La ricchezza della Sardegna (1965)

sardegna_1965È grazie all’occupazione americana verso la fine dell’ultima guerra, se dalla Sardegna sono state eliminate le ultime zanzare della malaria. Ancora oggi per precauzione vengono spruzzate le zone nelle cui acque potrebbe annidarsi l’insetto. Il turista può finalmente godersi in sicurezza le bellezze naturali di quest’isola, con la sua storia affascinante e i magnifici panorami. Ci sono ampie superfici di terreno comprate dagli speculatori. L’Aga Khan progetta su una vasta fascia la realizzazione di alberghi e ville, tra pochi anni alcune delle zone più belle della costa saranno cosparse di questi nuovi edifici. Fra gli alberghi già presenti, quelli per il turismo tedesco e britannico. Vicino a Sassari, a Platamona, la Pontinental Holiday h auna grande albergo progettato da uno dei più importanti architetti italiani. Qui arrivano in un flusso crescente i turisti inglesi a crogiolarsi al sole e bagnarsi nel mare. Fino a non molto tempo fa l’area era solo una distesa di sabbia e arbusti, ma fra non molto arriveranno anche dei moderni chalet nella vicina pineta, un locale notturno e una zona per il barbecue sulla spiaggia.

Un piano di sviluppo quinquennale

Il turismo è soltanto uno dei settori economici in sviluppo, secondo il piano quinquennale del governo italiano. Esistono anche orientamenti di tipo industriale sia con investimenti italiani che del Nord Europa, sostenuti da agevolazioni. Raffinerie di petrolio, cementifici, fabbriche di materie plastiche e ceramiche, sono già operative. Le terre da ceramica sono solo una delle tante risorse naturali locali sinora non adeguatamente sfruttate. Tutta l’isola è ricca di minerali di vario tipo, alcuni dei quali scoperti solo molto di recente. Piombo, rame, zinco, ferro, perlite, sono ricchi di potenzialità per l’industria pesante. Nel sud-ovest, la regione carbonifera e al centro dell’isola un deposito di antracite purissima.

Sono essenziali buone comunicazioni per la costituzione di un sistema industriale, e si sta procedendo a un piano per la realizzazione di nuove strade e ammodernamento delle esistenti. Quelle nuove sono di livello anche superiore a molte delle nostre britanniche. La principale a collegare la città di Sassari (80.000 abitanti), la seconda dell’isola, coi vicini porti del nord-ovest e il capoluogo Cagliari (163.000 abitanti) a sud, sarà raddoppiata. Altre strade sono in corso di realizzazione per collegare tutti i tratti della costa. Treni veloci dovrebbero collegare Cagliari, il principale porto verso il Nord Africa, con gli altri due scali di Olbia e Porto Torres, più vicini all’Europa continentale. I due aeroporti di Cagliari e Alghero forniscono collegamenti rapidi con tutte le città del mondo. Ci sono tre voli giornalieri verso Roma – poco più di un’ora di viaggio – e per raggiungere Londra col collegamento diretto ci vogliono meno di tre ore e mezza, anche se passando da Roma si aggiunge un’altra ora e mezza.

Grazie alla disponibilità di manodopera, e alla laboriosità dei sardi, è molto probabile che saranno parecchie le industrie intenzionate a operare nell’area. Altro fattore di attrazione è il clima. Nonostante le temperature possano anche avvicinarsi in piena estate ai quaranta gradi, non si tratta di un caldo opprimente, ma secco, controbilanciato di frequente dalla brezza, che consente anche un pisolino nel primo pomeriggio, e rinfresca verso sera. La temperatura resta attorno ai 25 gradi sino a fine ottobre, e a novembre comincia il freddo e l’umido dell’inverno. Inverni comunque miti, anche se sulle montagne come nella zona di Fonni le nevicate conferiscono un’atmosfera alpina. I dirigenti delle imprese e le loro famiglie saranno certamente attratti dalla possibilità di avere a disposizione quel mare caldo con le spiagge bianche d’estate, e poter sciare sul Monte Spada d’inverno.

I progressi dell’agricoltura

Le attività moderne si orientano verso nuovi metodi. L’agricoltura, tradizionale base dell’economia in Sardegna, si sta completamente trasformando. Proseguono rapide le bonifiche, con trentasei consorzi che gestiscono circa mezzo milione di ettari di superficie. Centomila ettari sono irrigati con sistemi avanzati di risparmio idrico. Ci sono programmi di miglioramento per il bestiame e le greggi, introducendo le vacche olandesi nelle zone irrigate, le brune svizzere su altri terreni fertili, e le pecore, adattate alle condizioni grazie alla selezione, nelle aree di collina e montagna. Di particolare importanza economica, le greggi, con un importante mercato di esportazione del formaggio verso gli Usa. In sviluppo anche le attività forestali, grazie al sughero che dà un importante contributo all’economia dell’isola. All’ultimo censimento risultano sfruttati a bosco oltre 300.000 ettari, sia naturali che con essenze speciali.

