Vacanze a Milano (1825)

Arrivo a Milano
È bene che il forestiero si provveda, prima della partenza, dell’indicazione di un albergo, oppure dell’indirizzo del luogo ove intenda sistemarsi al proprio arrivo; basta che lo comunichi al postiglione, e questi lo condurrà ov’egli desidera. Dovesse invece giungere a Milano con la diligenza, al proprio arrivo troverà all’interno dell’ufficio qualcuno che si offrirà di condurlo a destinazione, o che potrà se necessario suggerirgli una sistemazione più adeguata.

Passaporti
Atto di polizia indispensabile per mettersi in viaggio in regola ed in tutta tranquillità. I gendarmi hanno il diritto di richiedere ai viaggiatori l’esibizione del passaporto sia in istrada che in abergo. Non appena si giunge alle porte della città, un funzionario di polizia ritira al viaggiatore il passaporto e glie ne rilascia una ricevuta; si è tenuti a render noto il luogo ove ci si appresta ad alloggiare. Di lì a tre giorni il forestiero deve presentarsi al Comando di Polizia: gli viene consegnata una carta di sicurezza da utilizzare per tutta quanta la durata del proprio soggiorno in città. Al momento della partenza occorre presentarsi di nuovo alla Polizia per far vistare il passaporto, e quindi recarsi dal console dello Stato che ci si accinge ad attraversare sulla via del ritorno.

Sistemazione
Il costo delle sistemazioni negli alberghi non è punto determinato; dipende dalla comodità e dalla bellezza dell’ubicazione, dalla qualità e quantità delle camere, dal lusso del mobilio e financo dalla popolarità di cui l’albergo medesimo gode. Nei quartieri meno frequentati si possono nondimeno trovare, a prezzi ragionevoli, alberghi e locande assai confortevoli. Se il soggiorno a Milano si appresta ad essere di lunga durata, c’è modo di sistemarsi in maniera più economica; è infatti abbastanza facile trovare, anche nei quartieri più belli della città, delle case private con appartamenti già ammobiliati. Si può anche affittare un appartamento vuoto e poi ammobiliarlo, ché si trovano facilmente mobili a noleggio.

Domestici
Il forestiero che alloggia in albergo avrà a propria disposizione i domestici che sono a servizio nell’albergo medesimo. Se invece dimora in un appartamento privato e non ha alcuno cui rivolgersi, può chiedere aiuto al padrone di casa per procurarsi un domestico dell’uno o dell’altro sesso. C’è anche un ufficio preposto al collocamento dei domestici. Qualora si intenda invece fare a meno della servitù, si possono ottenere dal domestico della casa i piccoli servigi d’uso; è una cosa, questa, che i padroni solitamente accordano. Anche i portieri possono riuscire utili per sbrigare alcune commissioni.

osteria_naviglio

Foto F. Bottini

Desinare, ristoranti, trattorie
Il forestiero può, se vuole, desinare nell’albergo in cui alloggia, oppure recarsi al ristorante o in trattoria; qualora provveda da solo alla gestione della casa, può chiedere di farsi servire i pasti a domicilio. Negli alberghi il prezzo vien determinato a seconda del genere del pasto che s’intende consumare. Nei ristoranti ci si può accordare, se lo si desidera, intorno ad un prezzo fisso, ma si può anche mangiare alla carta, ovverosia dietro la consultazione di una lista ove figurano tutte quante le pietanze insieme al prezzo, in modo che possa essere il cliente in prima persona a stabilire quanto intenda spendere. È raro trovare delle mense a Milano; si può desinare in sale comuni all’interno di ristoranti e trattorie, ma comunque seduti attorno a più tavoli separati. Se invece non s’intende mangiare in una sala pubblica, si può chiedere di una saletta privata. A Milano, poi, è cosa facile trovare da sistemarsi a pensione presso qualche dimora borghese.

Caffè
A Milano trovansi caffè in gran numero: ce ne sono di magnifici. Da qualche anno a questa parte si lavora di gran lena con la fantasia per conferire a quei posti tutti gli attributi dell’opulenza e dello splendore. Quei dolci statuari di delizie sono provvisti delle bevande più gradevoli e delicate; vi si può far colazione con del «caffè alla panara», oppure con del cioccolato, di cui Milano è città produttrice per eccellenza. In città ci sono anche alcuni caffè ove si può far colazione con la forchetta, cioè a dire con prosciutto, salame di Verona o di Bologna, e bere vino locale o forestiero. C’è inoltre un gran numero d’altri luoghi, detti «offellerie», ove si posson consumare paste e dolciumi, oppure bere liquori, vino forestiero o locale. Quasi tutti i caffè sono provvisti di sale da biliardo; se ne trovano inoltre di sparse per tutta quanta la città.

Svaghi
Il forestiero può vivere a Milano in tutta libertà, proprio come a Parigi; può facilmente, e per di più nel giro di poco tempo, stabilire le più piacevoli relazioni sociali, e beneficiare di tutte quelle attenzioni e di tutte le forme di considerazione e privilegio di cui è uso godere nel proprio paese d’origine. Un’infinità di cose delle più varie possono distrarlo e far sì che la sua permanenza a Milano riesca gradevole sotto ogni aspetto. In questo campo, sì vasto e ricco, c’è di che soddisfare tutti i gusti: dall’uomo di cultura all’artista, da questo al curioso, c’è di che trattenerli, occuparli e financo istruirli. Le passeggiate, i teatri, i salotti consentono di trascorrere momenti davvero piacevoli. Si può agevolmente venire ammessi nei salotti più scelti; quasi tutte le signore, come del resto gli uomini, parlano molto bene il francese. Da qualche tempo sono stati aperti dei «casini» dove si passa il tempo dedicandosi al giuoco, conversando o leggendo il giornale; il salotto del «Casinò» dei Negozianti del Giardino è assai piacevole sotto più di un aspetto; vi si danno di frequente dei concerti molto brillanti, eseguiti dai musicisti più insigni della città, oppure stranieri, e vi si è sovente rapiti dalla deliziosa armonia di quelle voci angeliche che la natura ha sì lautamente elargito agli italiani.

Chiatte
Delle chiatte sono disponibili fuori da Porta Nuova e da Porta Ticinese, ci si posson così economicamente, benché adagio, godere i dintorni di Milano. La chiatte partono tutti i giorni e trasportano bagagli, mercanzie e viaggiatori. Si prendono precauzioni affinché i passeggeri viaggino comodamente e le mercanzie siano debitamente protette da furti o danneggiamenti. Si può andare in chiatta a vedere la Certosa di Pavia; ci si può inoltre recare a visitare l’omonima città, come pure Cernusco, Concesa, Gorgonzola …

il brano, originariamente da una guida per appassionati all’epoca del Grand Tour, è stato ripubblicato in antologia dalla raccolta Milano e l’Europa, 1995, e dal quotidiano il manifesto, ed. locale Milano, 13 luglio 1997

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *