Utopie urbane, successi e disastri annunciati

Gli spazi ideali hanno in genere un difetto di metodo piuttosto vistoso, nell’essere concepiti idealmente per qualcosa di altrettanto ideale, ovvero società, comportamenti, contesto generale (geografico, ambientale, economico …) del tutto ipotetici, auspicabili, a volte se non spesso da ottenersi proprio grazie agli effetti corroboranti di quel medesimo spazio. Cosa del tutto fattibile finché l’utopia…

Un progetto per la «utopia urbana» di Christiania (1991)

Cari Amici! Il Piano Verde di Christiania è pronto! Una breve introduzione: Prima un po’ di storia Il «blocco dei residenti» è stato introdotto nel 1987 fra le poche regole di Christiania. Prima di tutto e principalmente, consideravamo ragionevole preservare e mostrare rispetto per quanto rimane delle rive storiche di Copenaghen, e per il tipo…

Il Metrobosco della Steppa

Cos’è una città ideale? Quella che vuol realizzare un ideale, risposta ovvia e facile, ma la vera questione nasce quando ci si domanda che genere di ideale, esattamente, e se perseguirlo attraverso una logica di piano o di progetto. Non è affatto una questione secondaria di lana caprina, puro dettaglio per geometri o assessori ideali,…

La galera della città ideale

Esiste una forma di autoesilio ed espiazione dagli errori collettivi altrimenti irrimediabili poco nota in quanto tale, ed è l’utopia, letteralmente il luogo che non esiste. Un eufemismo, questo «poco nota in quanto tale», perché i fondatori delle nuove comunità stili relazioni, in genere hanno sempre l’aura poetica ed eroica dei visionari rivoluzionari, non certo…

Dall’Ideale alla Città c’è di mezzo l’Ego

Che fa un colonizzatore o occupante militare che dir si voglia, appena posato il piede sul suolo d’oltremare? Come ci raccontano miriadi di quadri in ogni stile possibile e immaginabile, salta a terra (dalla scialuppa o dalla scaletta del modulo spaziale che dir si voglia) e ancora tra schizzi di spuma o polvere planetaria pianta…

La sindrome del pignolo territoriale

Lo schema narrativo della saga dei Flintstones lo conosciamo tutti: ci sono un capofamiglia, una moglie e figli, una casa in un quartiere, con relativi vicini e conoscenti, la vita col suo tran tran va avanti fra incontri, faccende quotidiane, piccoli intoppi, avvenimenti un po’ surreali a rompere la monotonia, eccetera. C’è poi quel piccolissimo…

Roadtown: la città dei flussi (1910)

Come era logico aspettarsi, la nostra civiltà che si sviluppa in modo sconnesso significa un certo modo di organizzarsi della popolazione sulla faccia della terra. All’inizio c’erano dei selvaggi che vagavano per pianure e foreste alla ricerca di cibo. Con la civiltà, l’industria, la cooperazione sociale, gli uomini hanno imparato il vantaggio di raccogliersi dentro…

Antidoti casalinghi all’utopia neofascista incombente

La Lega Nord si avvia a diventare partito nazionale, e in tutto il mondo, grazie alla rete e a certa oggettiva smaterializzazione dei processi, altre formazioni ideologiche reazionarie si danno statura politica e mirano a occupare territorio e istituzioni in modo assai più pervasivo di prima. Il che pone per chi si occupa a vario…

Il sogno della città ideale (1897)

Amo immaginare la Nuova Città, la città sul Pacifico che sorge sulla sponda della baia di Topolobampo, a Sinaloa, ai margini del Golfo di California nel Messico nord-occidentale. Amo immaginare i cittadini associarsi per questa vitale impresa in un solo grande soggetto attraverso cui costruiscono, da sé e per sé stessi, la più magnifica bella…

Nascita della Città Giardino (1913)

Le associazioni di villaggio Erano particolarmente attive all’inizio del XIX secolo le società edificatrici, che realizzarono parecchi piccoli quartieri. Ci si impegnava anche per allargare il campo, e nel settembre del 1845 l’architetto londinese Moffatt propose una associazione con lo scopo di realizzare dei villaggi entro un raggio di dieci.quindici chilometri dalla metropoli. Il piano…