Per un Istituto Italiano di Urbanesimo e Studi Municipali (1926)

CHE COSA È L’URBANESIMO

Premessa

Esiste in Italia, fin dal 1895, un Regio Istituto Nazionale di Archeologia, che ha il pregevole compito – e lo assolve egregiamente – di coordinare e promuovere gli studi dei gloriosi avanzi del passato, la ricerca dei ruderi di Città sepolte che testimoniano della nostra più lontana civiltà.
Non esiste ancora in Italia un Istituto che coordini e promuova gli studi per il più razionale sviluppo delle Città moderne e per il loro buon governo edile, igienico, sociale, mentre tutti i grandi e medi centri della penisola stanno seguendo un ritmo di fervido rinnovamento, prodigandosi in nuove opere grandiose che sopravanzano le antiche, e portandosi ad un altissimo livello di civiltà che può ben chiamarsi romana grandezza.

L’Istituto Italiano di Urbanesimo non è stato ancora né attuato né concepito, e sarà grande onore di questo Congresso avergli dato un soffio di vita.

I fenomeni urbanistici

Ma che cos’è l’Urbanesimo?
E’ per esso come per il Diritto: nasce cioè con la consociazione umana. Dal momento in cui più famiglie si riuniscono nello stesso angolo della terra per procacciarsi il cibo ed aiutarsi nella difesa delle belve o dai vicini, questa forma primordiale di convivenza genera digià dei bisogni, delle aspirazioni, delle norme e consuetudini che la vita fisica impone, se anche è appena abbozzata quella morale e non è ancora nata quella intellettuale.
Così, a rigore, uno spirito primitivo di urbanesimo si sprigiona anche dal pagus, poiché a scegliere il luogo ove i nomadi si son fermati hanno contribuito la vicinanza del corso d’acqua, la posizione alta e difendibile sulla roccia, la prossimità di boschi per la caccia e per la legna, i terreni fertili da coltivare, le vie di comunicazione per qualche primo scambio di prodotti.

È tuttavia con l’urbs che si sviluppa veramente l’arte di costruire e orientare le Città, che si ricerca il miglior terreno per la fondazione, si traccia la cerchia delle mura, si scelgono le posizioni più adatte per il tempio, il foro, il circo, le terme, il palazzo pretorio, le prigioni, si costruiscono gli acquedotti e le cloache, si aprono le grandi vie selciate.
E quando una organizzazione sociale comincia a delinearsi, da un lato si afferma con più precise tavole il Diritto, dall’altro si sviluppa rapidamente, e per la forza stessa delle cose, l’arte urbanistica, che deve provvedere nel miglior modo a tutti i servizi – materiali, morali ed intellettuali – di cui ha bisogno la popolazione; anzitutto per non emigrare, per non ribellarsi, per non perire – interesse supremo anche dei tiranni -, in secondo luogo per prosperare nei commerci, per crescere in generazioni robuste, atte alla potenza militare, per raggiungere lo splendore delle lettere e delle arti.

Ma non mai come nella turbinosa vita della Città moderna l’arte del buon governo sociale si è dimostrata così difficile.
In una civiltà che non è mai stata così complessa, e che pertanto richiede di venir sempre più e sempre meglio ordinata, il progresso raggiunto dall’industria, dal commercio, dalle comunicazioni, da ogni ordine di scienze e di arti e dalla morale stessa, impone l’immediata inderogabile soluzione di problemi tecnici, sanitari, amministrativi, economici, sociali, che tutti attengono non solo al benessere della cittadinanza, ma alla sua stessa conservazione.
I fenomeni urbanistici giganteggiano, ed a stento li segue l’arte urbanistica, non ancora e dappertutto la scienza.

Un primo fenomeno preoccupante è quello dell’inurbamento: la grande industria svuota le campagne ed attira nuova popolazione alla Città, che non ha sempre l’attrezzatura sufficiente per riceverla.
Occorre pensare all’ampliamento dell’edilizia, su piani organici e suscettibili di ulteriore sviluppo, lasciare spazi verdi, disciplinare il sorgere febbrile degli edifizi, acquisire al demanio comunale vasti terreni per combattere il caro-terreni, commisurare la qualità delle case alla potenzialità economica dei ceti medi e popolari, promovendo la costruzione di case operaie, di città giardino, di quartieri per impiegati e professionisti; e nel contempo dettare norme per l’igiene e l’estetica di ogni tipo di abitazione. Indi occorre provvedere queste nuove zone di mercati, di scuole, di comunicazioni, di illuminazione, di tutti i servizi stradali, di uffici di polizia e di stato civile, dei servizi sanitari e di assistenza.

Un secondo fenomeno è il progresso intellettuale e morale, che impone un nuovo trattamento della Città e della Cittadinanza.
Per restare nel campo edilizio, le nuove generazioni male si alle vecchie case malsane degli antichi quartieri: sventramenti e sistemazioni nel centro medesimo della città si rendono necessari; la formazione di quartieri signorili, di quartieri d’affari, di Città degli studi diventa un canone dell’arte urbanistica. Nuovi centri cittadini vengono ricavati per decongestionare il traffico degli antichi: si abbattono gallerie, si innalzano ascensori, si gettano dei ponti, si abbattono storiche mura, si creano corsi, passeggiate e giardini.

Dal lato igienico si moltiplicano le cure per prevenire, isolare e curare le malattie contagiose, sia degli uomini che degli animali; la polizia degli alimenti richiede vigilanza oculatissima; i mercati e i macelli vengono riformati con nuovi criteri; l’eliminazione dei rifiuti domestici è oggetto di assillanti studi.
Dal lato sociale ai grandi bisogni di un’imponente popolazione si va incontro con istituti che l’autorità pubblica continuamente crea od incoraggia: dagli asili d’infanzia agli Uffici di collocamento, dal ricovero dei vecchi indigenti ai dormitori pubblici, dagli alberghi popolari ai posti di pronto soccorso, è infinita la serie dei servizi e delle provvidenze che alla Città fanno carico.

Nel campo economico sono i servizi industriali in cui essa interviene, quasi sempre direttamente, perché la loro estrema importanza per ogni ordine di cittadini le comanda di non lasciarli in balia delle private speculazioni: la fornitura del gas, dell’energia elettrica, dell’acqua, talora di importanti alimenti, come il pane, il latte, il ghiaccio, la carne congelata; il problema delle comunicazioni, i servizi di trams, di autobus, di linee metropolitane, di funicolari, di vaporetti, di vetture o automobili pubbliche; ed il problema della circolazione.
Nel campo colturale, otre ai nuovi moderni edifici delle scuole primarie, è lo studio dei bisogni ambientali, delle aspirazioni, della composizione stessa dei vari ceti cittadini che occorre compiere per sapere quali ordini di scuole secondarie, professionali, superiori creare o mantenere o sviluppare.
E tutto questo movimento, quest’azione, questo formidabile sviluppo di vita urbana devono essere regolati da un organismo centrale direttivo, il quale ha pure i suoi problemi interni da risolvere, anzitutto quelli giuridico-amministrativi, in secondo luogo quelli finanziari.

Un errore, un ritardo, un cattivo funzionamento di quest’organo possono provocare gravi sciagure, la paralisi di un dato servizio, la decadenza generale della Città: un nuovo ritrovato, un nuovo impianto, un tempestivo benefico intervento possono portare lenimento a pietose miserie, scongiurare pericoli sociali, dare un vivo impulso alla vita economica cittadina.

Se l’Urbanesimo sia una scienza

Per cui possiamo ora rispondere alla domanda che ci siamo in principio rivolti. Senza volerci avventurare in definizioni che siano modelli di docimastica, possiamo ritenere che l’Urbanesimo sia quella scienza che studia lo sviluppo edilizio, demografico e sociale delle Città ed il progresso dei servizi pubblici locali.
I due grandi pilastri su cui poggia questa scienza di avanguardia sono dunque l’edilizia e la demografia: l’urbs e la civitas.

Ma – si dirà – è veramente l’urbanesimo una scienza nuova? O, per avventura, il suo contenuto non è già quello di altre scienze?
L’obbiezione ha una parvenza di fondamento come, a ben guardare, l’ha per altre grandi correnti del pensiero umano, alle quali pure il carattere di scienza è stato giustamente riconosciuto.

La scienza urbanistica infatti si vale di tutte le atre scienze: dell’igiene come dell’economia politica, dell’ingegneria come del diritto, e vive con esse una feconda vita di relazione. Ma essa non è un semplice mosaico di altre discipline: perché le scevera, le elabora e le amalgama per armonizzarle in un tutto ispirato ad un’unica accezione: la vita urbana.
Non è dunque una fibra completamente nuova che ne forma il tessuto, ma è la colorazione che la distingue da tutte le altre. E noi di un colore nuovo da dare a questa complessa materia abbiamo veramente bisogno: sentiamo la necessità di uomini che vedano le policrome discipline sotto il colore unico del buon governo della Città: di reggitori che tutte le scienze e tutte le arti sappiano sfruttare per giungere al supremo interesse civico di avere delle cittadinanze ordinate, laboriose, sane, bene alloggiate, favorite di ogni mezzo per il loro benessere, sì da farne meravigliosi perfetti strumenti per le sempre crescenti fortune della Patria.

COME LO SI COLTIVA ALL’ESTERO

Sguardo generale

Non possiamo affermare che in tutti gli altri Paesi l’arte urbanistica sia già divenuta una scienza. Riconosciamo questo merito soltanto alla Francia, perché essa ha creato l’unico Istituto di alta coltura urbanistica – di cui avremo occasione di parlare largamente – non accontentandosi dell’Associazione Urbanistica. Questa Associazione però esiste in quasi tutti i più importanti Stati e si può dire manchi solo da noi.
Ora, se un’Associazione non può svolgere ancora un’opera didattica diretta, essa serve mirabilmente però a quegli scambi intellettuali fra gli studiosi ed a quell’azione viva nella pubblica opinione che a poco per volta preparano il nascere della scienza.

Non deve certo stupire se la Germania, la Francia, l’Inghilterra, gli Stati Uniti hanno affrontato prima di noi le spinose questioni che sono imposte dai grandi agglomerati urbani. Berlino e Parigi hanno ciascuna 4 milioni di abitanti, Londra ne ha 7 e New York ne ha quasi 8, mentre la nostra città più popolosa non arriva al milione: la creazione di grandi sobborghi, di Città satelliti o Città giardino è stata dunque per esse uno sbocco inderogabile.
Oltre a ciò, nei Paesi della grande industria le Città sorgono rapidamente e quasi per generazione spontanea attorno alle caminiere delle fabbriche, e l’applicazione dei postulati urbanistici ha luogo sotto la spinta della necessità.

Da noi vi sono rarissimi esempi di Città affatto nuove: Messina che va ricostruendosi dopo il terremoto, le cittadine delle Terre Liberate, la Città dell’Aniene, Ostia, Mussolinia.
Comunque bisogna apertamente riconoscere che l’attività urbanistica è all’estero assai più sviluppata.
In tutti i campi si tengono Esposizioni e Congressi, il più delle volte internazionali.
Per l’anteguerra, senza risalire alle particolari mostre del Muncipio di Parigi nelle Esposizioni del 1889 e del 1900, occorre ricordare le Esposizioni dello «Städte Bau» di Dresda (1903), di Berlino (1910), di Düsseldorf (1912), quella di «Town Planning» a Londra (1910), accompagnata da una importante Conferenza e seguita nel 1911 da una manifestazione di carattere permanente, la «Cities and Town Planning Exhibition» presentata a Londra, Edimburgo, Dublino e Belfast.

Ed ancora a Düsseldorf, nel 1922, aveva luogo una interessante Esposizione dei piani regolatori.
Del dopoguerra basti ricordare per l’igiene l’Esposizione ed il Congresso di Strasburgo del 1923, organizzati da quell’«Institut d’Hygiène et de Bactériologie» per il centenario di Pasteur, in cui fu ampiamente trattata, fra l’altro, la questione delle spazzature domestiche; e la imminente Conferenza-Esposizione di Vienna per trattare dei problemi dell’abitazione e dell’ordinamento edilizio; conferenza che tien luogo alle precedenti del 1913 (Parigi), 1914 (Londra), 1919 (Bruxelles), 1920 (Londra), 1922 (Parigi), 1923 (Gothenbourg), 1924 (Amsterdam), e 1925 (New York), tutte organizzate da quella «Federation Internationale de l’Amenagement des Villes, des Campagnes et des Cités-Jardins», che raggruppa l’analoga «Association Française», la «Societé des Urbanistes Belges», la «Stadtsingeniörkkontoret di Göteberg, la «International Federation for Town and Country Planning and Garden Cities» di Londra, ed altre consimili.

Vienna, del resto, passa per una delle grandi capitali meglio ordinate, ed il suo piano regolatore è stato testè adottato dalla Città di gerusalemme per il suo ulteriore sviluppo.
Dal canto suo l’Unione delle Città Polacche, che già nel 1925 ha tenuto una Mostra a Posen, ha organizzato per Maggio e Giugno – contemporaneamente cioè alla Mostra di Torino che ci ospita – una analoga Esposizione Edilizia.
Un’altra Esposizione di Attività Municipale – sulla falsariga di quella di Vercelli del 1924, che le ha fornito tutti gli elementi – si sta preparando a Bukarest.
Anche nei piccoli Stati nordici del resto, come la Svezia, la Norvegia, la Danimarca, la Finlandia, gli studi urbanistici sono assai in onore, e corrispondono al senso d’ordine, alla cura dell’igiene, al benessere economico, alle minori preoccupazioni politiche di quei popoli.

Una visita d’istruzione potè essere, nel 1921, effettuata con profitto dai più autorevoli membri e Funzionari del Consiglio Municipale di Parigi alla Città di Stoccolma, per rendersi conto di quei servizi amministrativi, sanitari, scolastici, edilizi e di beneficienza.

L’Union Internationale des Villes

Ma, fra tutti gli Enti urbanistici stranieri, merita di essere maggiormente illustrata per la sua attività ed importanza l’«Union Internationale des Villes et Communes», che ha sede a Bruxelles, ed alla quale l’Italia ha in questi ultimi anni aderito.
Essa, contando nelle sue file quasi tutte le Unioni Nazionali d’Europa, oltre ad alcune del Nord America e ad una quantità di Città isolate, ed essendo in relazione con le Unioni Nazionali degli altri continenti, rappresenta il più grande sforzo per il coordinamento ed il progresso dell’attività comunale nel mondo.

Delle Unioni affigliate sono fra le più salde quelle della Francia, dell’Italia, del Belgio, dell’Olanda, della Polonia, della Svizzera, della Finlandia, della Svezia, della Norvegia, della Rumenia, della Cecoslovacchia, del Canadà: ma essa sta per guadagnare anche quelle dell’Inghilterra, della Germania, degli Stati Uniti, del Giappone.
L’Union persegue i suoi scopi anzitutto con le «Tablettes documentaires», indicazioni periodiche e sistematiche di studi urbanistici generali o particolari e di opere, che essa pubblica nella sua rivista «Les Sciences Administratives»; in secondo luogo, coi suoi Congressi.
Importantissimi sono stati i tre Congressi sinora riuniti.
Il primo, quello di Gand del 1913, ha, secondo noi, gettato veramente le basi dell’urbanesimo. Esso era diviso in due Sezioni: «L’arte di costruire le Città» e «L’organizzazione della vita comunale», ed era accompagnato da una esposizione documentaria.

Vi parteciparono 161 Città di tutti gli Stati, fra cui 5 italiane: Roma, Napoli, Torino, Firenze, Vercelli; e 50 Associazioni, fra cui 3 italiane: l’Unione Statistica delle Città Italiane (Firenze), l’Istituto per le Case Popolari ed Economiche di Milano e la Società Umanitaria, pure di Milano.
Nella prima Sezione furono presentate e discusse 30 Relazioni, di cui nessuna italiana; nella seconda 33, di cui una italiana: quella del Prof. Ugo Giusti per l’Unione Statistica.
Dopo la lunga parentesi della guerra, la serie dei Congressi fu ripresa, e si tenne il 2° ad Amsterdam nel 1924. Assai meno importante del primo, vi parteciparono 75 Città; fra cui solo Milano, delle italiane, mandò i suoi rappresentanti: e vi fu discussa in modo particolare la questione dell’organizzazione dei rapporti fra le Città di tutto il monda attraverso le loro Unioni Nazionali e dello sviluppo delle reciproche informazioni; nonché quella della collaborazione dei Municipi all’opera dei grandi organismi internazionali, specie in materia d’igiene, di sanità e di provvidenza sociali.

Il 3° Congresso, imponentissimo, ebbe luogo a Parigi nel 1925 e raccolse 700 delegati, rappresentanti 35 Stati e 300 Città, di cui 25 Capitali. La partecipazione italiana fu notevole. Oltre all’Associazione dei Comuni Italiani, che l’aveva organizzata, ed all’Unione Statistica, presenziarono il Congresso i rappresentanti di Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Perugia, Alessandria, Vercelli e del Comitato della Mostra Italiana di Attività Municipale.
I temi, per il cui svolgimento furono presentate relazioni italiane che apparvero fra le migliori, furono cinque, di cui due di carattere organizzativo, e gli altri tre a carattere veramente urbanistico: «Il regime municipale nei diversi paesi», «La politica fondiaria dei Comuni e la sua influenza sul problema dell’abitazione» e «Le grandi agglomerazioni urbane».

L’URBANESIMO IN ITALIA

Enti, Esposizioni e Congressi

Esiste in Italia una scienza dell’Urbanesimo?
Rispondiamo: esistono degli studiosi. Dall’archivista che ricostruisce le linee perimetrali della sua città nei secoli, all’amministratore tecnico che studia appassionatamente la miglior direzione di un piano di ampliamento; dal privato benefattore che si dedica alla creazione di un suo grande Asilo Modello, al demografo che indaga la composizione di un particolare strato sociale; dall’Ingegnere Municipale che cerca la soluzione di aspre difficoltà per una nuova rete di fognatura nel suo Comune, al funzionario cui è stato confidato l’impianto di un moderno ufficio del Lavoro e di Previdenza, tutti studiano isolatamente una parte specifica della scienza urbanistica a un dato effetto locale, superando con encomiabili sforzi le difficoltà che offre la mancanza di una vera scienza; pochi tessono, oltreché per sé, per gli altri in un determinato campo; nessuno raccoglie, coordina queste membra sparse – economiche, amministrative, tecniche, sociali – in una grande teoria urbanistica, che deve pur formare il substrato necessario per lo studio del buon governo delle Città, il terreno di coltura per lo sviluppo di queste stesse particolari discipline.

È dalla sintesi che scaturisce più ordinata, più efficace, più vitale l’analisi; è di armonia che vivono non solo gli uomini e le cose, ma tutte le creazioni intellettuali e scientifiche.
Soltanto la vita primordiale è individuale: la vita civile è collettiva, si basa sulla organizzazione e sullo scambio.
Ora, in Italia non esiste ancora nè un Istituto, nè un’Associazione Urbanistica.
Qual è dunque lo stato attuale dell’Urbanesimo nel nostro paese?
L’Associazione dei Comuni Italiani, la Confederazione degli Enti Autarchici, l’Unione Statistica delle Città Italiane si occupano in parte di urbanesimo, pubblicando pregevoli Riviste e Bollettini propri, indicendo Congressi, partecipando a quelli internazionali.

L’ultimo convegno nazionale dell’Unione Statistica, tenutosi a Roma nel Marzo 1925, ebbe ad esempio per temi: Gli Atti dello Stato Civile – L’ordinamento degli Uffici Municipali di Statistica – Numeri indici del costo della vita – Sviluppo della Statistica Municipale.
Il Segretario dell’Unione Statistica, Prof.Giusti, ed il Segretario dell’Associazione dei Comuni, Dottor Verratti, hanno pubblicato recentemente una apprezzatissima, coscienziosa «Indagine sulle acque potabili nei Comuni del Regno». Recente e istruttivo è pure il loro studio dell’anno scorso sui Bilanci dei principali Comuni italiani.
Una manifestazione squisitamente urbanistica e completa in ogni sua parte fu la I° Mostra Italiana di Attività Municipale, tenuta in Vercelli nel 1924 (imitata poi da quella Polacca del 1925 e da quella Rumena del 1926) alla quale concorsero tutte le principali Città Italiane con la dimostrazione dei loro servizi, e che sollevò tanto entusiasmo fra gli Amministratori, i Funzionari, gli studiosi ed il gran pubblico stesso, da far nascere l’idea di ripeterla a base internazionale.

L’idea fu accolta dall’Union Internationale des Villes, e la nuova grandiosa manifestazione, assicurata dall’Italia, sta preparandosi a sorgere.
In occasione della Mostra 1924 furono tenuti a Vercelli i Congressi Nazionali degli Amministratori Tecnici ed Ingegneri Municipali, dei dirigenti delle Aziende Municipalizzate, del Dazio e dello Stato Civile.
Ottima la partecipazione italiana al già citato Congresso dell’Union Internationale des Villes, tenutosi a Parigi nel Settembre 1925: sia per il numero di delegati, sia per la presentazione degli elaborati sui diversi temi, che nel complesso superarono per organicità e per importanza quasi tutti quelli delle altre Nazioni. Uno dei temi, forse il più importante, «Il regime municipale nei diversi Paesi» era stato anzi proposto dagli italiani alla Conferenza preparatoria di Basilea, e cura dell’Avvocato Molinari e del Dott. Verratti ne era stato il questionario: degli stessi fu la relazione.

Sul tema «La politica fondiaria dei Comuni e la sua influenza sul problema delle abitazioni» chiara e lodevole fu la relazione dell’Avv. Testa di Roma; ed in fatto di piani regolatori eccellente impressione suscitò quella dell’Ing. Chiodi «Come viene impostato dalla Città di Milano lo studio del suo nuovo piano di ampliamento» con opportuni riferimenti a Parigi, a Vienna, a Bruxelles.
Così sul tema «Le grandi agglomerazioni urbane» la miglior relazione fu indubbiamente quella italiana, presentata da Municipio di Milano e stesa dall’Avv. Visconti.
Altri Congressi e Mostre su argomenti particolari di interesse urbanistico non sono mancati in Italia: basti accennare alla riuscitissima Mostra Didattica di Firenze (1925), alla Mostra Internazionale della Strada ed al V° Congresso Internazionale della Strada che si terranno a Milano nel prossimo Settembre: basta guardarci attorno, in questa magnifica II° Mostra Internazionale di Edilizia, che ci ospita, e ricordare il gruppo di Congressi che l’accompagnano e la illustrano, di cui specialmente quelli dell’Edilizia e dell’Igiene hanno col nostro maggiori affinità.

Qui a Torino sta poi felicemente sorgendo, per iniziativa della Confederazione Nazionale Inquilini, un Istituto che potrà avere un grande avvenire e grandi benemerenze: l’Ente Nazionale delle Città giardino, che si propone di svolgere la propria attività in ogni città d’Italia.
E’ quasi superfluo infine accennare alla veramente gloriosa «Associazione Italiana per l’Igiene» che con tutti i suoi mezzi ha saputo acquistarsi titoli alla riconoscenza degli italiani, e gli igienisti raduna ogni anno a Congresso.
Non abbiamo inteso con questo di dare un quadro completo, ma soltanto un saggio delle più recenti manifestazioni collettive che attengono all’urbanesimo in Italia.

Impossibile dare anche un sommario elenco della letteratura urbanistica, che tratta di svariatissimi oggetti. Ma, a dimostrazione dell’importanza assunta anche da noi dagli studi delle singole discipline, accenniamo alle più importanti Riviste Tecniche, sanitarie ed amministrative.

Riviste e Bollettini Municipali – Sono fra i più ricchi e portano il più cospicuo contributo all’arte urbanistica, illustrando con genialità di esposizione e spesso con suggestivo senso d’arte le iniziative, i progetti, le realizzazioni delle rispettive Città, e presentando pure periodiche minutissime statistiche mensili della vita municipale:
– Capitolium, Rassegna di Attività Municipale del Governatorato di Roma – Città di Milano – Rivista della Città di Venezia – Il Comune di Genova – Bollettino del Comune di Napoli – Bollettino dell’Ufficio del Lavoro e della Statistica della Città di Torino – Il Comune di Bologna – Il Comune della Spezia – Il Comune di Ravenna – La Città di Brescia, etc.
Sono pure assai interessanti, specie dal punto di vista statistico:
Bollettino Statistico del Comune di Firenze – Bollettino Statistico del Comune di Trento – Bollettino dell’Ufficio del Lavoro e della Statistica del Comune di Trieste – Bollettino Demografico del Comune di Foggia – Bollettino Statistico del Comune di Padova – Bollettino di Cronaca amministrativa e di Statistica del Comune di Verona – e pubblicazioni analoghe di Como, Varese, Cremona, Alessandria, etc.

Riviste Tecniche:
– Ingegneria, Organo della Associazione Nazionale Ingegneri e Architetti Italiani – Monitore Tecnico – La Casa – Le Strade – L’Architettura Italiana – I Lavori Pubblici – Giornale di Biliografia Tecnica Internazionale, etc.

Riviste d’Igiene:
– L’Igiene Moderna – L’Italia Sanitaria – Il Progresso Sociale del Mezzogiorno – Annali d’Igiene – Il Policlinico – La salute e l’igiene nelle famiglie – L’Igiene d’oggi – L’igiene e la vita.

Riviste Amministrative:
– Il Corriere dei Comuni – Il Rinnovamento Amministrativo – La Rivista degli Enti Locali – Il Comune Italiano – La Rivista dei Comuni d’Italia – L’Autonomia Comunale – L’Amministrazione Locale – Rivista Amministrativa Piemontese – Il Funzionario Comunale – Lo Stato Civile Italiano – Annuario Statistico Italiano.
– Rivista di Finanza moderna – Rivista di Amministrazione e Finanza – Rassegna Tributaria – Rivista Italiana di Ragioneria – Rivista di Amministrazione e Ragioneria.
– Manuale Astengo – Rivista Amministrativa del regno – Il Foro Amministrativo – La Giustizia Tributaria.
– Rassegna della Previdenza Sociale – La Croce Verde
, etc.

L’urbanesimo in Italia è soprattutto azione

È detto in una pubblicazione dell’Istituto d’Urbanesimo francese che in Francia le applicazioni della scienza urbanistica sono singolarmente in ritardo sulla scienza stessa.
Il contrario accade in Italia, dove l’arte urbanistica è largamente applicata, mentre ancora non si può dire che esista la scienza.
E veramente meraviglioso è il risveglio edilizio e sociale delle nostre belle Città italiane, degno non soltanto di un grande popolo che cresce di mezzo milione all’anno, ma dell’avvenire imperiale, nel senso più squisitamente morale, cui si va rapidamente preparando.

Fuse da un cinquantennio nell’unità nazionale dal Risorgimento, esse avevano perduto un poco della loro magnifica individualità, che fu la ragione prima della loro storia, non soltanto politica, ma intellettuale; mentre il commercio e l’industria progredivano, mentre l’agricoltura si perfezionava, sopita sembrava, per gli inciampi degli organismi centrali e per le difficoltà finanziarie medesime in cui si dibattevano esse e lo Stato, la loro attività edilizia ed urbanistica.
Ma oggi, in questa splendida ripresa di tutti i valori nazionali, cui gli altri popoli assistono ormai con chiara ammirazione, è lo Stato medesimo che le incita a valersi dei risanati bilanci: è la madre che tende ancora la mano ai suoi figli, perché, non paga di aver assicurata loro la vita di ogni giorno col tranquillo lavoro, vuole ch’essi si elevino a nuovo civile splendore.

E allora vediamo lo stesso Capo del Governo, dopo avere innalzato l’Urbe immortale alle sue vere funzioni ed alla sua vera degnità di Capitale, tracciare al Governatore, nell’atto di insediarlo, le linee della formidabile rinascita, perché Roma, centro di attrazione universale, ritorni faro di nuovissima civiltà e ritrovi il suo fulgido cammino.
E non soltanto la grandiosità dell’impresa, ma la sua stessa rapidità dovrà ricordare la maniera romana.
Molto si era fatto già in tre anni, dal 1923 al 1925, per togliere la Capitale ad uno stato di disagio di cui tutte le Amministrazioni si erano sempre invano lagnate col Governo.

Ora, in cinque anni si dovrà svolgere per Roma questo imponente programma:
1. – Opere destinate a risolvere contemporaneamente problemi della circolazione nell’interno della città e problemi di assetto edilizio.
2. – Opere destinate a promuovere lo sviluppo delle costruzioni per nuove case secondo determinati criteri di agevolazione a favore di gruppi produttori:
a) Inizio del quartiere dell’Artigianato.
3. – Opere destinate ad assicurare un assetto decoroso ad alcuni istituti di cultura:
a) Completamento degli edifici dell’Università.
b) Sede dell’Accademia di Belle Arti, della Scuola Superiore di Architettura e del pensionato artistico.
c) Nuovo palazzo per le esposizioni a Valle Giulia.
4. – Opere destinate a promuovere la liberazione di antichi monumenti e l’assetto di alcune zone di grande interesse archeologico:
a) Liberazione del Teatro Marcello.
b) Assetto del Foro Olitorio e della Piazza della Bocca della Verità.
c) Primi lavori di liberazione dell’area del Circo Massimo.
d) Sistemazione della regione della Via Appia Antica.

