Aperta la corsa alle elezioni del consiglio di Washinton D.C., l’amministrazione cittadina potrebbe vivere un momento di significativa innovazione. In una città tradizionalmente Democratica le primarie del partito rappresentano un passaggio fondamentale. Sono già in corso le prime operazioni, martedì prossimo sarà il primary day. Abbiamo chiesto ad alcuni candidati il loro punto di vista su una serie di questioni; le risposte per ragioni di spazio sono state editate ma è possibile trovarle integrali su washigtonpost.com. Oggi: Qual è la sua idea più ambiziosa per ridurre le diseguaglianze economiche della città, e come intenderebbe metterla in pratica?
Dwight Davia
La mia idea più ambiziosa è semplice: far sì che tutte le circoscrizioni di zona in cui si divide la città siano dotate di una scuola di alto livello, autentico motore economico della comunità. Il percorso più sicuro per ridurre le diseguaglianze economiche è quello di operare sul capitale umano. In primo luogo, investendo nella formazione artistica e educazione fisica alle medie. Gli abbandoni avvengono prima delle medie superiori, e iniziamo a perdere studenti. Arti e atletica non sono lussi. Sono vere e proprie ancore, in grado di costituire struttura, identità, appartenenza. Le relazioni nella comunità sono il primo passo verso le occasioni. Secondo, introdurre il sistema formativo Workforce Academies in ogni scuola, collegato a salute, costruzioni, tecnologia, settori creativi, a costruire percorsi verso il lavoro. Il diploma diventa curricolare, e apre prospettive. Terzo, allargare il programma Marion Barry rendendolo una filiera imprenditoriale su un anno a connettere studenti e imprese locali. Il mondo del lavoro non dura qualche settimana. Quarto, modificare il sistema delle assunzioni favorendo quelle locali, con retribuzioni adeguate al territorio, e monitoraggio dei risultati.
Candace Tiana Nelson
La mia idea più ambiziosa per ridurre le diseguaglianze economiche a Washington D.C. sarebbe di sostenere e allargare la fascia del ceto medio. A volte scherzo sul fatto di non appartenere ad una vecchia scuola, né ad una nuova, piuttosto ad una intermedia. Sono di mezza età, di classe media, e mi interesso del ceto medio perché è la fascia sociale che sostiene la vitalità urbana. A partire dalla casa. Dobbiamo allargare la proprietà degli alloggi, tutelare quelli economici, verificare che il sistema Housing Production Trust Fund non solo sia regolarmente finanziato, ma controllato da vicino così che gli investimenti corrispondano alle necessità degli abitanti come da programma. L’altro secondo aspetto è quello di percorsi sicuri per l’accesso al lavoro del ceto medio.
Fred Wilson
La mia idea più ambiziosa è di riportare nuove attività economiche in città, di diversificare la base fiscale, di diminuire la dipendenza dai posti di lavoro pubblici federali. Per attirare nuove attività servono tre premesse: 1) Una consolidata filiera di formazione, coinvolgendo le oltre 50 scuole e università del territorio; 2) Dotarsi di un sistema di trasporti di alto livello in grado di spostare le persone; and 3) Case abbordabili in cui possano abitare i nuovi cittadini lavoratori.
Oye Owolewa
La cosa più ambiziosa che la città potrebbe fare per ridurre le diseguaglianze economiche é rendere gratuita la University District of Columbia. Abito a Congress Heights, dove l’aspettativa di vita è di 72 anni. A una decina di km di distanza, a Georgetown Foxhall, diventa di 94 anni. Una differenza che non c’entra con la biologia. Ma che somma i costi di decenni di disinvestimento in formazione, casa, salute, occasioni. Da farmacista mi rapporto con l’intero sistema, e questa è la mia ricetta. L’Università è già pubblica, renderla gratuita rimuove il principale ostacolo alla mobilità economica di chi non può permettersi di pagare per quattro anni corsi privati. Ma vorrei che l’ateneo fungesse da nodo di mobilità economica, dove chi si è appena diplomato, un dipendente federale che vuole cambiare lavoro, chi torna in città, una madre lavoratrice, possano cercare un percorso.
