L’autodifesa dei cittadini di Memphis contro ICE

foto: Nikki Boertmann da Next American City

Carlos Ochoa è un latinoamericano residente a Memphis. Ci sta da più di dieci anni. E per gran parte di tutto quel tempo ha lavorato a tutela degli immigrati e dei loro diritti in città. È corrispondente di Vecindarios 901, coalizione volontaria nata come risposta al timore e caos suscitati a Memphis da quando il Governatore del Tennessee, Bill Lee, ha mandato la Guardia Nazionale ad aggiungersi alla Memphis Safe Task Force. Secondo Ochoa, le persone hanno paura anche a salire in auto per andare al lavoro o a prendere i figli a scuola. E non si tratta di una paura limitata agli immigrati. «I miliziani in ronda fanno retate in tutti i quartieri. Fermano gente con qualunque pretesto. Magari ti dicono “Abbiamo visto che non ha allacciato la cintura di sicurezza”». Ochoa ha tutto un elenco di queste scuse che portano all’arresto di lavoratori di Memphis. «Non succede nulla con queste tattiche nei quartieri ricchi. Solo dove abitano le famiglie di classe lavoratrice».

Ochoa spiega quanto le famiglie bianche prendano molto sul serio le minacce agli immigrati e stiano rispondendo, qui l’assenza di sostegno dello Stato e la storica repressione piuttosto violenta di qualunque protesta fanno sì che la situazione sia diversa da altre città in Stati più liberal. «Si deve capire che a Memphis esiste una resistenza, ma la situazione particolare la rende più difficile. Pensiamo a Martin Luther King Jr., per esempio, a come organizzare il conflitto possa anche costare la vita: qui le persone mettono in conto anche quello. Memphis ha anche una lunga storia di violenza della polizia locale, dunque manifestare e confrontarsi con le forze dell’ordine o federali può significare giocarsi la vita». Ma neppure questo ha impedito che ci si organizzasse colmando le lacune di sicurezza.

Stanno operando a tenaglia la Memphis Safe Task Force, composito ente governativo istituito con ordinanza esecutiva dal Presidente Donald Trump l’anno scorso «per contrastare il crimine violento in città», i funzionari federali con licenza speciale di indagare su chiunque risulti privo di documenti, gli esponenti Repubblicani dello Stato che creano un ambiente ostile all’immigrazione. Ed esistono tre organizzazioni, Vecindarios 901 (V901), Memphis Interfaith Coalition for Action and Hope (MICAH), e Tennessee Immigrant and Refugee Rights Coalition (TIRRC), per reagire a questo attacco. Tutte organizzazioni per i diritti degli immigrati, che usano metodi diversi pr ottenere il medesimo scopo: tutelarli a Memphis. Una rete associativa di persone che offrono localmente risorse e servizi. Se alcuni esponenti politici delle città e stati liberal, dal sindaco Jacob Frey di Minneapolis al governatore del Minnesota, Tim Walz, denunciano la presenza di ICE nei loro territori, è molto diversa la situazione di Memphis, in Tennessee, dove tanti esponenti eletti di città e stato collaborano con ICE (nota: alcuni politici del Tennessee hanno denunciato il governatore Lee per aver schierato la Guardia Nazionale, rileva il Tennessee Lookout).

Dieci Stati hanno approvato proprie norme che proibiscono alle forze dell’ordine locali di collaborare a certe politiche dell’amministrazione Trump miranti ad una deportazione di massa. A febbraio, il Maryland ha impedito a qualunque ente di siglare accordi di questo tipo con organismi federali, e di interrompere quelli eventualmente siglati antecedentemente al 1 luglio 2026. Ce ne sono – o sono stati – in vigore fino a 287 di accordi del genere da 18. Secondo Associated Press, la Frederick County in Maryland ha consegnato almeno 1.884 persone allo U.S. Immigration and Customs Enforcement dal 2008. Non potrà più accadere. In California, amministrazioni municipali e di contea hanno creato un fondo di aiuto agli immigrati e reti di risposta con sostegni legali per reagire alla repressione.

Ma in Tennessee il governatore Bill Lee ha istituito in accordo con la Casa Bianca la Memphis Safe Task Force, attiva dal settembre 2025. Composta da Guardia Nazionale e da trenta altre entità locali, statali, federali. Afferma di svolgere «iper-vigilanza e pattuglia» contro le attività criminali. Il suo compito, quello degli operatori, è stabilito con legge 4 novembre 2025. Si inserisce in un programma federale attivo dagli anni ’90 allargato dalla presente amministrazione: vantaggi economici per le amministrazioni locali che aderiscono. Una cosa abbastanza corrente per decenni, che ha avuto un incremento del 916% da gennaio 2025. L’amministrazione Trump sta di fatto usando questo metodo per trasformare polizie e uffici dello Sceriffo in strumenti del proprio meccanismo di deportazione. Le convenzioni affermano di operare proteggendo dal crimine violento. In realtà quasi il 60% delle persone fermate da ICE in Tennessee non ha alcuna condanna per alcun reato.