Milano, dalla tenace volontà realizzatrice, si è costituita un formidabile programma di opere pubbliche per 700 milioni, da svolgersi pure in cinque anni:
Nuove case popolari per 50 milioni; case per i dipendenti comunali; pavimentazione di strade, quali in granito e quali in asfalto; costruzione di nuove strade, acquisto di altri 12 potenti compressori, sviluppo della fognatura, per un complesso di 100 milioni; esecuzione del piano regolatore con larghi espropri e sistemazione di interi quartieri al centro; completamento della Città degli studi.
Dieci nuovi impianti di sollevamento dell’acqua potabile, di cui quattro pressoché ultimati in Città e sei per servire gli 11 Comuni recentemente aggregati, con una spesa di 12 milioni; nuovo macello, costruzione del tubercolosario; nuovo Palazzo degli Uffici municipali; nuovo Palazzo di Giustizia; nuovo Osservatorio Astronomico; Palazzo degli Archivi; Museo Industriale; Galleria d’Arte moderna.
Quanto al problema delle comunicazioni, che nella metropoli lombarda investe enorme importanza, non solo continuano i lavori della nuova Stazione centrale ferroviaria, ma si pensa a nuovi scali merci ed a nuove linee alla periferia.
Anche il servizio tramviario sta per ricevere un potente impulso con nuove linee di autobus elettrici od a benzina, nuove linee tramviarie, di cui una di circonvallazione più eccentrica dell’attuale, e la riforma del materiale con vetture a grande capacità ed a quattro motori.
Nè per attuare questo suo gruppo di moderne iniziative Milano ha creduto di disfarsi, come qualcuno proponeva, di qualche suo importantissimo servizio industriale municipalizzato; ma ha scelto la via del prestito, giustamente confidando per l’ammortamento nelle sue ricche risorse contributive.
Segnaliamo poi, fra i numerosissimi provvedimenti di ordine urbanistico del Municipio di Milano che è impossibile elencare, il particolare studio del problema della circolazione, ch’essa ha cercato anche di volgarizzare con una Mostra e con proiezioni cinematografiche, e l’istituzione di un servizio di ordinamento professionale per limitare il numero degli spostati.

Napoli sta risolvendo coraggiosamente i suoi leggendari problemi che formarono sempre la base di vane promesse politiche in materia di larga platonica letteratura.
In attesa di portare a termine il piano regolatore con un finanziamento di 80 milioni, l’Amministrazione ne ha disposto lo stralcio per alcune zone, per aprire nuove vie e valorizzare larghi territori vicini al centro. I progetti per il Rione Arenella (24 milioni), il Rione Materdei (5 milioni), la nuova via Ponti Rossi Capodichino (2 milioni), la nuova via Posillipo Alta Moggia Canzanella (1 milione e mezzo), e la nuova via Piazza Arenella-Due Porte (1 milione), sono approvati; due tronchi della nuova via Posillipo Alto (6 milioni) sono in corso. Si pensa pure all’ampliamento della fognatura (12 milioni).
Per le Case popolari si sono ottenute a mutuo 60 milioni.
Per l’edilizia scolastica occorre notare che per 40.000 sui 50.000 alunni di Napoli il Comune, in mancanza di fabbricati proprii, affittava case private e inadatte. Ora per 10.000 alunni sono in corso di costruzione moderni edifici scolastici; per gli altri 30.000 si stanno progettando, con una spesa di 50 milioni; e ciò varrà anche a mitigare la crisi degli alloggi, poiché le case private saranno restituite all’uso di abitazione.
Per ingrandire il suo territorio, Napoli dal 1918 sta provvedendo anch’essa alle necessarie aggregazioni dei piccoli Comuni contermini.
Sta inoltre per iniziare la nuova grande via litoranea da ovest ad est (4 milioni) per decongestionare il traffico di Piazza Municipio, Via S.Carlo, Piazza S.Ferdinando, Piazza Plebiscito e Via Cesario Console.

Genova, che troppo ristretta nel suo vecchio territorio si è testè annessa 19 Comuni contermini, portando la sua popolazione a quasi 600.000 abitanti, sta febbrilmente adattandosi al nuovo posto che le viene a spettare fra le Città italiane.
Il fervore delle opere pubbliche, dei risanamenti, delle demolizioni di colline, delle grandi passeggiate a mare, è per Genova una tradizione; da quando, trent’anni fa, si spianava l’antica Via Giulia per farne la moderna Via XX Settembre, sino a pochi anni or sono, quando si apriva la superba strada del Lido.
Ma ora essa deve pensare agli accresciuti bisogni proprii e dei Comuni aggregati, qualcuno dei quali, come Sampierdarena, costituisce un centro demografico di 50.000 abitanti, e tutti sono saturi di vita industriale e svolgono una intensissima attività economica.
Il piano regolatore, uno dei più difficili per la varietà delle zone, per le pendenze, per l’angustia della lingua di terra ove si stringe Genova vecchia, fra le colline e il mare, procede tuttavia in vari punti, come nella zona di Albaro; si studia l’allargamento della Via Carlo Felice, nel cuore della Città, e si progetta una strada di allacciamento fra la Stazione Principe e la Via Milano, preventivata in 3 milioni.
La fognatura segue le fabbricazioni delle nuove zone. Si sta costruendo la grande diga dell’acquedotto di Val Noci, il quale costerà 30 milioni. Per le case popolari e relative strade si lavora già per 50 milioni. Nuove strade sono continuamente necessarie per seguire le costruzioni incessanti, che ormai hanno raggiunto quasi il culmine delle colline: 4 milioni costa soltanto la Via Napoli, che si svolge sulle alture; 15 milioni costeranno le due nuove gallerie fra le Piazze Corridoni e Corvetto.
Si progettano per 2 milioni gli edifici per i servizi generali, l’autorimessa e il piano caricatore della nettezza urbana.
Procede la costruzione del grandioso Ospedale di S.Martino, i cui due ultimi padiglioni sono costati oltre 2 milioni.
Le scuole di ogni ordine – che per Genova costituiscono un giusto titolo di orgoglio – vennero accresciute dal 1922 ad oggi di 5 caseggiati, del costo di 10 milioni, arditamente superandosi gravi difficoltà per le fondazioni su terreno a forte pendenza. Altre due scuole sono in progetto, e più di 3 milioni il Municipio ha speso per collocare la R.Scuola di Ingegneria Navale nel bel palazzo Cambiasio di Albaro.
In Piazza di Francia infine si sta progettando, col Monumento ai Caduti, un grande Palazzo dell’Arte e dello Sport della grande Genova.
Quanto alle comunicazioni, v’ha in progetto, oltre ad un’autorimessa per gli autobus, (2 milioni), la costruzione della Metropolitana, da Sampierdarena a Quarto dei Mille, preventivata in 150 milioni.

Torino, che veramente conserva tutta la sue regalità, grande centro intellettuale e industriale, tranquillo e operoso, sta procurando nuova copia di energia alle sue fabbriche mercè la grandiosa derivazione del torrente Orco, da cui ricaverà 150 milioni di Kwo, con una spesa di 100 milioni di lire. E nuovi impianti termici di riserva sta apprestando per la propria azienda Elettrica Municipale.
L’aumento di materiale mobile e nuovi depositi per l’Azienda Tramviaria (5 milioni), la sottostazione per l’alimentazione della rete tramviaria (5 milioni), l’aumento di potenzialità dell’Acquedotto, la costruzione del pontone fisso lungo il Po per la linea aerea con Trieste, nuovi Lavatoi pubblici, nuove scuole (13 milioni), il nuovo Archivio di Stato (2 milioni e mezzo), i nuovi impianti ai mercati (1 milione), fanno parte del grandioso programma.
L’acquisto di nuove autoinnaffiatrici, nuovi pozzetti raccoglitori delle spazzature, nuove pavimentazioni in asfalto o in congelamento bituminoso nelle strade cittadine; l’allargamento di Via Roma ed il risanamento dei fabbricati laterali, la sistemazione di nuove vie e nuovi cavalcavia ferroviari; nuovo ponti sul Po e sulla Stura; nuovi canali di fognatura bianca e nera (circa 5 milioni all’anno), la deviazione di altri (2 milioni e mezzo), l’Asilo infantile modello, le «Scuole Materne», il nuovo Ospedale e le nuove Cliniche Universitarie (52 milioni di cui 23 del Comune), il nuovo Mattatoio (45 milioni), l’edificio della Colonia Marina a Loano (3 milioni), le Case Popolari: 4000 locali, il progetto della Città giardino, costituiscono altrettante iniziative che tornano di alto onore alla bella Città subalpina, come la lotta contro l’accattonaggio ed altri importanti provvedimenti sociali.

Anche per Palermo è recentemente venuto, nonché l’indicazione, l’aiuto del Governo, che nel suo programma di resurrezione del Mezzogiorno ha voluto comprendere fra le prime la grande Città siciliana, facendole concedere dal Consorzio di Credito per le opere pubbliche un mutuo garantito dallo Stato di 300 milioni per opere di miglioramento igienico-sanitario, ed assegnandole 11 anni di tempo per eseguirle.
Ed ecco l’elenco dei lavori che verranno compiuti:
Ricostruzione e sistemazione di strade (35 milioni); Risanamento dell’abitato e piano regolatore (105 milioni); Case ultrapopolari (28 milioni); ricostruzione dell’antica fognatura della Città e costruzione della nuova nei nuovi rioni (47 milioni); Nuovo Macello (12 milioni); Sistemazione del Lazzaretto e dello Stabilimento di Disinfezioni (3 milioni e mezzo); Bagni popolari (3 milioni e mezzo); Nuovi edifici scolastici (35 milioni); Nuovi edifici per servizi sanitari municipali (4 milioni); Istituti scientifici e cliniche (27 milioni).

Bologna pure ha nel suo immediato programma di rinnovamento cittadino:
Il completamento delle opere relative al vecchio piano regolatore e di ampliamento, e lo studio del nuovo piano di ampliamento per la zona collinosa in cui la Città va espandendosi; l’esecuzione di una razionale rete di fognatura, l’assetto definitivo degli Istituti Superiori e delle cliniche, e l’esecuzione di tutte le opere stradali ed edilizie inerenti, nuove Scuole Professionali, nuove Scuole Elementari, Scuole all’aperto e Colonie scolastiche per i fanciulli gracili.
Ed ancora:
L’ampliamento della rete tramviaria, l’aumento della portata dell’acquedotto del Setta (in corso di esecuzione) ed il coordinamento dei diversi acquedotti cittadini, la trasformazione dell’illuminazione cittadina a gas in elettrica, il nuovo aerodromo e la nuova Piazza d’Armi, le nuove caserme alla periferia, il nuovo Cimitero.

Venezia, regina dell’Adriatico, non dorme sugli allori della sua storia.
In condizioni naturalmente assai difficili per il disimpegno in forma moderna dei più vitali servizi, essa ha cercato e cerca di superare ogni ostacolo, provvedendo anzi all’impianto di nuovi servizi nelle isole di Burano, Murano e Pellestrina che si è recentemente annesse.
Il maggior titolo d’onore per Venezia in questo periodo è certamente la colossale opera di formazione della Zona Industriale, del Quartiere Urbano e del Porto Commerciale Marghera, in cui sono stati investiti circa 500 milioni, per ricavare, la posto di una regione malarica, saldi terreni e profondi canali, innalzarvi numerosi ed importanti stabilimenti industriali e dare vita ad una vera Città nuova e moderna. Trasformazione che fa onore, otreché a Venezia, all’ingegno ed all’iniziativa italiani.
Degna di nota è pure la politica edilizia del Comune, che, oltre a concedere premi di costruzione, ha acquistato la Piazza d’Armi per erigervi case, e si prepara a fabbricare i vasti terreni che possiede al Lido. Ed al nuovo quartiere di Sant’Elena stanno sorgendo 3800 nuovi locali per cura dell’Istituto Autonomo delle Case Popolari.
Abbiamo inteso sinora dare soltanto degli esempi della formidabile attività urbanistica delle principali Città italiane che sono alla testa della vita nazionale. Ne daremo ora pochi altri di Città minori, scelti nelle più varie regioni d’Italia, ed anche qui non per formare un elenco, ma per dare un’idea dello sviluppo urbanistico dei medi e piccoli centri.

Alessandria ha trovato nella munificienza di un suo cittadino, l’illustre Senatore Borsalino, la soluzione di due gravissimi problemi che si erano ormai fatti indilazionabili: l’acquedotto già in corso, che costerà 4 milioni, e la fognatura, di prossimo inizio, che ne costerà 8. Sta provvedendo poi alla costruzione del nuovo macello e di un mercato coperto, per 5 milioni.

Verona ha compiuto la sistemazione del suo Castelvecchio, adattandolo a Museo, a Pinacoteca e a Casa della Musica. Ma essa sta creando anche una superba Passeggiata ai Colli, sul tipo del famoso Viale di Firenze.

Trento vuole rinnovare con sistemi moderni la sua rete di fognatura (20 milioni), ha in corso di approvazione il piano regolatore, che già applica alla periferia; sta costruendo il nuovo tronco della strada per l’altipiano di Lavarone, con ponti e viadotti; costruirà un nuovo edificio scolastico al Fersina (4 milioni) ed un Foro Boario. Ha in costruzione un nuovo gruppo di case economiche per 8 milioni.

Di Parma basta ricordare il grandioso lavoro della fognatura, già in corso, ed il quartiere giardino per impiegati ed operai.

Lucca ha compiuto il suo nuovo Acquedotto Urbano (10 milioni) ed ha in costruzione la fognatura dinamica per le acque nere a tipo separatore (3 milioni e mezzo). Ha pressoché ultimati lo Stabilimento dei Bagni Popolari, l’ampliamento del Cimitero Urbano (1 milione mezzo) e gruppi di case popolari (5 milioni).
Ha inoltre in progetto un piano di sistemazione del centro cittadino, con galleria centrale (6 milioni), un piano di ampliamento fuori delle antiche mura (5 milioni), Edifizi scolastici (3 milioni), lavori stradali e impianti di illuminazione (2 milioni), ed il Palazzo delle Poste e Telegrafi (2 milioni e mezzo).

Vicenza ha costruita nell’ex Piazza d’Armi 8 nuove Case Popolari, ed altre per 3 milioni ne costruirà presso Porta Nuova e San Rosso. Altre case per gli impiegati sorgeranno presto. Ha Provveduto e sta provvedendo alla sistemazione edilizia del suo centro cittadino e di altre zone, creando nuove strade e quartieri di villini, e studiando il piano di ampliamento. Ha restaurato la «Casa della Scuola» e nuovi edifici scolastici.
Progetta un nuovo Mercato coperto, con annessi magazzini e abitazioni, nuove strade, una Borsa Merci, un Campo di atterraggio, un Campo Sportivo ed il nuovo Cimitero. Sta studiando infine la sua fognatura, da eseguirsi per zone.

Treviso ha trasformato il suo impianto di illuminazione a gas in elettrico, ha municipalizzato il servizio del gas, ha in corso l’esecuzione dell’acquedotto (4 milioni), sta pensando alla Città-giardino sull’area dell’ex Raffineria, all’apertura di un nuovo pubblico Giardino all’ex Ciclodromo; ha costruito case operaie anche a S.Angelo e nuovi padiglioni per i Cronici.

Savona ha in progetto Case Popolari per 8 milioni.

Casale sta sistemando la strada di circonvallazione con selciati e rotaie in granito (2 milioni).

Vercelli ha in corso i progetti del nuovo piano regolatore, dello sventramento del quartiere del Carmine, della fognatura, dell’arginatura del Sesia, di nuove Scuole; ha costruito e sta costruendo Case Popolari, sta rimodernando il suo Macello, ha acquistato materiale modernissimo per l’estinzione degli incendi e per l’innaffiatura delle strade.

