Milano metropoli europea postmoderna?

Agli osservatori internazionali, con le scintillanti torri dei nuovi edifici terziari e residenziali, popolata da operatori della moda e architetti, l’ex capitale economica d’Italia sembra proiettata verso un luminoso futuro postindustriale. Ma vivendone quotidianamente il tessuto sociale, il contesto ambientale, la rete delle infrastrutture; subendone le decisioni sul territorio urbano e metropolitano, emerge un’immagine diversa:…

L’agricoltura urbana come camera di decompressione verso la postmodernità

C’erano una volta le torme di contadini «liberati dalla schiavitù del solco» per via delle innovazioni tecnologiche introdotte in agricoltura, nel senso di liberati anche dalla minima forma di sostentamento (ma non ditelo agli appassionati dell’epopea liberale) che mesti iniziavano a strisciare i piedi verso le misteriose mille luci della città all’orizzonte. Non ne sapevano…

Urbanistica di destra, urbanistica di sinistra

Parecchi anni fa, scorrendo il quotidiano ufficiale della Lega Nord alla ricerca di immagini che descrivessero «La città ideale della Padania», non potevo fare a meno di chiedermi se fosse davvero possibile in qualche modo separare con un taglio netto una idea di urbanistica «di sinistra», dal suo ovvio contrappunto, che possiamo chiamare di destra,…

Dismissione economica suburbana

Tutti sappiamo più o meno cosa sia un processo di obsolescenza programmata, quella cosa che tutti negano, che formalmente sarebbe pure illegale, ma che si pratica a man bassa e anzi pare la cifra portante del nostro sistema consumistico. Al punto che non c’è neppure bisogno di inventarsi le tremende diavolerie «fisiche» pure a volte…

Religione Sikh e «condivisione di valori»: lo sprawl

A chi capitasse di entrare a Pessina Cremonese, nella grande pianura una decina di chilometri a est del capoluogo, non può certo sfuggire il vistoso cartello che recita Comune libero da pregiudizi razziali, premio per la Pace 2010. E per fortuna, si potrebbe anche dire, visto che cose del genere anche nell’Italia del terzo millennio dovrebbero…

Programma di sviluppo, non «progetti periferie»

È curioso, ma forse non più di tanto, che attribuendo alla «cultura della città razionalista» determinati complessi e quartieri, ci si scontri puntualmente con gli sguardi di compatimento degli architetti e critici puristi: ma no, ignorante cretino, guarda che il vero razionalismo sta là, non qua. Dove il «là» quasi sempre sta a significare terrificanti…

La crisi della fascia sociale zonizzata

La meccanica della fabbrica filosoficamente applicata all’universo aveva in effetti degli innegabili vantaggi di efficienza e coerenza. Si cominciò a scomporre in comodi moduli componibili l’antica famiglia allargata patriarcale contadina, inventandosi di sana pianta quella nucleare della produzione/consumo organizzati. E il suo mondo ideale, come si intuì abbastanza bene nonostante tutto sin da subito, non…

Cittadini vicari unitevi!

È abbastanza inedita e ancora un po’ sorprende, l’immagine di persone serene e tranquille in luoghi davvero inospitali al limite della repellenza. Mi riferisco in generale a quei curiosi bozzetti urbani e meno urbani, in cui si vedono prostitute serene e felici nella loro terrificante postazione stradale inquinata, pericolosa, o eleganti manager seduti accanto a…