Gli abitanti di Memphis non possono dunque contare sullo Stato per proteggere gli immigrati, e si organizzano da soli. Il 12 dicembre 2025, la Memphis Interfaith Coalition for Action and Hope ha raccolto esponenti della comunità per un incontro con il Vice Sceriffo della Contea di Shelby, Floyd Bonner Jr., per discutere le convenzioni federali e chiedere di abolirle. Mentre Tennessee Immigrant and Refugee Rights Coalition si organizza per una propria risposta. Per esempio a proposito del drastico crollo di frequenza delle scuole sia nel territorio della contea di Shelby che nella circoscrizione di Memphis. È stata creata la Bus Expansion Campaign per chiedere ai distretti scolastici di istituire un sistema di trasporto alternativo per gli studenti, tenuti a casa per timore di fermi e deportazione.

Una campagna che ha condotto all’approvazione all’unanimità da parte delle autorità scolastiche nell’ottobre 2025. Iris Mercado della coalizione TIRRC spiega come nonostante quell’approvazione il sistema scolastico non ha ancora concluso la messa in pratica del servizio bus aggiuntivo, e così TIRRC ha organizzato un sistema car pooling autogestito dai cittadini. MICAH, Vecindarios 901, e TIRRC si sono a loro volta coalizzate per chiedere all’Ufficio dello Sceriffo della Contea di Shelby di interrompere le convenzioni della Legge federale «287(g)» su controlli e deportazioni, richiesta esposta ufficialmente a un incontro del dicembre 2025. Secondo Gisela Guerrero ed Erika Alegria, esponenti di MICAH, è il vicesceriffo Bonner che ha il potere di sospendere quelle convenzioni 287(g) che hanno fatto tanti danni a Memphis. Alegria, dopo aver partecipato a quell’incontro, specifica che il vice sceriffo non era affatto orientato alla sospensione.

Alegria e Guerrero sono entrambe donne della comunità latina di Memphis, bel consapevoli che sia Bonner che l’intero Ufficio dello Sceriffo della Contea di Shelby, hanno un consolidato buon rapporto con la comunità. Che però teme comunque i rischi di applicazione qualsivoglia delle norme federali. Secondo Alegria, il vicesceriffo Bonner conferma di avere l’autorità di rinnovare o rescindere quella convenzione, ma ciò significherebbe rinunciare agli incentivi finanziari introdotti dalla nuova amministrazione, che glie lo impediscono. L’Ufficio ha ottenuto 4 milioni di dollari secondo Alegria. La nostra redazione non è riuscita ad avere dallo stesso Ufficio né conferma né smentita.

Nella convenzione si stabilisce il diritto di ICE a operare nei quartieri anche senza contrassegni. Secondo V901, che gestisce un numero telefonico di emergenza per i cittadini vittime di questi controlli, la cosa rappresenta un grave problema in più. Secondo Ochoa, responsabile comunicazione di V901, la convenzione federale 287(g) tra ICE e le contee del Tennessee non solo ha dilatato i poteri della milizia anti immigrati, ma anche reso più massiccia la presenza in città. Le organizzazioni dei cittadini svolgono soprattutto lavoro volontario di osservazione e vigilanza: nel caso di individuazione di pattuglie ICE si comunica area e altri dettagli. Altri volontari si recano sul posto rivendicando secondo il Primo Emendamento il diritto di assistere a quanto fanno gli agenti federali.

Vecindarios lavora da molti anni con la comunità latina, ma negli ultimi dodici mesi quel lavoro e presenza si sono fatti molto più intensi. «Credo che siano in parecchi ormai a notare il tipo di vera e propria crudeltà manifestato dai federali contro i lavoratori in tutto il paese. Sempre più persone chiedono di partecipare alle nostre iniziative» spiega Ochoa. Gli abitanti del Tennessee intuiscono come tutta quella presenza federale in città non abbia solo a che vedere con i diritti degli immigrati. Ma c’entri con la risposta alle ronde e alle retate. Sono gli stessi documenti ufficiali della task force a confermare che non esiste alcun rapporto col crimine violento: la stragrande maggioranza degli arrestati non aveva alcun precedente.

Secondo Alegria, nell’incontro col vicesceriffo Bonner è emerso lo scarsissimo o nullo interesse del suo Ufficio per il cosiddetto «problema immigrazione». E il fatto che poi lo stesso ufficio non abbia firmato la convenzione federale per quel genere di contrasto alla criminalità. Lo Institute for Public Service Reporting, in collaborazione con Lighthouse Reports, rileva con una indagine come la Safe Task Force crei invece che risolvere problemi di sicurezza. Il 2026 è anno di elezioni del nuovo vice-sceriffo, Bonner può fino ad agosto decidere sulle convenzioni. Le associazioni stanno costruendo una campagna di consapevolezza perché, chiunque risulti vincitore da quelle elezioni, decida di cancellare le convenzioni.

da: Next American City, 18 marzo 2026; Titolo originale: How Memphis Is Responding to ICE and National Guard Presence – Traduzione di Fabrizio Bottini

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.