Asti ha eretto un nuovo Mercato coperto ed un nuovo edificio scolastico, provvede al piano regolatore e di ampliamento della zona Sbocchi Nord, e sistema le sue strade.

Busto Arsizio, fra le più progredite cittadine industriali che fanno corona a Milano, sta provvedendo al miglioramento di tutti i suoi servizi, che è impossibile enumerare. Citiamo soltanto i nuovi Caseggiati scolastici, le Colonie Alpine e Marine, il nuovo Palazzo della Corte di Assise, l’allargamento del Cimitero, la nuovo arteria per la Stazione Ferroviaria, ecc.

Ed a titolo di onore segnaliamo le opere pubbliche in corso in una sola cittadina del Mezzogiorno, Molfetta: Fognatura (5 milioni), Risanamento della Città vecchia (2 milioni), nuovo Macello (2 milioni), nuovo Palazzo di Città (2 milioni), nuovo quartiere popolare (4 milioni), Piazzale della Stazione (1 milione).
Il Mezzogiorno, del resto, ha trovato la sua ora, ed è in pieno risorgimento. Una statistica ci informa che nel solo mese di Marzo vi sono state terminate ben 104 opere pubbliche, e sono stati disposti 215 appalti, concessioni e lavori in economia per un importo di 113 milioni.

Questo, a grandi tratti, l’imponente movimento urbanistico delle Città Italiane, dal solo punto di vista delle opere pubbliche. Altrettanto ci sarebbe da segnalare sotto l’aspetto amministrativo e sotto quello delle istituzioni sociali. Basterebbe sfogliare un solo periodico: Il progresso sociale del Mezzogiorno, organo del Comitato per la propaganda della previdenza nell’Italia Meridionale, per sentirsene orgogliosi.

Necessità di un Ente Nazionale di Coltura Urbanistica

Riteniamo dunque non solo maturo il tempo, ma singolarmente propizia l’ora per la creazione di un Istituto Nazionale di Urbanesimo e di Alti Studi Municipale. Riteniamo anzi ch’essa ne indichi la necessità:
1°) perché occorre oramai, di fronte a così varia e diffusa attività urbanistica, immettere un flotto continuo di sangue nuovo negli organismi municipali, creando, con apposita scuola, degli amministratori e funzionari di alta competenza, i quali dovranno oggi coadiuvare, più tardi sostituire i predecessori, portando nella soluzione dei vasti problemi urbani univesalità di concezione, razionalità di attitudini e modernità di postulati scientifici.

«Una grande Città» scriveva or non è molto, rendendo conto di un primo periodo della sua gestione, il Generale Donato Etna, Commissario straordinario di Torino – uno dei grandi centri meglio ordinati in Italia – «in cui il magnifico incremento delle industrie e dei commerci, l’incessante sviluppo edilizio, il culto delle arti e delle scienze, il continuo crescente benessere, determinano ognora nuove esigenze, richiede nell’amministrazione della pubblica cosa una costante e vigilante cura, una chiara, larga visione dei problemi immediati e mediati, un ininterrotto studio di sempre maggiori e più acconce provvidenze».

Ora, se alla mancanza, in genere, di studi speciali ha potuto supplire finora l’esperienza intelligente di lunghi anni di pratica professionale, che ci ha dato valentissimi Amministratori e Funzionari ed opere mirabili, oggi che il ritmo accelerato dell’urbanesimo pulsa senza tregua, è urgente e indispensabile preparare questi uomini nella scuola, sì che immediatamente essi possano gettare sulla bilancia della rinascita nazionale la loro forza intellettiva, la loro giovinezza entusiasta, la loro volontà creativa.
2°) perché occorre pure un centro di raccolta, di elaborazione e di divulgazione dei dati scientifici e delle applicazioni pratiche che possono servire a meglio indirizzare l’attività municipale – che si svolge in un campo difficilissimo e con incalcolabili conseguenze sociali – nonché un organo tecnico di consultazione per i centri minori, che non dispongono di personale specializzato.

È giunto il tempo di nazionalizzare anche la produzione intellettuale dei Municipi; cioè di considerare acquisito alla Nazione tutto ciò che di meglio in ciascuno di essi si studia, si compie, si innova, perché altri possa valersene, e sia possibile, con un largo generoso scambio, attuare in tutto il Paese nuove civili conquiste.Tratteremo prima dell’Istituto come Scuola, poi dell’Istituto quale Associazione Urbanistica.

L’ISTITUTO COME SCUOLA

L’insegnamento organico e razionale dell’urbanesimo non ha luogo attualmente che in Francia. L’Italia sarà dunque il secondo Paese che lo introdurrà fra i suoi studi di alta coltura.
Negli altri Stati le varie discipline che concorrono a formare la scienza urbanistica sono insegnate separatamente nei diversi Istituti d’istruzione superiore.
Nella Svezia, ad esempio, che abbiamo già citato come un buon ambiente di studio, la parte tecnica è insegnata alla Scuola Tecnica Superiore di Stoccolma ed all‘Istituto Chalmers di Gothenbourg: la parte amministrativa ed economica all‘Istituto per gli Studi di Previdenza sociale e di Politica comunale della Capitale.

In Inghilterra v’è, annessa alle Università di Londra e di Liverpool, una Facoltà speciale per i piani regolatori della Città ed i progetti municipali, oltre alle ordinarie facoltà di Ingegneria, e per la parte amministrativa la «London School of Economics».
In Polonia, dove esiste una fiorente Associazione Urbanistica, si sta studiando una Scuola speciale di scienze amministrative e comunali, in cui molto posto sarebbe riservato allo studio dell’Urbanesimo.
Lezioni di urbanesimo vennero recentemente tenute presso la Scuola Tecnica Superiore di Vienna.
Scuole speciali, che sono ben lungi dal comprendere tutta la materia, esistono in altri Paesi: la Verwaltungs Akademie di Berlino, la Facoltà di Scienze Sociali ed Economiche di Colonia, la Scuola Libera di Scienze Politiche a Parigi.

L’Istituto della Sorbona

L’Institut d’Urbanisme invece, annesso alla Facoltà di Diritto della Sorbona, rappresenta il più completo ed armonico centro di studi in questa materia.
Sorto nel 1919 come «Scuola di Alti Studi Urbani» per cura del Consiglio Generale del Dipartimento della Senna, fu da questo ceduto nel 1924 all’Università di Parigi.
Ha per iscopo di preparare dei buoni Funzionari Comunali e Provinciali. Vi sono ammessi i laureati o diplomati di Istituti superiori, i diplomati dei licei e collegi femminili, ed anche coloro che, sprovvisti di tali titoli di studio, a giudizio del Consiglio dei Professori dimostrino una coltura generale sufficiente per seguire l’insegnamento.

Il numero degli allievi fu di 294 nel 1919, di 64 nel 1920, di 183 nel 1921, di 326 nel 1922, di 181 nel 1923, di 153 nel 1924-25, dei quali molti di nazionalità straniera, nessuno italiano.
L’insegnamento, impartito da Docenti scelti fra Professori Universitari, fra gli specialisti che i loro studi e lavori hanno imposto alla pubblica attenzione e tra i Funzionari in servizio od a riposo, comprende due anni di studio, con 115 ore di lezione ciascuno e 12 corsi di conferenze.
Esso è unico per tutti gli allievi, e si divide in 5 Sezioni, corrispondenti ciascuna ad un Corso fondamentale, al quale sono annesse delle Conferenze destinate ad approfondire lo studio di determinate questioni.
Una prima Sezione è dedicata alla Evoluzione delle Città, cioè allo studio dell’origine e delle trasformazioni subite.

Una seconda alla Organizzazione sociale delle Città, studia cioè la popolazione dal punto di vista demografico e sanitario, economico, intellettuale e morale.
Una terza si occupa della Organizzazione Amministrativa, ed espone la teoria della responsabilità del Comune e dei suoi agenti. Vi sono annesse conferenze sulla «Banlieu» (sobborghi) parigina, sulla organizzazione speciale delle Capitali, sulla vita municipale all’estero.
Una quarta Sezione studia l‘Organizzazione economica, cioè l’utilizzazione della terra, le conseguenze dello sviluppo industriale moderno, il plus-valore dei terreni; nonché la ragione economica delle Città-giardino. Ne fanno parte conferenze sulla Municipalizzazione dei pubblici servizi.

Un’ultima Sezione ha per oggetto infine l‘Arte e Tecnica della Costruzione delle Città, cioè i piani di miglioramento, di abbellimento, di estensione. Comprende delle conferenze sull’«Arte dell’Ingegnere Municipale», sulle strade, sulle fognature.
Il diploma rilasciato agli allievi, dopo la favorevole prova in tutti gli esami e lo svolgimento di una tesi finale, è assimilato a quelli degli Istituti Superiori per i concorsi agli impieghi della Prefettura della Senna e ad altri pubblici Uffici.
Una speciale Sezione di perfezionamento amministrativo è riservata agli impiegati comunali e provinciali, od anche a chi possegga una istruzione sufficiente a seguirne l’insegnamento.

Considerazioni

Esposti così brevemente gli scopi e l’ordinamento dell’Istituto della Sorbona, occorre dichiarare, con tutta lealtà ed ammirazione, che esso ha per così dire scritto le tavole di fondazione di questa nuova scienza, e non v’è studioso al mondo che non gli debba grandissimo onore.
Per il nostro Paese noi riterremo consigliabili alcune varianti.
L’Istituto Francese si rivolge ai laureati di qualsiasi Facoltà – medicina come ingegneria, legge come lettere e filosofia o storia naturale – ed anche ai semplici diplomati dei licei e dei collegi femminili, e li chiama a sè per farne degli urbanisti.

Nessun dubbio che l’urbanesimo come scienza possa essere assimilato da coloro cui gli studi superiori di qualsiasi ramo, (meglio quelli secondari) abbiano conferito la necessaria maturità intellettuale: come arte però esso non ha luogo ad essere praticamente applicato se non da parte di coloro che ad una funzione urbanistica effettivamente dovranno dedicarsi.
Quali sono queste funzioni? Quelle degli alti Funzionari Municipali anzitutto: Segretari, Ragionieri, Ingegneri, Architetti, Ufficiali Sanitari dei grandi e medi Comuni. Per cui saranno in prevalenza i laureati od i laureandi in Legge, in Scienze Sociali, in Scienze Politiche, in Studi Commerciali, in Ingegneria, in Architettura, in Medicina che potranno praticamente profittarne.

Ne profittano certamente anche gli Amministratori elettivi, ufficio che tutti possono essere chiamati a coprire: ed allora, in considerazione che le loro funzioni, per quanto tecniche, sono pur sempre transitorie e parziali in relazione alla completa attività della persona, noi ammetteremo anche i diplomati delle Scuole Secondarie in qualità di Uditori.
Ma per i Funzionari – che possiamo definire Amministratori fissi e specializzati – non si può a nostro avviso, richiedere meno di una preparazione superiore e specifica, della quale gli studi urbanistici non sono che una integrazione e un coronamento.

Osserviamo infatti che dei 62 allievi che l’Istituto francese ebbe nell’anno scolastico 1924-25, (esclusa la Sezione di perfezionamento amministrativo) soltanto 5 erano già impiegati municipali e 16 studenti di facoltà universitarie, cioè possibili funzionari futuri. Il terzo al massimo degli iscritti aveva dunque la possibilità di specializzarzi nelle alte pubbliche funzioni, a cui prevalentemente l’arte urbanistica sarebbe devoluta.
Ed ecco infatti le professioni dei 15 diplomati nei primi 4 anni di vita dell’Istituto (dal 1922 al 1925):
Funzionari Tecnici 4
Funzionari Amministrativi 2
Professionisti 3
Altri di cui non risulta la condizione 6
Ciò significa che l’Istituto francese ha prevalentemente il carattere di un corso di alta coltura generale.

Questo spiega anche perché nei programmi dei singoli corsi ufficiali accada talora di trovare una profonda trattazione della parte generale, (una Sezione intera, delle cinque dell’Istituto, è per esempio dedicata alla rievocazione storica della formazione della Città), mentre a conferenze accessorie è riservata la parte pratica dell’insegnamento, quella che si addentra nel vivo dei servizi pubblici, come circolazione e trasporti, tipi e costruzioni di strade, luce, gas, nettezza urbana, acqua potabile, fognature.
Così il laureato in legge assiste anche ad una serie di conferenze su «L’arte dell’ingegnere municipale», mentre l’Ingegnere dedica una parte dei suoi studi all’organizzazione giuridica e alle finanze dei Comuni.

È vero che, annessa all’Istituto, vi è una Sezione di Perfezionamento Amministrativo, in cui il titolo di ammissione è soltanto la qualità di impiegato comunale o provinciale, o senz’altro un grado di istruzione sufficiente. Essa consiste, per il primo anno, (corso preparatorio 60 lezioni), in elementi di diritto costituzionale, civile e commerciale; e nel secondo (corso complementare 30 lezioni) in nozioni sul funzionamento dei Municipi e in lavori pratici di contabilità comunale.
Ma questo ramoscello inserito per apprezzabili ragioni pratiche nella grande quercia non ha rapporto con l’insegnamento urbanistico dell’Istituto.
La Sezione contava nell’anno scolastico 1924-25 N.91 alunni inscritti, di cui 52 impiegati comunali, 23 impiegati di altre pubbliche amministrazioni e 16 impiegati di amministrazioni private.

L’ISTITUTO ITALIANO

I criteri informatori

Da queste constatazioni sui criteri di ordinamento dell’illustre Istituto che è onore dell’intelletto francese, balza più chiara la figura dell’Istituto Italiano, di cui il Congresso è chiamato a votare la creazione. Il nostro Istituto, nella sua parte didattica, non dev’essere nè un duplicato di altri insegnamenti, nè qualche cosa di a sè stante e fine a sè medesimo. Esso deve invece integrare i vari insegnamenti superiori ai fini urbanistici. Non vi sono, in pratica, molti urbanisti che si dedichino soltanto come studiosi a questa scienza: e quei pochi possono seguire l’insegnamento quali Uditori, oltre a prender parte quali soci all’azione generale dell’Istituto, divulgatrice e promotrice di studi.
Vi sono, invece, degli ingegneri Urbanisti, degli Igienisti Urbanisti, dei Giuristi Urbanisti, degli alti Funzionari Amministrativi Urbanisti; ed a questi, forniti, oltrechè di una coltura generale, di larga coltura speciale a seconda dei vari indirizzi professionali scelti, va rivolto un corso di insegnamento serrato, completo ed integratore.

Questo insegnamento, che deve formare da un lato dei tecnici, dall’altro degli Amministratori nel senso generale della parola, è bene che cominci su un terreno unico, ma si perfezioni per vie diverse per evitare una doppia specializzazione, ingombrante e difficile.
Trattate nel primo anno alcune importanti discipline comuni, che si possono considerare propedeutiche, il Corso dovrà nel secondo anno dividersi nettamente in due Sezioni: quella Tecnica (che si potrebbe specificare meglio come Tecnico-Sanitaria) e quella Amministrativa (o Amministrativa-Contabile).
La prima è destinata a formare degli Amministratori e Funzionari preposti agli Uffici Tecnici, agli Uffici di Architettura, agli Uffici d’Igiene, ai Servizi Pubblici non burocratici, alle Officine di produzione del gas, dell’energia, delle Aziende comunali di trasporti etc.; la seconda dagli Amministratori e Funzionari dell’ordine burocratico, preposti all’Amministrazione generale interna, o alle Finanze, agli Uffici Demografici, alla Pubblica Istruzione, alla Previdenza sociale.

L’inquadramento fra gli altri attuali Istituti d’Insegnamento Superiore

Donde escono coloro che formano per così dire lo Stato Maggiore delle Amministrazioni Comunali, e cioè i Segretari, i Ragionieri, Gli Ingegneri i Capi degli Uffici d’Igiene?
Vediamo. Per i Segretari basta il diploma di Segretario Comunale, per conseguire il quale non esistono pubbliche scuole, ma soltanto prove d’esame che si danno ogni biennio presso le Prefetture ed alle quali si accede con la licenza di Scuola Media. Quindi media coltura, integrata da una preparazione speciale, autodidattica o privata.

Ora, malgrado che la legge prescriva non potersi esigere, per l’ammissione ai concorsi da Segretario, altri titoli che il suddetto diploma, e malgrado che esistano dei valentissimi Segretari forniti soltanto di esso, accade che vengano preferiti per i posti più elevati coloro che sono provvisti di studi giuridici superiori, e soprattutto i laureati della Facoltà di Legge. Vengono pure quotati, per gli Uffici Comunali e Provinciali del Lavoro ad esempio, i laureati di Istituti superiori affini, quali l’Istituto Superiore di Scienze Sociali di Firenze, la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali delle Università di Padova, cui si sono aggiunte ora le Facoltà di Scienze Politiche presso le Università di Roma a Pavia, e talora anche quelli delle Università o Istituti Superiori di Scienze Commerciali.
Nessuna però di tali Facoltà od Istituti offre un vero insegnamento urbanistico.
Diritto Amministrativo, Diritto Finanziario, Economia Politica e Sociologia, che di quei programmi sono le discipline più affini all’Urbanesimo ed agli Alti Studi Municipali, vengono prospettate nel quadro generale di ciascuna, con ampio sviluppo della parte teorica, senza per lo più entrare nella parte speciale dei Comuni.

La Statistica e la Demografia si accostano di più all’insegnamento urbanistico, o per lo meno possono costituirne una preparazione. La contabilità di Stato invece solo in parte è riferibile ai Comuni.
Per cui il laureato in legge esce dall’Università fornito di una coltura superiore che genericamente lo abilita, fra le altre, anche a queste funzioni; ma assumerà il posto di Segretario presso un importante Comune, coll’apposito diploma che sarà procurato, fornito di una coltura urbanistica quasi nulla.
Peggio avviene naturalmente, sotto questo punto di vista, per gli altri ordini di Istituti Superiori ad insegnamento giuridico-economico. Fra cui lo stesso R. Istituto di Scienze Sociali di Firenze, fondato dal benemerito Marchese Senatore Carlo Alfieri di Sostegno, per avviare i giovani «alla vita pubblica, all’esercizio del potere politico e amministrativo, e ad entrare nelle carriere più elevate degli impieghi pubblici», dei 143 laureati di cui si dà notizia, ne conta soltanto uno Segretario Comunale e 6 Impiegati Provinciali, in prevalenza

Direttori di Uffici del Lavoro.
Più che un vero rimedio, un sintomo della situazione si è avuto con la istituzione per quest’anno, presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali a Padova, di un corso di perfezionamento per i Segretari delle Province e dei Comuni; corso limitato a sei mesi, con lezioni impartite solo il sabato e la domenica, e che, senza dare agli allievi una coltura urbanistica, qual’è nel programma del nostro Istituto, mira lodevolmente a colmare in parte quella lacuna di coltura giuridica che si lamenta in genere nei Segretari non laureati.
La questione dunque della formazione di valenti Segretari ed alti Funzionari Amministrativi dei medi a grandi Municipi è tuttora aperta, dopo infiniti voti di congressi e della stampa amministrativa; e l’Istituto di Urbanesimo e di alti Studi municipali giungerà in buon punto a risolverla, rendendo superflua, per i proprii diplomati, la prova d’esame presso le Prefetture.

I Ragionieri dei Comuni, cui è demandata la funzione delicatissima di seguire con una vasta rete di controllo finanziario tutte le infinite forme di attività comunale nei medi a grandi Municipi; che sono i depositari del patrimonio civico, i responsabili delle situazioni finanziarie, e vigilano su interessi formidabili rappresentati a volte da bilanci di centinaia di milioni, sono scelti fra i diplomati della Sezione Commercio e Ragioneria degli Istituti Tecnici, con preferenza ai laureti delle Università Commerciali, delle Scuole Superiori ed Istituti Superiori di Scienze Commerciali. E tuttavia ben pochi di questi laureti si dedicano alle Aziende Comunali. Dei 700 laureti dell’Istituto Superiore di Scienze Commerciali ed Economiche di Torino, per esempio, soltanto 5 risultano svolgere le loro funzioni nei Municipi.
Per ciò che riguarda la Ragioneria, infatti, la coltura di questi laureati è certamente perfetta: minore deve riconoscersi per la Ragioneria applicata alle Aziende Comunali; nulla per gli istituti urbanistici, i cui aspetti ed il cui modo di funzionare informano pure la natura dei controlli finanziari; e scarsa per la vastissima materia dei tributi locali, che pure rientrano direttamente nella partita finanziaria.

L’intima conoscenza dei fenomeni urbanistici ed un corso completo di Ragioneria Comunale che conosca di tutti indistintamente i servizi municipali, oltre ad un Corso completo sulle imposte e tasse locali, integreranno la coltura del Dottore in Scienze Commerciali ai fini di un pieno rendimento come Ragioniere Capo o Segretario del Reparto Finanze in un grande o medio Comune.

Gli Ingegneri Municipali costituiscono la categoria di Funzionari più difficile a reclutare e che dà la maggior percentuale di deserzione o di scarsi risultati nei concorsi, benchè le Amministrazioni offrano retribuzioni sempre più elevate.
Ciò dipende forse dal maggiore allettamento della libera professione e dall’impressione di una molteplicità ed eterogeneità di mansioni, sottoposte al vigile controllo ed al non sempre equanime giudizio del pubblico, che l’ufficio di Ingegnere Comunale comporta.
L’impressione risponde al vero: il tecnico è costretto spesso a burocratizzarsi e piegare il suo spirito di creazione a mille elementi politici, amministrativi, legali estranei all’arte sua, fra i quali egli si muove a disagio, senza una vera conoscenza talora di certi servizi che, dal piano regolatore alla raccolta delle spazzature, ha appena sfiorato nel Corso di Ingegneria Sanitaria della Scuola di Applicazione.

Lo studio sistematico dei fenomeni urbanistici, – dal processo storico di formazione e sviluppo delle Città alle esigenze tecnico-sanitarie moderne, – la perfetta conoscenza delle mansioni municipali -, dall’applicazione dei più recenti sistemi di pavimentazione e manutenzione stradale alla riforma degli impianti di fognatura, dagli esperimenti dei più moderni autoveicoli che sono entrati a far parte dell’attrezzatura di molti servizi, alla legislazione urbanistica che gli consenta di tener conto degli ostacoli legali da superare e delle provvidenze finanziarie da invocare nelle sue proposte – alletteranno maggiormente il laureato del Politecnico ad accettare le pubbliche funzioni che gli vengono offerte.

Lo stesso deve dirsi per gli Ufficiali Sanitari o Medici Capi degli Uffici d’Igiene, i quali, rinunciando ad una decorosissima professione libera per concorrere ad un posto d’impiegato, ritengono talora di dover abbandonare in qualche modo le loro migliori aspirazioni scientifiche.
Ciò non deve accadere. L’igienista dev’essere anzi il primo e più ascoltato consigliere di ogni provvedimento della pubblica Amministrazione che tocchi in qualche modo la popolazione, la sua casa, la sua scuola, i suoi alimenti.
Ma per essere all’altezza di questo importantissimo compito è bene ch’egli possa contare, non solo sugli studi igienico-sanitari compiuti, ma anche sulla conoscenza dei fatti urbanistici, – demografici ed edilizi -, penetrare nei più umili strati della popolazione, aver presenti tutti gli svariatissimi servizi cui il Comune provvede o farebbe cosa utile a provvedere.

Se per gli Ufficiali Sanitari dei piccoli Comuni bastano le nozioni che può dare in due mesi il Corso Pratico d’Igiene delle Università, un particolare studio demografico ed un completo studio edilizio occorrono indubbiamente a chi risponda della salute pubblica di un grande centro urbano.
Così armonizzati, e nel contempo specializzati, debbono intendersi gli studi severi di coloro che sono destinati, in qualità di amministratori o di funzionari, a reggere la cosa pubblica nei centri urbani, dove pulsa più rapida la vita collettiva, e più sono le glorie ed i pericoli.

IL PROGRAMMA

L’Istituto Francese, come abbiam visto, divide la materia in cinque Sezioni – Storica, Sociale, Amministrativa, Economica, Tecnica – tre delle quali, le mediane, rispondono ad un criterio scientifico astratto che lascia a ciascun docente ampia facoltà di trattazione e dà luogo a numerose interferenze.
L’Istituto italiano, pure operando nello stesso campo, ma perseguendo un diverso scopo, dovrà seguire anche un diverso criterio, che, senza nulla perdere dell’aspetto scientifico, riuscirà didatticamente più pratico. In luogo di dividere cioè cinque parti che si compenetrano, esso individuerà un maggior numero di discipline che si integrano, ma che conservano ciascuna caratteri ben definiti perchè hanno radice in fatti urbanistici diversi; ed alcune esporrà nel Corso Comune, altre attribuirà alla Sezione Tecnica od alla Sezione Amministrativa.

Il Corso Comune comprenderà, secondo la definizione data, lo sviluppo demografico ed edilizio ed il progresso dei pubblici servizi.
Dopo uno sguardo retrospettivo all‘Origine e sviluppo storico delle Città – corrispondente alla Sezione Storica Francese (Evolution des Villes) ottimamente presentata – si avrà la parte generale di un insegnamento che potrebbe chiamarsi «Costituzione della Città moderna» e che bisognerà dividere nelle due grandi branche: Demografia della Città moderna ed Edilizia della Città moderna.
Seguirà una trattazione dei Servizi Pubblici, con una parte di Distribuzione generale, ed una di Municipalizzazione che li mostrerà sotto l’aspetto della gestione comunale. Completerà la Sezione la «Legislazione Urbanistica», l’invisibile impalcatura legale-finanziaria sulla quale si innalzano le opere pubbliche.

La Sezione Tecnica sarà destinata a sviluppare per gli Ingegneri e gli Igienisti alcune materie già delibate nel Corso Comune, perfezionando l’«Edilizia della Città moderna» in una Tecnica dei piani regolatori, una Tecnica delle strade, ed una Tecnica degli acquedotti e fognature; e la «Distribuzione generale dei Servizi Pubblici» in due corsi sui Servizi di illuminazione e riscaldamento, Servizi di trasporti e diversi: in più aggiungerà un Corso di Igiene Urbana.

La Sezione Amministrativa soltanto della materia generale «Demografia della Città moderna» darà ai futuri Segretari e Ragionieri un acconcio sviluppo con un insegnamento più serrato di Demografia e Statistica; per tutto il resto entrerà in un campo nuovo con corsi di Diritto Comunale – la base giuridica della Sezione – di Amministrazione Municipale, a carattere pratico, di Finanza locale e di Ragioneria Comunale.

Di questi insegnamenti cercheremo di tracciare non il programma – che è riservato al docente – ma i contorni, avvertendo che quanto si scrive per il Comune va inteso anche per la Provincia.
I brevi richiami a materia trattate in altri Istituti Superiori o Facoltà Universitarie debbono intendersi a puro titolo di collegamento fra gli studi generali che in quelli si compiono e lo studio speciale urbanistico che sarà materia del nuovo Istituto.

Corso comune (1° anno)

Comprende in parte materie propedeutiche, in parte materia d’interesse comune a tutti gli allievi dell’Istituto: in modo che se per avventura qualche allievo dovesse abbandonare il Corso dopo il primo anno, porti egualmente con sè nozioni utili e ben definite.

1° – Origine e sviluppo storico delle Città – Il Corso è destinato a ben fissare le origini delle Città antiche e le forme e le cause del loro successivo sviluppo nei secoli, per dare agli allievi con l’esegesi del passato il presupposto necessario di ogni studio per l’avvenire.
L’origine delle Città sarà esposta, sia come teoria generale, sia come larga esemplificazione. Particolare riguardo si avrà alle condizioni geografiche, economiche, politiche, religiose, che influirono sulla formazione degli agglomerati urbani. L’età della pietra, l’età del bronzo, l’età del ferro costituiranno altrettante tappe della teoria delle origini.
Le Città dell’antico Egitto, le Città Assiro-Caldee, le Città Persiane, le Città Fenicie; indi le Città del mondo greco, poi le Città Etrusche, infine le origini di Roma, la su trasformazione dopo l’incendio neroniano, la Città imperiale seguita dalla decadenza saranno illustrate nei loro istituti urbani, nei loro tracciati, negli ordinamenti monumentali, piazze, templi, bagni, teatri, ed alla luce delle più illustri vicende storiche in cui nacquero e vissero.
Indi saranno le Città dell’epoca feudale, quelle dell’epoca comunale, con la interessante legislazione urbanistica degli Statuti Comunali e cogli elementi loro di maggior rilievo: Palazzi Comunali, borghi franchi, fortificazioni, mercati, chiese, monasteri.

Speciale attenzione sarà posta allo sviluppo delle gloriose Città marinare italiane.
Seguiranno il rinascimento italiano e le Città delle Signorie, i mutamenti nelle grandi vie di comunicazione in seguito alle grandi scoperte geografiche; la decadenza di alcune nostre Città marittime e la fortuna delle Città atlantiche e nordiche.
Infine la rivoluzione industriale in Inghilterra, coi conseguenti mutamenti sociali, l’avvento del capitalismo, l’inurbamento per l’esodo dalle campagne faranno giungere l’allievo sino alla Città moderna con la sua zona d’influenza economica e le sue caratteristiche. Sarà tratteggiato il nuovo sviluppo dell’arte urbanistica e si osserveranno i grandi centri odierni dei principali paesi civili e delle loro colonie.
Il corso sarà sussidiato da proiezioni e da saggi di ricerche archeologiche.