Lisa Raymond
La diseguaglianza nel District of Columbia si concentra su casa, istruzione, accessibilità a posti di lavoro qualificati, e lo strumento più potente a disposizione è la casa. Il mio obiettivo più ambizioso è di allargare drasticamente in tutte le circoscrizioni l’offerta di alloggi abbordabili per famiglie, e insieme sostenere chi abita da più tempo ma verrebbe spinto ad andarsene. Ciò vuol dire promuovere le aggregazioni di alloggi e gli edifici ad appartamenti, specie attorno alle fermate del trasporto pubblico; introdurre nuovi formati nella progettazione e realizzazione di case abbordabili, cancellare gli standard a sosta veicoli, migliorare le filiera delle autorizzazioni e permessi, contenere la pratica dei ricorsi che fanno aumentare i costi. Significa anche far accedere ai finanziamenti Housing Production Trust Fund più famiglie a reddito medio, là dove la necessità appare maggiore, e sfruttare di più il sistema di inclusionary zoning per le case dei lavoratori.
Kevin B. Chavous
Credo sia necessario partire dal sistema di finanziamenti locali ad alcune categorie. Per esempio chi ha un titolo di studio alla D.C. Infrastructure Academy dovrebbe avere per un certo periodo sostegni — figli, trasporti, casa — mentre inizia il proprio percorso lavorativo. Un giovane che ha avuto qualche problema con la legge dovrebbe ricevere assistenza psicologica, per l’alloggio, il collocamento, tutto concepito per sfruttare al meglio il potenziale dell’individuo. Dovremmo rendere più semplice il sostegno pubblico per chi ne ha bisogno, quando ne ha bisogno. Concentrarci su mobilità e miglioramento delle condizioni dei cittadini, non restare fermi allo status quo.
Greg Jackson
La mia idea più ambiziosa per la diseguaglianza economica a Washington D.C. è di creare un percorso multigenerazionale di benessere e mobilità a partire dai più giovani che comprenda sicurezza per la casa, istruzione di qualità, collocamento lavorativo con opportunità di carriera. Spesso la città è divisa in circoscrizioni diseguali sulla base del codice postale. Vorrei uscire da quello schema. E ciò vuol dire favorire l’alloggio in proprietà con finanziamenti assistiti, sostegni all’acquisto della prima casa per giovani, riduzione delle imposte immobiliari, per favorire gli abitanti di lungo periodo che rischiano l’espulsione dai quartieri. Uno degli strumenti principali per contenere lo squilibrio razziale è la proprietà della casa. Oltre a più mirati investimenti nei percorsi formativi e occupazionali in settori in sviluppo: salute, infrastrutture, tecnologie, energie rinnovabili.
Lisa Silverman
I migliori strumenti per affrontare la diseguaglianza economica sono quelli di livello nazionale: tutti devono contribuire proporzionalmente. A livello statale e locale, possiamo concentrarci sulle case abbordabili, e rendere più fluido il percorso dalla formazione alle carriere lavorative, a partire da scuole pubbliche migliori. Dobbiamo riportare nelle scuole i nostri figli contenendo gli abbandoni. Ragioniamo strategicamente su tre filoni di investimento: casa, figli, salute. E il modo migliore di affrontarli è pensare alle famiglie, il che ci riporta di nuovo al ruolo della scuola pubblica.
Jacque D.Patterson
È l’istruzione lo strumento migliore per ridurre le diseguaglianze economiche. La mia idea è di investire nelle scuole dei quartieri dove si rileva una densità più elevata di studenti problematici. Il vuoto lasciato dai tagli federali può essere riempito concentrandosi sulle scuole di quartiere dove più si manifestano certi problemi. Il modello community school si è dimostrato efficace nel ridurre assenteismo, abbandoni, violenze, sostenere psicologicamente studenti e insegnanti, migliorare il rendimento. Questo modello di scuola è un servizio per i quartieri più marginalizzati.
Doni Crawford
Spendiamo molta energia e risorse in programmi che consentono di sopravvivere in condizioni di povertà. Programmi fondamentali, che condivido. Ma investiamo troppo poco in strumenti che consentano di uscire, da quella povertà. La mia idea più ambiziosa sarebbe di provare ad affrontare parallelamente entrambe queste priorità. Nel mio lavoro come responsabile di servizi cittadini, ho gestito programmi di finanziamento Strong Families, Strong Futures, il primo strumento pilota di reddito minimo locale, mensile, in contanti, rivolto alle madri delle circoscrizioni n. 5, 7, 8. Vorrei allargare questi programmi a tutto il territorio comunale, dato che il metodo del versamento diretto in contanti pare funzionare. Consente alle persone di decidere da sole della propria vita senza pastoie burocratiche.
