Dal tugurio ai nuovi quartieri villaggio in periferia (1930)

Il problema della demolizione dei tuguri ci accompagnerà a lungo. Si ritiene che soltanto una piccola quota degli abitanti riesca a diventare affittuaria delle nuove case popolari, e che siano ancora meno coloro che riescono a mantenere i requisiti minimi per abitare quei complessi. Forse meglio concentrarsi su un diverso modello abitativo meglio adatto agli…

Sardegna: una dispersione urbana virtuale

In uno dei più famosi incipit della storia della letteratura, Ernest Hemingway racconta della carcassa stecchita di un animale alla svolta di un sentiero di montagna, e del mistero riguardante il perché la bestia sia andata a cacciarsi fin lassù. La carcassa di animale da cui prendono le mosse le considerazioni che seguono si trova…

Farsi male da soli in villetta

Quando si dice vado a stare «in campagna» si intende ovviamente in una periferia remota a bassa densità (salvo chi abita qualche fattoria perché ci lavora) con l’idea di avere tanto spazio aperto, la famosa immersione nel verde delle promozioni immobiliari, ma senza rinunciare a nessuna delle cosiddette comodità. Per capire se ci si rinuncia…

Una espansione urbana per quartieri-parco (1868)

[…] Perché orientare la crescita delle grandi città L’enorme crescita della popolazione nelle grandi città che caratterizza la nostra epoca, si deve principalmente all’aumento delle possibilità di trasporto, comunicazione e scambi a scala mondiale, ed esiste ogni motivo per prevedere che, nel futuro immediato, si verificheranno cambiamenti anche più rapidi nel medesimo senso. Oggi stendiamo…

Gli effetti di Levittown sul sistema di governo locale (1951)

Cosa significano, per le strutture di governo, creazione e sviluppo improvviso di una comunità di 50.000 persone là dove prima c’erano solo campi di patate? Non è una domanda retorica, ma la formulazione di una tesi per uno studio su Levittown, il grosso insediamento residenziale localizzato nella Nassau County, all’interno dell’area metropolitana di New York.…

Abitare in tavernetta (1976)

Interessarsi di cultura popolare vuol dire interessarsi anche dell’architettura corrente americana contemporanea; quella degli edifici in cui abitiamo lavoriamo e passiamo il nostro tempo. Essi non solo rappresentano una parte importante del nostro ambiente quotidiano, ma rivelano anche nelle loro forme ed evoluzioni molto sui nostri valori di riferimento, sul nostro adattarci al mondo circostante.…

La densificazione non è affatto questione edilizia

Avete mai sentito qualcuno dire seriamente che la città gli piace perché ci sono gli edifici alti fitti che si fanno ombra uno con l’altro e si incombono addosso? Macché: tutti quelli che amano, o apprezzano, o volentieri sopportano l’ambiente urbano denso, lo fanno per un sacco di motivi di cui però quell’aspetto tendenziale, più…

Il senso di riqualificare le «periferie»

La cosiddetta cultura antiurbana dei secoli e decenni passati, altro non rappresenta che ricerca collettiva, sistematica o meno, di nuove forme di convivenza rispondenti a particolari aspirazioni, vuoi progressiste, vuoi di pura reazione ai mali della città nelle varie epoche e contesti. La tabula rasa aperta alla sperimentazione (che a volte neppure ha la consapevolezza…

Miti fondati e balzani di Suburbia

A volte per capire se le cose sono andate bene o male, se si era visto giusto o no, se si erano davvero messi in conto tutti i fattori, tocca riflettere anche sulla prospettiva di osservazione, cioè su quali fossero gli obiettivi prioritari. Altro aspetto, per nulla secondario, sarà anche capire se quegli obiettivi fossero…

Chi abita denso campa cent’anni anche se non sa perché

Cosa ci si aspetta più o meno dalla vita? Ovviamente le prospettive cambiano a seconda dei soggetti, dei gruppi, dei contesti e culture, ma di sicuro a unire in un unico grande unanime coro ingegneri elettronici e polli da allevamento (nessun sottotraccia sarcastico qui) c’è il fatto di auspicare per sé un’esistenza «lunga e soddisfacente».…