2° – La Demografia della Città Moderna in questa sua parte generale, premessi alcuni cenni sullo sviluppo della popolazione nel corso del tempo e sul fenomeno della distribuzione di essa sulla superficie della terra, prenderà in particolare esame il fenomeno dell’inurbamento e raffronterà gli ultimi censimenti delle principali Città italiane e straniere.
Indi si addentrerà nello studio della composizione della popolazione secondo le classi sociali, il sesso, l’età, lo stato civile, le professioni, le industrie, lo stato economico dei vari ceti ed il regime dei salari, con l’osservazione del bilancio famigliare, il grado e la distribuzione della coltura, della religione, della criminalità.
Esaminerà il movimento della popolazione (immigrazione ed emigrazione) collo studio delle provenienze, delle destinazioni e delle cause.
Un capitolo dell’insegnamento sarà dedicato allo stato sanitario della cittadinanza urbana, alle malattie più comuni ed alle malattie professionali.

3° – L’Edilizia della Città Moderna, pur essa trattata nella sua parte generale, inizierà il corso con uno sguardo alla varia configurazione e conformazione dell’abitato urbano a seconda dei vari tipi di Città (industriali, commerciali, portuali, agricole, stazioni di cura e balneari, centri di comunicazione, minerarie, artistiche, universitarie, piazzeforti, etc., con particolare riguardo alle Capitali di Stato).
Uno studio utile sarà quello della composizione e della funzione dei sobborghi e della loro riunione alla Città, oltrechè in linea amministrativa, in linea edilizia.
Si daranno le prime nozioni, scegliendole fra le più adatte ad un corso comune, sui piani regolatori, i piani di ampliamento, di abbellimento, di risanamento, di allineamento, come progetto della Città futura nei riguardi tecnici, estetici, igienici, economici; sulla tempestività della loro formazione, sulle norme generali da seguirsi per il loro orientamento ed il loro tracciato, e su quelle speciali richieste dal tipo economico della Città, dalla sua planimetria, dalla possibilità di un dato regime di mezzi di trasporto.

Si osserverà la Città divisa in centri antichi e nuovi, in quartieri, isolati, spazi verdi, grandi arterie, strade interne ed esterne, circonvallazioni, strade sulle alture, lungomari e lungofiumi.
Si prenderanno in esame le esigenze della viabilità.
Si darà largo sviluppo allo studio della politica dei terreni, alla formazione di demanii comunali per combattere l’alto costo delle aree fabbricabili, ed alla politica edilizia (case popolari, case economiche, premi di costruzioni, agevolazioni tributarie, etc.) con particolare svolgimento per le Città satelliti e le Città giardino, la loro ragione economica, la loro composizione, il loro funzionamento. Si daranno inoltre le regole della toponomastica e della numerazione delle case.

Un attento studio dovrà essere dedicato alla parte estetica ed alla parte storico-artistica da rispettare, particolarmente nelle Città italiane. Tracciati i còmpiti degli Uffici Municipali di Belle Arti rispetto all’edilizia e dati alcuni cenni sulla storia dell’Architettura, occorrerà trattare dei restauri di edifizi di interesse storico-artistico e dei piani regolatori delle zone monumentali, delle mura antiche, della protezione del paesaggio, degli esempi di soluzioni date a problemi artistico-edilizi.
Anche l’estetica generale della Città, quella particolare degli edifizi e dei monumenti e la selezione delle forme di pubblicità faranno parte di tale capitolo.

Quindi si passerà allo studio generale delle case e delle abitazioni, con nozioni preliminari sul costo dei terreni, dei materiali, della mano d’opera edile, sulle spese di manutenzione, le imposte e sovrimposte fabbricati, e raffrontando l’impiego di capitali in case con altre forme di impiego del denaro.
Infine sarà ampiamente svolto dallo studio della Circolazione, che si riconnette in parte alla viabilità, ma che dev’essere conosciuto nel Corso Comune poichè i funzionari preposti alla circolazione sono in genere quelli di Polizia, cioè dell’ordine amministrativo.
La disciplina della circolazione dei pedoni e delle diverse specie di veicoli in rapporto alle diverse categorie di strade, la direzione da tenersi dagli uni e dagli altri, il traffico nei crocicchi, gli organi di sorveglianza, i sistemi di segnalazioni visive (cartelli di direzione, di pericolo, semafori, fari e fanali) ed acustiche, i dispositivi anti sdrucciolevoli, i paraspruzzi, i paraurti, tutti i ritrovati e gli accorgimenti, insomma, per la scioltezza e la sicurezza della circolazione, con numerosi confronti fra le principali Città italiane ed estere, costituiranno un interessante e prezioso studio di uno dei più importanti aspetti della vita urbana.

4° – Il corso di Distribuzione generale dei servizi pubblici è destinato a dare all’allievo, a qualunque ordine di studi debba dedicarsi, il quadro completo della organizzazione sociale in un centro evoluto.
Esso avrà dunque tanti capitoli quanti sono i gruppi pubblici servizi di ogni specie – gestiti non solo dal Comune, ma anche dallo Stato, dalla Provincia, da Consorzi di Comuni od altri Enti Morali, o da imprese private – di cui si vale la cittadinanza nella sua vita quotidiana: e di ciascuno di essi esaminerà gli elementi, il funzionamento, il sistema di distribuzione, i progressi tecnici. – Si avrà riguardo alla necessità ed alle forme della graduale estensione dei pubblici servizi in armonia con la graduale estensione dell’abitato urbano.
Questa visione preliminare è assolutamente necessaria, e dovrebbe costituire un corso di gratuito insegnamento anche per il gran pubblico di una Città, il quale ignora quasi sempre dove rivolgersi, e in quali forme, quando un bisogno nuovo gli si presenta. Essa sarà più prontamente afferrata dagli studiosi, i quali, pure specializzandosi nell’uno o nell’altro ramo, sogliono spesso vivere come in un mondo a parte, mal conoscendo anch’essi ciò che si compie nelle altre branchie di attività umana, e quali siano tutte le possibili relazioni fra l’individuo e la collettività civilmente organizzata.

Il corso è poi propedeutico per quei servizi ai quali particolarmente l’alunno dovrà dedicarsi nel secondo anno, e che costituiranno la base della sua professione.
Esso potrà assumere come criterio espositivo il carattere dell’Ente che disimpegna il servizio, oppure la natura del servizio, da chiunque venga disimpegnato. Nel primo caso si avrà una più esatta visione delle attribuzioni rispettive del Comune, dello Stato, etc.; nel secondo si assimilerà meglio la concezione dei diversi ordini di bisogni civici e dei gruppi di servizi corrispondenti.
Nell’un caso e nell’altro per ogni servizio si dovranno dare nozioni sufficienti sulla ragione di esso, sul suo inquadramento nella vita cittadina, sulla genesi, sullo sviluppo, sul grado di perfezione raggiunto, sulla rete di distribuzione e sulla migliore scelta dei mezzi atti ad avvicinarlo al pubblico; nonchè sommarie statistiche di gestione, del costo per il pubblico e per l’Ente e della proporzione di tale costo nel bilancio del cittadino e in quello dello Stato; ciò che darà anche la misura della sua importanza, estensione ed utilizzazione da parte degli amministrati nel cui vantaggio è istituito.

Seguendo il primo sistema si comincierebbero ad esporre, per esempio, tutti i servizi burocratici del Comune, e specialmente quelli demografici che più interessano il pubblico (uffici certificati, anagrafe, elezioni, leva, stato civile, funzioni dell’ufficio di polizia municipale, uffici delle tasse comunali, uffici reclami, Commissioni di ricorso, etc.) per entrare poi nel campo scolastico (Scuole Elementari, Scuole Medie Pareggiate, etc.) in quello edilizio (domande di costruzione, permessi di abitazione, etc.) in quello annonario (latterie municipali, forni municipali, calmieri, etc.) e così via.
Seguendo invece il secondo sistema, e dovendo parlare ad esempio di un servizio annonario, poniamo quello della carne congelata, cui spesso i Comuni provvedono o sul quale per lo meno sorvegliano, si diranno brevemente le ragioni dell’importazione, com’è organizzato il commercio di questo alimento, qual’è il consumo che se ne fa altrove, quali sono i lontani mercati da cui proviene (Inghilterra, Australia, Nuova Zelanda, Canadà, Africa del Sud, Argentina, Brasile, Uruguay, Patagonia, Stati Uniti), le oscillazioni della produzione, le qualità più in uso (montone, agnello, bue congelato, bue refrigreato, vitello), come avviene il trasporto per mare, la distribuzione nei Comuni; si dirà dei frigoriferi, delle cautele sanitarie e della protezione del consumatore; se ne seguirà il prezzo, dall’acquisto in grandi partite oltre mare alla rivendita al minuto negli spacci.

Nel campo dell’organizzazione sociale parlando, ad esempio, del «Dopolavoro», si diranno le ragioni morali ed educative della istituzione, la sua origine, l’Ente che vi provvede, come sia diffuso in Italia, quali siano le forme ricreative ed istruttive più usate, a seconda delle varie regioni e dei vari gruppi di industrie e mestieri degli operai, come si possa risolvere la questione finanziaria, etc.
Ora, questo quadro non è, come si potrebbe credere, una nuda esegesi di funzioni degli Enti pubblici; ma costituisce il substrato necessario di ogni studio, di ogni iniziativa che nel campo urbanistico si debba intraprendere. Conoscere tutto ciò che già si fa, come ed in che proporzione si fa: conoscere le relazioni etniche ed economiche fra i vari servizi esistenti, vuol dire avere già in pugno il grandioso fenomeno della vita urbana, sentirne tutti i palpiti, saperne tutte le necessità.
Il corso dovrà perciò avere parte cospicua fra gl’insegnamenti del primo anno.

5° – La Municipalizzazione dei pubblici servizi è materia che sta fra la «Distribuzione generale» e la «Legislazione urbanistica», ma che per la sua importanza merita di essere trattata a parte.
il principio dell’intervento generale degli Enti pubblici, e specie del Comune, per ragioni igieniche, economiche e di sicurezza, nella produzione e distribuzione di taluni servizi industriali sarà largamente esposto, con le teorie positive e negative, con opportuni confronti di quanto si pratica all’estero, con l’esame comparativo dei vari sistemi: la concessione ad imprese con interessamento e controllo dell’Ente, e la gestione diretta, o in economia, o con Azienda speciale, in regime di monopolio o di concorrenza.
Si considereranno le imprese in cui di solito il Comune interviene o che direttamente si assume, e se ne diranno le ragioni: si esamineranno i bilanci delle principali Aziende Municipalizzate, si ricercheranno le cause della loro floridezza o della loro passività.
Infine si prenderà in esame la legislazione, e se ne trarrà occasione per trattare della opportunità dei «referendum», degli organi interni di siffatte Aziende, e della loro crescente autonomia.

6° – La Legislazione urbanistica potrebbe essere esposta anche man mano che, trattandosi dei vari servizi od iniziative di opere pubbliche, se ne presentasse l’occasione. Essa infatti non è codificata né facilmente reperibile, ma costituisce una serie di provvedimenti che lo Stato emana volta per volta e nelle sedi più diverse. Riteniamo però utile riunire tutte queste norme di carattere legale e finanziario in un’unica esposizione, perché dall’insieme, organicamente studiato, emergano più chiari ed istruttivi i concetti generali a cui si ispira l’intervento dello Stato nei fatti sociali, la misura e le forme di tale suo interessamento.
Qui però l’appellativo «urbanistico» è preso in un senso più ristretto: non fanno parte cioè di questo studio il diritto amministrativo, il diritto scolastico, il diritto sanitario e la municipalizzazione dei pubblici servizi, che vengono trattai altrove: il corso si riferirà soprattutto all’intervento dello Stato nella politica edilizia, economica e sociale.
Così la legge sui lavori pubblici, e particolarmente le norme sulla espropriazione, con la teoria della pubblica utilità, sui piani regolatori, e le relative servitù, sulle strade, sulle opere idrauliche, e certe leggi speciali, come quelle per i cerchioni delle ruote, per i corrispettivi tributari di alcuni servizi, ad esempio la manutenzione delle strade, il ritiro delle spazzature domestiche ed i contributi di miglioria per opere pubbliche.

Saranno pure ricordate le norme del Codice Civile relative alla proprietà, e specialmente alle servitù, legali e convenzionali.
Della legge comunale e provinciale si esamineranno le disposizioni per l’aggregazione alla Città dei piccoli Comuni contermini, e le relative conseguenze di ordine amministrativo e finanziario.
Speciale svolgimento avrà tutta la legislazione del lavoro.
Per le iniziative sociali incoraggiate dallo Stato, come le case popolari, le scuole, le strade, le opere igieniche, etc., si studieranno la forma dei sussidi o concorsi, per capitale o interessi, e gli Enti autorizzati a concedere mutui.
Si commenteranno le disposizioni vincolative sui prezzi dell’energia elettrica, del gas, dell’acqua.

Si daranno infine alcune norme generali, perché possano giovare anche ai Tecnici, sulla responsabilità civile nel disimpegno dei servizi da parte dei Comuni, sugli appalti e sulla contabilità della esecuzione dei lavori, sull’ordinamento, controllo e responsabilità delle spese; materie che saranno poi più largamente sviluppate nella Sezione Amministrativa.

Sezione Tecnica (2° anno)

1° – La Tecnica dei piani regolatori svolgerà i primi elementi impartiti nel Corso Comune e si addentrerà in una organica teoria generale dell’ordinamento edilizio urbano e delle sue forme e possibilità di sviluppo, anche in relazione alle cinture ferroviarie, alle cinte daziarie ed agli ostacoli naturali, come fiumi ed alture.
Tratterà della riforma dei vecchi quartieri per la soluzione dei problemi di viabilità, di estetica, di conservazione storica; della formazione dei nuovi, con l’ampiezza ed il tracciato delle strade ed i regolamenti edilizi per zone; dei rapporti fra la strada e la casa; fra la casa e il quadro urbano; fra la casa ed il paesaggio.
Si occuperà dell’ordinamento architettonico delle case; dei gruppi, delle serie, degli isolati, delle loro forme e dimensioni, e spingerà lo sguardo all’interno, cioè alla planimetria dell’abitazione, in relazione ai bisogni delle varie classi sociali.
Studierà la sistemazione ed i vari tipi di piazze, le zone a verde, viali, parchi e giardini.

Infine uno studio apposito e comparativo dedicherà al Regolamento edilizio ed ai suoi rapporti con i Regolamenti di Igiene, di Polizia, etc.
I piani regolatori antichi e nuovi delle principali Città italiane ed estere saranno razionalmente studiati.
Le esercitazioni pratiche su piante urbane faranno parte integrante dell’insegnamento.

2° – Tecnica delle strade. Una teoria generale delle strade formerà l’ossatura di questo insegnamento, che potrà dividersi in due parti: Costruzione e manutenzione.
Date le prime nozioni sulle mappe stradali, sulla classificazione e sulla natura degli spazi destinati al pubblico transito (strade ordinarie, vie, vicoli, corsi, viali, controviali alberati, marciapiedi, portici, salvagente, via di circonvallazione, piazze, larghi, gallerie, ponti, sottopassaggi, cavalcavia, etc.) e fatto riferimento alla teoria dei piani regolatori, potrà entrare senz’altro nella tecnica della costruzione secondo i vari sistemi, di cui si darà la ragione, e con opportune osservazioni sul terreno, sulle canalizzazioni sotterranee, sulle pendenze. Particolare riguardo si avrà ai sistemi di pavimentazione: (materiali rocciosi, materiale a base di bitume o catrame, mattonelle cementizie, materiali argillosi ottenuti per cottura, legno); ed al loro costo comparativo, alle loro carateristiche di resistenza e di durata.