Aparna Raj
Il District of Columbia è stato il primo caso nazionale di asili nido per tutti, e dovremmo recuperare quel modello di assistenza gratuita, universale, indipendentemente dal reddito delle famiglie. Oggi una famiglia spende per ogni figlio oltre 22.000 dollari l’anno. Mentre affitti, spese alimentari, e altri servizi essenziali aumentano sempre di più. Per molti significa arrivare all’espulsione dalla città. Problema avvertito particolarmente dalle madri – e ancor di più dalle madri di colore – spesso espulse dal mondo del lavoro solo perché a volte restare a casa risulta economicamente più conveniente che non pagare certe cifre per l’asilo. Ecco perché da consigliere vorrei impegnarmi per il programma di child care gratuito a tutte le famiglie.
Rashida Brown
Ho trascorso parecchi anni di lavoro nel servizio sociale assistendo le famiglie, a livello nazionale e poi cittadino. Da direttore operativo, ho contribuito al varo dei programmi My Child Care DC e Thrive By Five DC, sostenendo le iniziative per le strutture di servizio alla prima infanzia. Ho redatto e fatto approvare il Child Care and Development Reauthorization Act, che opera a livello nazionale. Ecco perché credo che le politiche cittadine di riduzione delle diseguaglianze economiche debbano basarsi sull’assistenza universale garantita ai più piccoli.
Jackie Reyes Janes
La mia idea più ambiziosa per ridurre la diseguaglianza economica è quella di mettere in campo un Programma di Rivitalizzazione delle Attività, fortemente orientato a quelle piccole, ai ceti medi e operai, creando percorsi di lungo termine verso la proprietà e la stabilità. Piccole imprese ed esercizi sono il pilastro portante dei nostri quartieri, ma troppi faticano a sostenere i costi crescenti, rischiano l’espulsione, non accedono a risorse e sussidi. Dobbiamo elaborare strategie su misura per ogni quartiere e corridoio commerciale, aiutare gli imprenditori a crescere, far sì che lo sviluppo economico favorisca gli abitanti invece di colpirli.
Terry Lynch
Credo fortemente in una eventuale tassa sull’1% dei redditi più elevati, o sui patrimoni, per finanziare programmi di istruzione-formazione che consenta alle future generazioni percorsi e carriere lavorative tali da ridurre la disparità attuale.
Miguel Trinidade Deramo
Il mio obiettivo principale è di rendere più semplice e rapida la costruzione di ogni tipo di casa, sia abbordabili e sussidiate che di mercato. Per accrescere significativamente l’offerta dobbiamo modificare il nostro Piano Regolatore Generale e le norme di zoning in modo da aumentare in tutta la città le densità edilizie. Esistono troppi vincoli oggi. Dobbiamo anche far si che ci sia capitale sufficiente a finanziare le nuove case. Sostengo i tentativi pubblici di finanziamento abitazioni per redditi misti (quelle che si chiamano social housing), sia utilizzando gli strumenti ordinari, sia sfruttando di più norme come il District Opportunity to Purchase Act.
Matthew Frumin
Ridurre le diseguaglianze di reddito significa considerare aspetti multipli. Al cuore della mia idea sta la ricerca di modi per aumentare i redditi della fascia più bassa, attenuando anche la pressione dei costi sui medesimi abitanti. Strumenti come lo Earned Income Tax Credit o i Child Tax Credits sono importanti e da sostenere. Importante anche allargare offerta e accessibilità di servizi per l’infanzia, che aiutano i genitori a migliorare lavoro e vita quotidiana. E infine migliorare il sistema dell’istruzione per tutti, compresa la formazione e aggiornamento per adulti che si collegano al mondo del lavoro.
Benita Carmicheal
La mia idea più ambiziosa sarebbe di richiedere un Racial Equity Impact Assessment (REIA) per tutte le decisioni cittadine su norme e bilancio. Sfruttiamo troppo poco una figura come il Chief Equity Officer; che dovrebbe diventare da consultiva a decisionale. Chiedere una valutazione oggettiva preventiva sulle politiche da adottare per le comunità emarginate, prima di approvarle, può spezzare il cerchio di una diseguaglianza sistemica, invece di inseguirla. Trasformare un diverso equilibrio da un obiettivo teorico a una calcolabile realtà.
