È il mercato (edilizio), baby?

La domanda e l’offerta di qualcosa, un po’ come tutto il resto, si possono leggere in vari modi. Le due grandi famiglie in cui si può ricomporre lo schema di lettura si riassumono più o meno in: interpretazione ideologica, interpretazione sintomatica. La prima tende in un modo o nell’atro al dogmatismo, al naturalismo, a dire…

Mens sana in quartiere sano

Partiamo dall’estremità opposta, e riflettiamo un istante sul luogo che dovrebbe essere il massimo della salute, e invece non lo è particolarmente o non lo è affatto, ovvero il suburbio. Eppure è verso la bassissima densità urbana che, sulla base di constatazioni forse un po’ datate ma innegabilmente basate su dati scientifici, si indirizzavano e…

L’iper-uranio della «sicurezza urbana»

Molti sostengono che con la cultura non si mangia. A suo modo una battuta azzeccata, perché dice qualcosa di vero, pur nella sua odiosa prospettiva, ovvero che stanti certi attuali orientamenti contabili non è certo col sostegno al teatro off e al restauro di un bastione, che sarà possibile far profitti. La cosa suscita tutta…

Le donne e la questione delle abitazioni (1915)

È un fatto interessante, che tra i primissimi pionieri per l’obiettivo di una casa migliore spicchino due donne, Octavia Hill, a Londra, e Ellen Collins, a New York. Di queste due donne è stato detto che: «Erano simili perché quando nessuno riusciva a vedere quanti danni determinano cattive condizioni abitative in una città, più di…

Città giardino e sobborghi popolari (1911)

L’inclusione del tema della città-giardino fra quelli posto allo studio di questo secondo Congresso, sta dimostrando come ormai anche da noi il problema delle abitazioni non venga considerato soltanto sotto l’aspetto quantitativo, ma anche sotto l’aspetto qualitativo. E in ciò vi ha motivo di compiacersi, poiché il limitare una questione di così vasta importanza, come…

Per un uso sociale dei complessi scolastici di quartiere (1910)

Trent’anni fa i ragazzi che frequentavano le scuole sgattaiolavano fuori dalla porta alle tre e mezza urlando di gioia mentre correvano per le strade. Le lezioni erano finite, per quel giorno, e l’edificio era affidato ai bidelli per le pulizie. Dopo aver finito il lavoro e chiuso a chiave, anche il bidello se ne andava,…

La teoria americana della «neighborhood unit» (1946)

Quando alla fine del secolo scorso l’urbanesimo dilagante pose il problema di una disciplina dell’ampliamento delle città, nacquero le prime teorie urbanistiche moderne. Contro gli schemi isotropi, per anelli concentrici, dei vecchi piani si cominciò allora a sostenere la necessità di un frazionamento della massa urbana Lo sviluppo dei mezzi di trasporto rapido suggerì e…

Il quartiere desegregato

In principio c’è la vignetta di un disegnatore ottocentesco parigino, quella spessissimo ripresa nei testi di teoria e storia dell’urbanistica. Raffigura un edificio di parecchi piani in sezione, con gli interni in bella vista a mostrare arredi e occupanti umani: si notano le botteghe al pianterreno, gli studi professionali o finanziari al piano nobile, e…

Che vuol dire, «Innovazione urbana»?

Tutti ci ricordiamo, più o meno dall’epoca delle medie o poco più tardi, il racconto di qualche insegnante sul concetto di «igiene» prevalente in epoche non troppo lontane dalla nostra. Quando dimenticate da secoli le pratiche di cura del corpo e dell’ambiente introdotte ad esempio dagli antichi Romani (terme, bagni, fognature, reti domestiche) tutto sembrava…

Bologna: nuove comunità urbane

Up on housing project hill Is either fortune, or fame You must pick one or the other Though neither of them Are to be what they claim (Bob Dylan, Just like Tom Thumb’s blues Premessa Bologna, una giornata qualsiasi. Chiunque attraversi passeggiando o guidando un’auto, oppure percorra in autobus, i quartieri periferici, non può fare…