volte e mezzo il reddito di una famiglia media del paese.
Mantenere una famiglia a San Francisco, città col livello più basso di figli pro capite degli Stati Uniti, non è mai stato né facile né a buon mercato. Ma la crisi di abbordabilità quest’anno è salita a livelli impensabili quest’anno con l’esplosione dell’intelligenza artificiale che si è trascinata i prezzi di tutto. Rendendo l’esistenza ancora più difficile per le giovani famiglie che non lavorano nei settori ad alta tecnologia, e la città a cercare ogni modo per non far fuggire quelle famiglie. Un modo è quello di sostenere le spese per i figli, controbilanciando in parte i costi per la casa, aumentati di un ulteriore 26% nell’ultimo anno, cosa che ha indotto il Sindaco Daniel Lurie a dichiarare una «emergenza affitti».
Affitti che a San Francisco sono più alti di qualunque altra città del paese, secondo i calcoli di Apartment List. Quello medio per un bilocale oggi di 4.640, dollari, secondo il sito. Un’abitazione unifamiliare in città supera i due milioni, e spesso si tratta di qualcosa di essenziale e bisognoso di interventi. Per quanto riguarda la casa, i signori Marman e Makiyama possono dirsi relativamente fortunati. Tre anni fa, mentre la città si stava riprendendo dalla pandemia e non era ancora esplosa l’Intelligenza Artificiale, la coppia ha comprato pagando 1,3 milioni di dollari una casa di 110 metri quadri ai margini occidentali della città.
Marman, 36 anni, guadagna in un anno 135.000 dollari facendo il fisioterapista, e Makiyama, 39 anni, lavora part-time per riuscire a stare un po’ a casa col figlio più piccolo. Complessivamente arrivano poco sotto i 235.000 dollari, e hanno diritto all’asilo gratuito per la figlia di quattro anni. Nonostante gli ottimi stipendi e la casa in proprietà, diventa sempre più difficile far quadrare i conti. Ogni mese ci sono 6.400 da pagare per il mutuo, 2.200 per le due auto, assicurazione e carburante, senza le quali non potrebbero raggiungere il posto di lavoro. Tra cellulari e Wi-Fi domestico se ne vanno altri 300 dollari. Senza calcolare i versamenti per l’assicurazione sulla vita, l’acconto college per i figli, quelli pensionistici.
«Fatichiamo a poterci permettere una giornata di tempo libero in giro coi bambini. Ed è una vera manna avere quel sostegno per l’asilo». Spendono circa 150 dollari la settimana per mangiare hanno iniziato a stare attenti a non lasciar inacidire il latte, o a cercare i prezzi migliori nelle offerte di vari diversi negozi. «Non arrivo a dire che stiamo razionando il cibo ma certamente cerchiamo di non sprecare nulla» spiega Marman. «Si mangia ogni chicco di riso e si bada a non sprecare nulla. Sono l’incaricato ufficiale a gestire i rifiuti dei bambini». Si risparmia meno di prima e probabilmente bisognerà anche tagliare per un po’ i viaggi annuali in Giappone a visitare la famiglia della signora Makiyama, che sino diventati troppo costosi.
«A fine mese quasi sempre fatichiamo a poterci organizzare una giornata libera coi bambini» prosegue Marman. «Ci sono i contributi per l’asilo ma la vita resta comunque molto complicata». Senza quel contributo per l’asilo, spiega Marman, sarebbero stati obbligati ad andarsene da San Francisco, la città dove la sua famiglia vive da cinque generazioni. Alla domanda su quanto dovrebbe guadagnare una famiglia di quattro persone appena arrivata a San Francisco — senza nessun contributo pubblico, affitti bloccati, reti di sostegno – per una serena esistenza da ceto medio Marman esita. «Credo che si debba pensare almeno a mezzo milione, che è una cifra ridicola», ricordando che in tutto il resto del paese un reddito da 500.000 dollari per una vita da ceto medio verrebbe considerato uno scherzo di cattivo gusto: «Mi riderebbero in faccia e onestamente farebbero bene».
Anche il Sindaco Lurie, che si presenta come il più possibile amico di tutti e cittadino medio di San Francisco, non discute la cifra. «Certo, è una città straordinariamente incredibilmente cara per abitarci e farlo pienamente» dichiara in una intervista nel suo ufficio. «Ed è la ragione per cui quel sostegno del 50% sulle spese dei redditi fino a 325.000 diventa indispensabile». Lurie, erede della famiglia Levi Strauss, con una madre miliardari e figli iscritti alle scuole private più esclusive, potrebbe non apparire improbabile come paladino di abbordabilità familiare. Ma sa riconoscere come qualunque città vitale non possa fare a meno di un ceto medio e dei servizi che garantisce: siano medici, di polizia, pompieri, insegnanti, conducenti di autobus. «Non vogliamo che scappino nel suburbio o addirittura in altri Stati. Li vogliamo qui a San Francisco, e siamo pronti a fare ciò che è necessario».
Gli alti salari garantiti dalle compagnie tecnologiche, specie da quando è iniziata la crescita dell’Intelligenza Artificiale, spingono i costi per la casa e altre spese in città, rendendola troppa cara per chi lavora e guadagna meno in altri ambiti. Il programma di sostegno per l’asilo è finanziato in gran parte da un prelievo fiscale sul commercio votato nel 2018. I bambini sono circa 9.300 iscritti a 550 istituti privati, tra asilo e assistenza domiciliare, e le famiglie riescono a risparmiare fino a 36.000 dollari a bambino. Le famiglie presentano una richiesta online documentandola con informazioni sul proprio reddito, e la città si occupa di pagare direttamente il servizio a chi lo eroga. Non si possono pagare babysitter private e simili. Il programma costa ogni anno 238 milioni di dollari, tra sussidi alle famiglie, costi di erogazione dei servizi, gestione delle strutture.
Le famiglie di San Francisco che fruiscono dell’assistenza child care ne sono ovviamente molto soddisfatte ma questo non significa che gli risolva tutti i problemi dell’esistenza. Bianca Finley, 32 anni, e Chris Truitt, 36, ricevono il sussidio con cui si paga l’asilo alla figlia di tre anni. Ma non è certo l’unico metodo per contenere il costo della vita. Hanno rinunciato all’appartamento bilocale ad affitto controllato a Noe Valley, quartiere borghese molto apprezzato dalle famiglie, dove spendevano 4.017 dollari al mese. Trasferiti in un monolocale a Tenderloin, quartiere popolare, pagando al mese 2.280 dollari. Sia Finley che Truitt lavorano nel settore vinicolo, che è abbastanza in crisi da diversi anni, e insieme arrivano a 153.600 dollari l’anno. Non ne potevano più di condividere con un’altra persona l’appartamento a Noe Valley e non riuscire a mantenere in attivo il conto corrente. «Stiamo cercando di mettere a fuoco un ragionamento: il sistema attorno a noi starà anche saltando per aria ma non significa che dobbiamo per forza seguire l’esempio» conclude Finley.
Da: The New York Times, 23 ottobre 2026; Titolo originale: In a city so pricey, a family making $325,000 qualifies for aid – Traduzione di Fabrizio Bottini