Largo svolgimento sarà pure dato alla tecnica della manutenzione, specie in relazione alla influenza degli autoveicoli; e così al problema della scelta e dell’approvvigionamento del pietrisco.
Saranno studiate con somma cura le macchine stradali ed i loro perfezionamenti (compressori, riscaldatori, scaricatori, perforatrici; frantoi, essicatori, mescolatrici, betoniere; spartineve, sfangatrici, scopatrici, innaffiatrici, idranti, etc.) gli apparecchidi misura delle strade sperimentali e gli apparecchi di prova di laboratorio per i materiali.
Un esame speciale sarà portato sul problema stradale in Italia ed all’estero, sugli Istituti sperimentali degli Enti di propaganda e di turismo, sui risultati dei Congressi, sulle spese che gli Enti pubblici sostengono per la manutenzione di strade e la costruzione di nuove.

Si parlerà infine della funzione igienica, estetica ed educativa dei parchi e giardini; dell’arte del giardino, dei vari stili; delle varie essenze in relazione ai vari climi; delle piante esotiche; delle malattie delle piante; delle fontane, e giuochi d’acqua; dei giardini zoologici.

3° – La Tecnica delle Fognature e degli Acquedotti potrà, senza addentrarsi in genere nei particolari costruttivi già insegnati nelle R.Scuole di Ingegneria, essere svolta in un corso di lezioni, da tenersi preferibilmente da un Tecnico specializzato, nel quale si esporranno i criteri preparatori ed informativi dei progetti di risanamento della Città coll’esecuzione della fognatura e coll’impianto della distribuzione di acqua potabile; e ciò coll’appoggio di pratiche applicazioni.

Ad esempio, per le Fognature, l’esame critico delle condizioni del territorio e dell’aggregato urbano da canalizzare, con lo studio delle falde sotterranee; l’influenza delle condizioni fisiche, meteorologiche, demografiche; le possibilità tecniche del problema di raccolta delle acque pluviali e domestiche, dei sistemi unitari e dei sistemi saparati, della convogliatura, dello scarico, della utilizzazione, della depurazione, etc.; la scelta del tipo di canalizzazione più adatto alle condizioni locali, con riguardo al recapito finale delle acque; i criteri di scelta delle pioggie critiche, la valutazione della loro durata ed estensione; la scelta dei coefficienti di riduzione, applicabili alle diverse zone e subzone scolanti; la redazione del progetto costruttivo e la stima del preventivo. Indi la destinazione finale delle acque secondo i migliori canoni d’igiene e la convenienza economica; la condotta dei lavori, l’interferenza cogli altri servizi pubblici e colla viabilità; il programma esecutivo ed il finanziamento. Infine la legislazione italiana ed estera per la difesa delle acque dall’inquinamento e la regolamentazione locale.

Per gli Acquedotti, studiata la provenienza dell’acqua pluviale (sotterranea, superficiale, di fiume, di lago), e le generalità idrogeologiche della regione, le falde freatiche e le loro caratteristiche, si passerà alla provvista dell’acqua (per le pluviali sotterranee cisterne di raccolta, sorgenti, fontanili, drenaggi, pozzi per le prese a piccola profondità, pozzi artesiani, pozzi porfondi, gallerie filtranti, traverse o sbarramenti sommersi per prese profonde; per quelle superficiali, le derivazioni; per acque di fiume e di lago presa degli alvei con gallerie, pozzi filtranti, acquedotti, condotte forzate, impinguamento o ravvenamento di falde sotterranee, etc.); alla depurazione delle acque naturali scorrenti, ai sistemi di filtrazione (a sabbia, meccanica), e di sterilizzazione con processi chimici, fisici, elettrici; alla correzione ed aereazione, alla ozonizzazione, clorinazione, deferrizzazione, etc.

Indi si esamineranno gli impianti di deposito e di riserva, di sollevamento e distribuzione coi vari tipi di macchinari: pompe, turbine, contatori, rete di distribuzione, tuberie ed accessori, col confronto fra i vari materiali impiegabili; la loro posa in opera, i giunti, le derivazioni, gli idranti, le prese; le prove di tenuta e di perdita di carico; l’insabbiamento e le costruzioni di varia natura, le incrostazioni e gli effetti elettrolitici.
Infine si studierà la rete di distribuzione cogli impianti privati e pubblici, i serbatoi piezometrici, il fabbisogno qualitativo e quantitativo per gli abitanti e per i pubblici servizi, con cenno degli acquedotti marini per innaffiamento; i controlli tecnici ed igienici, le ricerche sperimentali; la protezione delle falde sotterranee e delle acque scorrenti, l’istruzione dei progetti di alimentazione idrica, l’illustrazione dei più recenti e dei migliori impianti eseguiti in Italia e all’estero.

4° – Igiene Urbana. Nel programma dell’Istitut d’Urbanisme di Parigi non v’ha una vera trattazione sistematica e distinta della parte igienico-sanitaria; ma nei riguardi igienici si parla ogni volta se ne presenta l’occasione.
Ora, è vero che il punto di vista della salute pubblica non è per sua natura facilmente scindibile dal carattere tecnico e sociale di quasi tutte le opere e gli istituti, che ne sono per così dire permeati; ma questo spezzettamento della materia porta spesso, purtroppo, a far tenere in minor considerazione l’interesse igienico in ogni iniziativa; e noi riteniamo che ogni sforzo debba compiersi perchè esso conservi invece e sempre più si assicuri quella parte predominante che socialmente gli spetta, sì da non ripetere i gravi errori del passato.

Dallo stato igienico-sanitario della popolazione dipendono in gran parte il suo benessere ed il suo avvenire, ed in uno studio urbanistico la materia dev’essere organicamente trattata.
Un tale insegnamento, inquadrato in un tale Istituto, ci sembra tanto più utile sotto un duplice aspetto: 1.° perché pone a diretto contatto i futuri Ufficiali Sanitari e Medici Provinciali coi gravi problemi che i grandi agglomerati presentano, ed accompagnando lo studio dell’igiene urbana a quello di tutti i fenomeni urbanistici, fra loro intimamente collegati, mette in maggior rilievo le responsabilità e le funzioni del civico igienista; 2.° perché, per converso, abilita i Costruttori all’apprezzamento preciso dell’interesse igienico e dei mezzi da adottarsi perchè esso, senza grave scapito economico, venga sempre salvaguardato.

È appunto l’inquadramento fra tutte le altre materie di studio dell’Istituto che valorizza questo corso d’igiene e lo distingue, da una parte del Corso d’Igiene pratica presso la Facoltà di Medicina, dall’altra dal Corso di Ingegneria Sanitaria presso i Politecnici. Qui l’una e l’altra disciplina vengono organicamente fuse ed armonizzate a fini schiettamente urbanistici.
Il Corso potrebbe, a nostro avviso, essere razionalmente diviso in tre parti: Igiene edilizia – Igiene Demografica – Igiene Annonaria.
Per l’Igiene Edilizia, dopo opportuni riferimenti all’«Edilizia della Città Moderna», già abbozzata nel primo anno, si potrebbero studiare l’influenza degeneratrice delle Città e le su cause: (vita febbrile, rumori, polvere, fumo, scale, minore genuinità degli alimenti, etc.), le forme e le conseguenze dell’addensamento della popolazione, il risanamento di quartieri, la copertura dei canali e fosse interne, l’allontanamento di risaie, l’esecuzione degli impianti di fognatura ed il miglioramento delle acque potabili, le zone a verde; le condizioni di salubrità dell’officina, della scuola, dell’abitazione, con riguardo alla positura, alle parti sotterranee ed aeree, alla planimetria, ai criteri di distribuzione degli spazi liberi, alla ventilazione, alla luce, al numero delle aperture; la pulizia delle strade dalla polvere e dalla spazzatura.
Si dovrà dare anche ragione della facoltà di provvedimenti d’urgenza in materia d’igiene autorizzati dall’art.153 della Legge Comunale e Provinciale e dalla giurisprudenza relativa.

Per l’Igiene Demografica – intesa nel senso più ristretto, poichè a rigore tutta l’azione igienica è rivolta in favore della popolazione – si intenderebbe la lotta contro tutte le malattie sociali che l’agglomerato urbano può favorire: dalla tubercolosi alle malattie veneree, all’alcoolismo, coi relativi istituti di prevenzione, di cura, i dispensari, il servizio delle vaccinazioni e quello delle disinfezioni. Rientrano in questa materia altri ausilii che il Comune offre ai cittadini, come i pubblici lavatoi, i bagni, le misure di polizia sanitaria contro le industrie insalubri, gli odori nocivi ed i rumori molesti. Vi rientra pure tutto quanto riguarda l’educazione fisica, la creazione di campi sportivi, di palestre, l’incoraggiamento alle Società escursioniste; nonchè la vigilanza sull’applicazione severa di tutta quella parte della legislazione del lavoro che riguarda appunto l’igiene.

Anche la vigilanza sulle condizioni sanitarie del bestiame, la polizia mortuaria e quella cimiteriale hanno largo posto in questa trattazione.
Infine è da notarsi l’importanza in questo campo dell’indagine statistica, presupposto necessario di tutti gli studi in materia.
L’Igiene Annonaria prende in considerazione gli alimenti posti in commercio, ne sorveglia l’origine, la lavorazione, la conservazione, la vendita; studia la migliore organizzazione igienica dei mercati, quella dei macelli, analizza le sostanze sospette nei Laboratori Chimici e Batteriologici.
Il Regolamento locale d’Igiene, in relazione con quelli Edilizio e di Polizia, offre pure materia interessante di studio.
Il Corso d’Igiene avrà da ultimo un capitolo sull’ordinamento sanitario e sul Diritto sanitario; sugli Istituti sanitari; sulle condotte sanitarie, e sugli Uffici Municipali d’Igiene.

5° – Illuminazione e riscaldamento.

Questi servizi daranno luogo, dopo un cenno di storia retrospettiva, ad un corso di lezioni che, meglio sviluppando le nozioni già impartite nel Corso Comune («Distribuzione generale dei servizi pubblici») e presupponendo già la conoscenza dell’elettrotecnica e della termotecnica, introdurranno gli allievi nella vita delle officine e daranno loro conto preciso delle derivazioni, degli impianti, delle successive fasi di lavorazione, della potenzialità luminosa e calorica dei prodotti, delle condotte di distribuzione, delle cautele da osservarsi nell’esercizio per evitare pericoli od interruzioni.
Oltre all’organizzazione tecnica, sarà quella amministrativa che dovrà avere largo svolgimento: i Regolamenti per la fornitura, l’acquisto ed il costo delle materie prime, l’esame dei dati di gestione e i diagrammi dei risultati d’esercizio delle principali Aziende del genere.
Questo Corso ed il successivo della Sezione, utilissimi agli Ingegneri Municipali, potranno invece essere trascurati dagli Ufficiali Sanitari, i quali potranno invece seguire nella Sezione Amministrativa l’altra parte del corso di Diritto Sanitario.

6° – Trasporti e servizi diversi.

La materia dei trasporti è, si può dire, in continua evoluzione, ed occorre che l’Ingegnere Municipale si tenga perfettamente al corrente per profittare di tutti i ritrovati e gli innovamenti che man mano vengono sperimentandosi nelle Città italiane e dell’estero.
Il servizio delle comunicazioni è, in un centro urbano, di estrema importanza. La scelta del tipo di veicolo pubblico, dei sistemi di trazione e dei loro perfezionamenti, delle linee da percorrersi, con attento riguardo alla viabilità, alle zone da attraversare, alle pendenze, al futuro sviluppo della rete in armonia collo sviluppo edilizio cittadino; i depositi, le officine di riparazione, il servizio sulle vetture, gli orari, i prezzi e le combinazioni delle corse, i costi di gestione, gli ammortamenti e le rinnovazioni degli impianti, il trattamento del personale costituiscono un largo campo di applicazione che dev’essere conosciuto anche da coloro – Ingegneri Municipali ed Amministratori del Comune – che non si dedichino direttamente alla direzione di tali servizi.

Servizi diversi. Sotto questo titolo si può raggruppare una serie di servizi la cui trattazione non richiede per ciascuno un corso a parte, ma che non hanno minore importanza per la vita cittadina.
Caratteristico è il Servizio di estinzione degli incendi, del più alto interesse per la sicurezza degli abitati e delle persone, il quale richiede una vera specializzazione nei Comandi dei Corpi ed una sufficiente conoscenza negli Amministratori.
La costituzione dei Corpi Pompieri, il reclutamento del personale, il suo accasermamento, le sue esercitazioni, il sistema di segnalazione degli incendi, tutta la vasta materia di esame che offre una perfetta attrezzatura, dagli indumenti di difesa personale dei militi al materiale delle pompe, ai sistemi di traino, alle scale, alla distribuzione delle bocche di presa e degli idranti, sono altrettanti capitoli di questo studio, che troverà per fortuna nelle perfezionate organizzazioni pompieristiche delle principali Città italiane largo campo di utili osservazioni.
I servizi stradali di spazzatura, di innaffiamento, e di sgombro neve furono già accennati in altri corsi di questa Sezione Tecnica: qui tuttavia si potrebbe completarne l’esame con più ampie notizie sulla organizzazione tecnico-economica.
Così i servizi dei trasporti funebri, la cui organizzazione meriterebbe qui un particolare esame.
Altro servizio caratteristico, e quasi sempre esercito dai Comuni, di cui si può utilmente trattare in questo corso, è quello delle Pubbliche affissioni, a carattere del tutto industriale, ma nel quale entra l’interesse pubblico dal punto di vista dell’estetica cittadina.