Il panorama agricolo sardo sta rapidamente cambiando, da metodi quasi biblici coi buoi a trascinare attrezzi arcaici che scalfiscono appena il terreno ondulato attorno ai casolari dal tetto piatto, a una moderna e meccanica efficienza. Il principale raccolto è quello dei cereali, e poi olive, agrumi, noccioli. Si coltivano anche verdure e in alcune zone dominano ottimi vigneti. Ciò che producono i mari attorno alla Sardegna spicca a livello europeo. Nelle acque costiere molti tipi di pesce, come il dentice, e i molluschi, ma su tutto spicca il tonno. Le zone più famose sono quelle attorno al villaggio di Stintino, con l’annuale mattanza che vede impegnati tutti i pescatori. Avviene nel momento in cui il pesce in larghi banchi attraversa il Golfo dell’Asinara, tra maggio e giugno. Il pesce non è però l’unico prodotto del mare importante per la Sardegna: anche l’estrazione di sale è un settore consolidato e in buona espansione, Cagliari da sola pesa per il 50% di tutta la produzione italiana.

I mestieri dei sardi

Con l’introduzione dei metodi di lavorazione in serie, in tutti i paesi esiste il rischio di vedere andare perduti antichi mestieri carichi di storia. Va riconosciuto agli amministratori sardi di aver saputo valutare e valorizzare le abilità tradizionali e caratteristiche dell’isola, oggi apprezzate e inserite in una rete di mercato. Ci sono piccole fabbriche affiancate alla produzione domestica, e anche se una parte dei prodotti viene offerta direttamente al turista in visita ai villaggi, il grosso arriva nei negozi. Nel corso dell’anno si organizzano anche delle fiere, o la mostra permanente di Sassari a cui è stato dedicato un moderno spazio.

Alcune zone sono note per i ricchi tappeti intrecciati a mano, arazzi, cuoio, vimini. Merletti e ricami nascono dalle copie di paramenti e abiti talari importati originariamente dal continente, in cui specie le donne si sono fatte abilissime. I tappeti e gli arazzi distinguono le varie zone di provenienza a seconda dei temi intessuti. Gli schemi geometrici attorno a un nucleo centrale di Nule e Ploaghe mostrano chiare influenze arabe. I gioielli tradiscono l’origine cartaginese, spesso realizzati in filigrana d’oro con perle e granata. Uno dei tanti caratteri della storia dell’isola che si rispecchia nella vita quotidiana. Molti dei mestieri e abilità di oggi si legano direttamente al lavoro nell’era nuragica nell’età del bronzo, che ha lasciato anche gli imponenti megaliti. Fra il 2000 e il 1000 a.C. l’epoca nuragica raggiunge un altissimo livello di civiltà, e ancora oggi ne sopravvivono esempi nelle armi, negli attrezzi, nelle capacità creative.

Poi vennero gli invasori da tutte le sponde continentali del Mediterraneo. Prima i Punici da Cartagine, antica città oggi perduta se non nella leggenda, vicino all’attuale Tripoli. Cagliari, il cui porto formava un’importante rete commerciale con Cartagine, ancora oggi però vive e prospera. Una città la cui storia precede quella di Roma, ma che porta ancora tracce dell’occupazione romana. Alcuni usi medievali derivano dall’abbigliamento arabo o romano. La corta gonnellina che spesso fa parte dell’abbigliamento maschile in costume, è un ricordo della sottoveste indossata dai Romani sotto l’armatura del petto. Successivamente la Spagna lascia tracce a Alghero, unico luogo dell’isola dove si parli spagnolo. L’italiano è diffuso ovunque, anche se con notevoli variazioni rispetto a quello del continente, mentre esistono ben cinquantadue dialetti diversi. Per secoli i sardi hanno combattuto pirati, malattie, povertà. Oggi iniziano un nuovo capitolo della propria storia, che promette crescita, ricchezza, stabilità.

Estratto da Town and Country Planning, aprile 1965 – Titolo originale: Sardinia plans for prosperity – Traduzione di Fabrizio Bottini

 

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