Filosofia del vivere lo spazio pubblico

Quante persone abbiamo sentito letteralmente ruggire di rabbia perché «mi stano impedendo di andare a casa mia»? Può darsi sia successo anche direttamente a noi qualche volta, di «non poter andare a casa nostra». E forse qui è meglio tradurre subito la dizione in linguaggio onesto: nessuno stava o sta impedendo di andare da nessuna…

Miti fondati e balzani di Suburbia

A volte per capire se le cose sono andate bene o male, se si era visto giusto o no, se si erano davvero messi in conto tutti i fattori, tocca riflettere anche sulla prospettiva di osservazione, cioè su quali fossero gli obiettivi prioritari. Altro aspetto, per nulla secondario, sarà anche capire se quegli obiettivi fossero…

Il cupo rovescio della medaglia di Smart City

Tutti riconoscono la comodità dell’automazione, salvo due grosse e rappresentatissime categorie: chi non la capisce e chi ne subisce le conseguenze negative. Per il primo caso basta citare le cautele con cui alcuni servizi vengono spostati dal rapporto diretto o dal documento cartaceo all’immateriale gestito sul web (i servizi finanziari-bancari, le tariffe di accesso ai…

Olimpiadi, territorio, destra-sinistra

Hanno destato sconcerto, e nel secondo caso anche parecchia ilarità, due contemporanee e apparentemente scollegate notizie riguardanti la megalopoli padana. La prima è la decisione del Comitato Olimpico Nazionale di non decidere nulla riguardo alla candidatura di una città del Nord Italia per la manifestazione invernale del 2026, proponendo una sorta di confuso «arco alpino»…

Gentrification: a furia di rigirarle le parole perdono senso e peso

Il trionfo di un certo approccio soggettivo dilagante mostra da tempo la corda, anche e forse soprattutto quando il soggettivismo si traveste da qualcos’altro nella forma condivisa dell’interesse particolare di un gruppo o fascia. È il caso delle opposizioni nimby alle trasformazioni urbane (praticamente a qualunque, trasformazione urbana che altera equilibri considerati dogmaticamente immutabili), in…

Le basi partecipative dello sviluppo urbano

Le trasformazioni della città avvengono quasi sempre secondo due percorsi, a volte distinti e alternativi, a volte in varia misura convergenti verso una posizione di equilibrio. Il primo è quello bottom-up o partecipativo, il secondo top down decisionista, anche se per delega perfettamente democratica. La cosa sia nell’immaginario che nella realtà politico-amministrativa in genere distingue…

Smart City allargata all’idea di cittadinanza

Esiste una cosa chiamata digital divide, che a differenza di altre pur altrettanto odiose e intollerabili forme di diseguaglianza (dall’ingiustizia ambientale alle varie discriminazioni e via dicendo) rischia di trasformarsi in una massiccia sorta di gentrification virtuale, ma con effetti assai tangibili sul territorio e la società urbana, per nulla virtuali. Per dirla alla lettera…

Subappennino Dauno: città bizantine e pale eoliche

Lo sviluppo economico che dagli anni ’50 ha investito l’Italia si è appoggiato sulla nuova rete autostradale e ferroviaria, tagliando fuori intere porzioni di territori troppo «interni», lontani cioè dai poli-calamita di redditi sempre crescenti. Questo modello di sviluppo «squilibrato verso i nodi della concentrazione economica territoriale» ha creato soprattutto nel meridione un paesaggio formato…

Teoria della Finestra Rotta e sicurezza urbana percepita (1982)

Verso la metà degli anni ’70 l’amministrazione statale del New Jersey varava un piano detto «Quartieri ordinati e sicuri» concepito per migliorare la vita quotidiana e articolato sul territorio di 28 circoscrizioni urbane. Nel quadro di quel piano, lo Stato erogava risorse alle città perché spostassero forze di polizia dalle pattuglie in auto ai controlli…

Il co-housing di mercato e il complesso di Peter Pirla

Non c’è nulla di più fastidioso che l’essere tormentato da rumori molesti quanto inutili, come una fragorosa partita di pallone giocata in cortile, quando nell’arco di pochi metri esiste (pagata dal contribuente cittadino) un’inflazione di spazi alternativi, attrezzati o ufficiosi, in cui consumarsi tirando calci e urla, senza scocciare nessuno. Più fastidioso ancora, come accade…