Sezione amministrativa (2° anno)

Per consideri dominio dell’urbanesimo soprattutto il campo tecnico-economico-sociale, la Sezione amministrativa può rappresentare quegli «Alti Studi Municipali» che forniscono il secondo appellativo al nostro Istituto.
Ma noi abbiamo inteso, piuttosto che dividere la materia in due parti, dare con un secondo titolo una più lata concezione delle funzioni dell’Istituto.
L’ossatura della Sezione sarà costituita da un corso organico ed esauriente di

1° – Diritto Comunale

Dopo un richiamo al Diritto Costituzionale ed a quello Amministrativo generale, si tratterà dell’organizzazione amministrativa nelle varie epoche storiche, del Comune-Stato, del regime comunale nei vari Stati italiani all’epoca della formazione del regno: della figura giuridica del Comune nella prima Legge comunale e provinciale: della sua posizione rispetto allo Stato e fra gli altri enti autarchici locali; si daranno i concetti di autonomia ed autarchia.
Una breve trattazione dei regimi comunali stranieri e dei regimi speciali di alcune Città estere servirà a meglio individuare la posizione giuridica dei Comuni nostri.
Di qua lo svolgimento del programma potrà continuare in due modi: o con un sistematico commento della Legge comunale e provinciale, integrato dal riferimento alle altre numerose leggi interessanti il Comune man mano che gli articoli ne offrano l’occasione, oppure con una trattazione indipendente degli Istituti di Diritto Comunale.
In quest’ultimo caso, premesso l’esame dei tre elementi costitutivi del Comune (territorio, popolazione, norma giuridica) l’ordine razionale da seguire ci sembrerebbe questo:
1°) Gli Organi del Comune: ordinari (Consiglio, Giunta, Sindaco, Funzionari, attribuzioni rispettive, responsabilità degli amministratori, concetto di pubblico funzionario, il Sindaco quale Ufficiale del Governo, etc.) e straordinari o speciali (Commissario Prefettizio, Regio, Governatore, Rettori o Consultori, Podestà e Consulta, ragioni della loro esistenza, attribuzioni); sistema di elezioni o di nomina, loro modo di funzionare, forma ed effetti dei loro provvedimenti.
2°) Le funzioni del Comune, con la divisione dei poteri pubblici fra lo Stato, la Provincia, il Comune; ed il potere regolamentare locale; i servizi delegati al Comune dallo Stato, i servizi obbligatori propri del Comune, quelli facoltativi, i Consorzi di Comuni o fra Comuni ed altri Enti pubblici per il disimpegno di determinati servizi.
3°) I controlli sul Comune: la vigilanza governativa, la tutela; gli organi di questa ingerenza, la classificazione dei Comuni agli effetti di essa; l’ispettorato amministrativo, i ricorsi gerarchici, l’azione popolare.
La Giustizia Amministrativa: sua evoluzione storica, prima e dopo la formazione del Regno, le attribuzioni della G.P.A. e del Consiglio di Stato, divisione e conflitti fra competenza amministrativa e competenza giudiziaria, rappresentanza del Comune in giudizio.
Dovrebbe seguire la trattazione di alcuni fra i principali gruppi legislativi che interessano davvicino il Comune: per esempio il Diritto Sanitario in quanto attiene al personale – Medici condotti, Ufficiali Sanitari, Ostetriche, Veterinari, Vigili Sanitari, etc. – ai Regolamenti d’Igiene, ed a tutto ciò che non è strettamente materia scientifica, riservata al Corso d’Igiene Urbana della Sezione Tecnica; il
Diritto Scolastico, specialmente in riguardo all’ordinamento degli studi, al personale, agli obblighi dei Comuni, escluso solo quanto viene trattato nel Corso d’Igiene Urbana circa i fabbricati e locali scolastici; il
Diritto di Polizia, con la nozione della divisione dei poteri di polizia fra Stato e Comuni in Italia ed all’estero, dei regimi speciali (Roma, Parigi) della conduzione giuridica dei Corpi armati municipali, e lo studio della Legge di Pubblica Sicurezza, della materia e dei limiti dei Regolamenti di Polizia locale, delle funzioni degli Agenti, del diritto di contravvenzione, ed il
Diritto di Beneficienza, con l’esposizione ed il commento della Legge organica sulle Opere Pie e di tutte le altre norme legislative che alla pubblica beneficienza si connettono.
Si tratterà da ultimo degli organi e funzioni della Provincia, determinando le principali differenze del suo ordinamento da quello del Comune.
A questo Corso di natura del tutto giuridica e teorica ne seguirà uno essenzialmente pratico: quello di

2° – Amministrazione Municipale, destinato a rappresentare quella che è la vita di ogni giorno dell’Azienda Comunale, quali sono i congegni della grande macchina che presiede alla dinamica urbana.
La prima parte potrà essere dedicata all’Ordinamento interno degli Uffici Comunali, alle loro attribuzioni e rapporti reciproci.
Si esporranno i diversi criteri di ripartizione, a seconda dell’importanza dei Comuni, in Reparti, Divisioni, Sezioni, Uffici, Servizi; si dirà dell’Amministrazione Generale (Segreteria Generale, sistemi di rilievo della legislazione e giurisprudenza interessante i Comuni, Ufficio Stampa, Gabinetto, Ufficio Protocollo, Archivio corrente e di deposito, Archivistica, Copisteria e Spedizione, Ufficio Appalti e Contratti, Ufficio Contenzioso, Ufficio Studi, Ufficio Personale, Ufficio Statistica, Bollettini o Riviste Municipali); degli Uffici Finanziari (Ragioneria Generale, Contabilità, apparecchi automatici di conteggio, Economato, Controllo, Cassa, Tesoreria, Esattoria, Uffici Imposte, schedario del Contribuente, Ufficio Tasse, Azienda Daziaria, suo ordinamento); degli Uffici Demografici (Stato Civile, Uffici centrali, periferici o distaccati in frazioni; Archivio dello Stato Civile, Ufficio Traduzioni, Anagrafe, sistemi di schedari, Elezioni, schedario elettorale, Leva, Ufficio certificati, Ufficio Polizia, Ufficio del Lavoro, Ufficio di Previdenza ed Assistenza Sociale); degli Uffici Tecnici (Ufficio Progetti, Ufficio Architettura, Ufficio del Piano Regolatore, Ufficio Strade, Ufficio Catasto, Ufficio Mano d’opera, Servizio Nettezza Urbana, Servizio Pompieri); degli Uffici Sanitari (Ufficio d’Igiene, Laboratori Chimici e batteriologici, Servizio delle condotte mediche e ostetriche, delle condotte veterinarie, Mattatoio); e di quelli Scolastici (Asili d’infanzia, Scuole Primarie, Scuole Medie, Scuole Professionali, Istituti Superiori, Scuole Speciali, Biblioteche, Pinacoteche, Musei, Ufficio Belle Arti, etc.).
Una seconda parte potrà vertire sul Funzionamento pratico dell’Amministrazione Municipale; e cioè conoscere delle forme di intervento e rappresentanza del Comune nelle pubbliche cerimonie, dell’ordine delle precedenze, dei rapporti in genere con le altre autorità civili, politiche, militari, religiose; trattare dei contatti diretti con la cittadinanza a mezzo di discorsi, di manifesti, di comunicati; fissare la graduazione gerarchica della competenza direttiva fra il Sindaco, l’Assessore, il Segretario Generale, il Capo-servizio; accennare alle funzioni delle Commissioni Consultive, obbligatorie o facoltative; osservare l’inizio, l’istruttoria, l’esito delle pratiche e dei provvedimenti, e terminare con un esame comparativo delle norme di servizio interno nei più recenti Regolamenti Municipale.
Terza parte potrebbe essere lo studio del Personale: in cui dopo opportuni richiami alla teoria generale del pubblico impiego, alla teoria della responsabilità, al giuramento ed alla nuova concezione del Funzionario Comunale, si esaminassero i vari sistemi di reclutamento, i criteri di determinamento dell’età e dei titoli di ammissione a seconda delle funzioni; i diritti e doveri generali, l’orario di lavoro e le licenze annuali, il sistema dei congedi ed aspettative per malattie, le sanzioni disciplinari.
Quindi si passerebbe alla parte economica, con la trattazione del sistema di stipendi e salari, anche in relazione con quelli dei Funzionari di Stato, degli impiegati ed operai privati, e coi guadagni medi dei professionisti o degli artigiani. Si avrebbe riguardo alla linea ascensionale degli stipendi secondo ragioni morali e sociali: si esaminerebbe la possibilità di introdurre alcuni sistemi industriali nel trattamento del personale. Seguirebbe la trattazione delle indennità ed assegni accessori, da quelli di caro-viveri, coi diversi criteri di distribuzione, a quelli di residenza costosa e disagiata. Si direbbe dei vari sistemi di pensione, confrontandoli col sistema assicurativo.
Infine si dedicherebbe una parte del corso all’opera di elevazione morale dei funzionari ed ai suoi effetti sul funzionamento dei servizi, ai compiti delle Associazioni di classe, delle Associazioni di coltura, ai corsi interni di coltura generale e speciale, all’interessamento del Comune per la vita economica e morale dei suoi Funzionari, come nelle Case per gli Impiegati, nelle borse di studio, premi, etc.

3° – Il corso di Finanza locale bene può iniziarsi con la teoria dei rapporti fra imposte di Stato e imposte locali, l’esame dei vari sistemi (autonomo, addizionale, misto), la questione della duplicità di accertamento, le varie categorie di reddito su cui può incidere l’imposta, il principio della controprestazione, la pressione delle imposte coi suoi effetti economici e sociali e cenni comparativi sulla legislazione straniera.
Dopo un richiamo ai vigenti tributi di Stato in Italia (diretti e indiretti, personali e prediali), al catasto, agli organi di accertamento, alla polizia tributaria, il corso potrà entrare nel vivo della finanza locale, trattando delle esigenze finanziarie dei Comuni e delle Provincie, dell’aumento delle spese e relative cause, della insufficienza in genere delle entrate patrimoniali, e dei tributi come espressione di civica solidarietà nel provvedere ai bisogni collettivi.
Si farà la storia della legislazione tributaria dal 1865 ad oggi, dei progetti Sonnino, Maiorana, Rava, etc., del nuovo ordinamento Meda-Tedesco-Soleri, delle recentissime provvidenze Volpi, tracciando un quadro completo dell’assetto attuale, con l’esame critico di ogni singolo tributo e delle sue caratteristiche. Si esaminerà in particolar modo la questione delle cinte daziarie. Si darà uno sguardo generale al gettito dei tributi comunali nelle più grandi Città italiane alla luce delle ultime notizie statistiche ed ai criteri di scelta da esse seguiti, laddove questa è possibile.
Una congrua trattazione avrà la legge sulla riscossione delle imposte dirette.
Non saranno trascurate le altre entrare dei Comuni e delle Provincie, le nozioni legali-finanziarie sull’amministrazione del patrimonio, sugli usi civici, sulle differenze fra demanio pubblico e demanio fiscale, sugli acquisti e le vendite, sulla procedura degli incanti, sui contratti; sui vari sistemi di mutui, interni, esteri, per obbligazioni, ipotecari, cambiari, per delegazioni sulle entrate.

4° – Il Corso di Ragioneria Comunale, premesse le necessarie nozioni sulla Contabilità di Stato, esaminerà gli organi contabili e di controllo dei Comuni: la Ragioneria Generale, l’Ufficio Contabilità, l’Economato, la Tesoreria, l’Esattoria, le loro funzioni ed attribuzioni, e la loro responsabilità legale, di cui darà la classificazione.
Studierà la tecnica del bilancio, le proposte di riforma al modello ufficiale, i vari sistemi di contabilità comunale, i Conti consuntivi – finanziario, economico, patrimoniale – del Comune e delle sue Aziende.
Si occuperà delle varie tabelle delle Casse, Pensioni, interne o Nazionali della contabilità dei concorsi governativi, con la correlazione fra le scritture comunali e quelle ministeriali, i prospetti scolastici, etc.

5° – Il corso di Demografia e Statistica sarà anzitutto, in una prima parte, uno sviluppo dell’insegnamento «Demografia della Città Moderna» del primo anno, con prevalenza alle esercitazioni tecniche e pratiche, alle discussioni libere, alla preparazione di questionari, alla risoluzione di problemi.
Si tratterà in particolare del movimento della popolazione, naturale (natalità, mortalità) e sociale (immigrazione, emigrazione). Si studierà la Città nelle sue diverse zone sotto l’aspetto dell’addensamento e quello dell’inurbamento.
Si esporranno poi le linee generali del metodo statistico, la tecnica dei censimenti, i metodi di rilevazione e soprattutto i procedimenti tecnici della elaborazione ed esposizione dei dati, con particolare riguardo alle rappresentazioni grafiche e solide (diagrammi, stereogrammi). Si daranno notizie e possibilmente si faranno visite ai migliori Uffici Municipali di Statistica del Regno.
In una seconda parte si avrà l’esposizione delle funzioni ed attribuzioni dei vari Uffici demografici del Comune (Stato Civile, Anagrafe, Elezioni, Leva, Polizia, Lavoro) e della legislazione relativa, con particolare esame dell’Ordinamento dello Stato Civile.

Ordinamento della Scuola

L’Istituto per la parte didattica apparterrà alla categoria degli Istituti Superiori Liberi, di cui al Titolo IV del R.D. 30 Settembre 1923, N.2102, uniformando ad esso il proprio ordinamento; e ciò sino a che, scaduto il quinquennio di cui al recente Decreto, non sia possibile aggregarlo all’Università della Città di sede.
Questa, per il carattere e gli scopi stessi dell’Istituto, non potrà essere che una delle Città italiane fornite insieme della Facoltà di Giurisprudenza o R.Istituto Superiore di Scienze Sociali o Politiche, della Facoltà di Medicina, di una Scuola di Ingegneria e di una Università Commerciale o R.Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali.

Saranno ammessi all’Iscrizione come allievi i laureati o gli iscritti agli ultimi due anni di corso delle Facoltà ed Istituti Superiori summenzionati.
Eccezionalmente saranno ammessi come Allievi i Segretari Comunali, i Ragionieri ed i Geometri già occupanti posti direttivi in Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti, o nelle Provincie.
Saranno ammessi come Uditori i diplomati nelle Scuole Secondarie del Regno.
Per gli Allievi ed Uditori di nazionalità straniera si avrà riguardo alla parità dei titoli di studio richiesti.
I Docenti dei corsi ufficiali potranno essere scelti fra i Professori di Università e di Istituti Superiori, come fra gli alti Funzionari dei Comuni illustratisi per i loro studi nel campo delle discipline urbanistiche.
Vi saranno poi dei Corsi liberi su materie speciali che rientrino nel campo d’insegnamento dell’Istituto.

Infine l’Istituto provvederà ogni anno ad una serie di conferenze – il cui numero ed il cui tema verrà anno per anno stabilito – su argomenti di maggior interesse ed attualità, scegliendo i Conferenzieri fra gli urbanisti di maggior fama in tutto il Regno, ed anche fra gli urbanisti stranieri.
Ognuna delle due Sezioni sarà retta da un Direttore, scelto fra gli Insegnanti ed alla dipendenza del Presidente dell’Istituto, il quale dirigerà pure il Corso Comune.
L’orario di insegnamento della Sezione Tecnica sarà studiato in modo da conciliarlo il più possibile con quelli della R.Scuola di Ingegneria e della Facoltà di Medicina, per renderne possibile la frequenza ai laureandi Ingegneri e Medici; analogamente quello della Sezione Amministrativa in relazione alla Facoltà di Legge ed all’Istituto Superiore di Scienze Commerciali.
Per la stessa ragione la Scuola si gioverà della Raccolta, del Laboratorio, e della Biblioteca di cui s’è detto in altro capitolo.

da: Proposta di creazione di un Istituto Italiano di Urbanesimo e di Alti Studi Municipali, Congresso Internazionale dell’Urbanesimo, Torino 28 maggio 1926, IV Tema, S.A.V.I.T. Società Anonima Vercellese Industria Tipografica, MCMXXVI
Immagine di copertina: i convenuti alla sessione 1924 della International Federation for Housing and Town Planning, 1924, da Renzo Riboldazzi
, Un’ altra modernità. L’Ifhtp e la cultura urbanistica tra le due guerre 1923-1939

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