Bridget K. French
Il mio più ambizioso obiettivo per ridurre la diseguaglianza economica a Washington D.C. è di renderla una città abbordabile, allargando l’offerta di occasioni e la stabilità. Troppi abitanti spendono quote insostenibili del proprio reddito per la casa, le bollette, i trasporti, la cura dei figli, e si lascia poca possibilità di risparmio o benessere. C’è bisogno di una strategia coordinata di contenimento del costo della vita, investimenti per l’occupazione, sostegno alle attività minori, e fa sì che gli abitanti dello sviluppo possano approfittarne anziché essere espulsi. Di particolare interesse il sostegno all’efficienza energetica e comunità solari, in grado di ridurre i costi per le famiglie, creare posti di lavoro locali, accrescere la resilienza dei quartieri.
Zachary Parker
Uno dei modi più efficaci per ridurre la diseguaglianza economica in questa città è rafforzare i contributi diretti alle famiglie con figli. È la ragione per cui ho presentato nel mio primo anno in Consiglio il District Child Tax Credit. Che offre un credito fiscale di 1.000 dollari rifinanziabile per ogni figlio nelle famiglie bisognose, erogando direttamente i soldi. Così si sostengono le spese essenziali, dalla casa, all’alimentazione, alla cura dei figli piccoli, riducendo l’insicurezza economica. Un solido District Child Tax Credit è uno degli strumenti più solidi a disposizione per ridurre la povertà, contenere le discriminazioni razziali e di reddito, investire sulle prossime generazioni a Washington.
Gloria Ann Nauden
La mia idea più ambiziosa è un programma cittadino coordinato per il benessere che unisca accesso al capitale, percorsi formativi e di accesso al lavoro, sviluppo di piccole attività, entro un sistema unico tale da risolvere l’assenza storica di occasioni. Ho operato direttamente in questo ambito, arrivando a stanziare oltre 100 milioni di dollari in capitale attraverso sistemi di community development finance a sostegno di circa 1.000 piccole attività locali, con assistenza tecnica. La sfida oggi non è l’assenza di risorse disponibili, ma la mancanza di coordinamento perché le stesse risorse arrivino a imprenditori e quartieri dove sono più necessarie. Rafforzando la base imprenditoriale sin dai primi passi, aprendo il mercato del lavoro specie in settori chiave come tecnologia e creativo, coinvolgendo pubblico, privato, filantropico, così che il tutto non risulti frammentato ma coordinato e verificabile.
Charles Allen
Le diseguaglianze economiche si manifestano in modi diversi, vorrei evidenziare quelle nell’accesso alla mobilità collettiva. Nella nostra città il programma Kids Ride Free fa risparmiare alle famiglie in media 810 dollari l’anno a studente. Proviamo a immaginare se tutti i cittadini avessero a disposizione qualcosa del genere, con un tetto di 100 dollari al mese, da usare sulla nostra rete Washington Metropolitan Area Transit Authority, abbassando costi e favorendo accesso a chi ne ha bisogno. Sappiamo come siano esattamente i redditi più bassi ad aver meno sostegni da parte dei datori di lavoro per questi servizi, pur essendo quelli che più ne dipendono per la mobilità. Una evidente diseguaglianza, ulteriormente alimentata dal modo in cui quei benefit sui trasporti sono erogati. Propongo un programma «Metro for D.C.» che garantisca immediati e tangibili vantaggi economici di copertura dei costi dei trasporti, per far risparmiare le famiglie lavoratrici migliaia di dollari l’anno. Promuove anche minore diseguaglianza nella mobilità, stimolando l’Ente WMATA a migliorare il servizio verso i quartieri dove è più necessario, invece degli attuali sussidi a pioggia indifferenziati o casuali.
Michael Murphy
Rivedere le norme sulle altezze degli edifici, promuovere le densità attorno alle fermate e corridoi del trasporto pubblico, modificare le ordinanze di zoning e favorire elasticità. Costruire a livello federale programmi di rientro nel mercato del lavoro per chi ne è stato espulso.
da: The Washington Post Sunday, 14 giugno 2026; Titolo originale: Looking to solve economic inequality – Traduzione di Fabrizio Bottini


