Scenari di esaurimento della superficie calpestabile sotto i piedi

Quando si parla di degrado ambientale le immagini che spontaneamente si presentano sono quelle di fiumi inquinati, nuvole di fumi puzzolenti, specie animali e vegetali estinte o a rischio, ecatombi sanitarie e sociali. Acque dove non si può più pescare, nuotare, e figuriamoci bere o irrigare, e irrigare campi già compromessi da urbanizzazione e inquinanti…

La Bibbia e i mercatisti dagli occhi spiritati

Per le discipline umane, lo sganciamento dai banali vincoli della materia è, cosa piuttosto ovvia, una straordinaria risorsa di conoscenza e libera riflessione. Perché in effetti non esiste nulla di più limitante, un vero e proprio paraocchi, della costante immersione in un concreto contesto con cui ci si deve gioco forza misurare, che preme da…

Intendiamoci sui termini urbanistici

Ogni tanto, anzi ahimè troppo spesso, salta fuori qualcuno che fa i giochetti con la terminologia, specie con certe parole meno note di altre. A nessuno – a nessuno sano di mente – ovviamente verrebbe in testa di definire «appendicite» l’estrazione di un molare, giusto perché in entrambi i casi ci sono di mezzo chirurgia,…

Un modello territoriale vecchio 2.500 anni (almeno)

Quando lo scriba del biblico Libro dei Numeri si dilungava in particolari da geometra sulla profondità (misurata in cubiti, ovvero circa 40-50cm) della fascia di verde agricolo da riservare come tale all’esterno dell’area urbanizzata, sicuramente si sentiva piuttosto importante solo per il compito di star lì a mettere nero su bianco le sacre prescrizioni di…

La megacittà non è solo dei poveracci

Alzi la mano chi, di fronte alla pur frequente parola «megacittà», non fa scattare una serie di stereotipi che ne distorcono immediatamente il senso. In particolare, la nostra fantasia resa vagamente morbosa dal bombardamento mediatico, non può fare a meno di evocare immagini certamente confuse, ma che non mancano mai di citare elementi quali un…

Com’è grande la città?

Quante volte ci è capitato di notare un brusco surreale cambio di situazione, per esempio camminando su un marciapiede che si interrompe senza motivo apparente, o cambia stato di manutenzione in meglio o in peggio? L’esperienza ci insegna che quello, come tanti altri assurdi momenti di discontinuità spaziale (spesso assai peggiori) è quasi sempre un…

Le Colonne d’Ercole dell’Urbanizzazione

Il mito della nuova frontiera, come dovremmo sapere, è appunto un mito, ma facciamo sempre finta di non saperlo. Lo intuivano già i primi figli del progresso industriale, mentre appunto il mondo sembrava proprio avviato a questo genere di immaginario modello di sviluppo: la marcia, a volte trionfale a volte un po’ meno, ma sempre…

Io ce l’ho più verde

È abbastanza noto che i parchi cittadini storici sono considerati da tutti, senza eccezione (speculatori a parte forse) feticci intoccabili. Fanno da complemento indispensabile all’insieme monumentale del centro, sono luogo di ritrovo e relazioni, e ogni cittadino lega tanti angoli e particolari di quegli spazi alla propria personalissima memoria. I parchi delle città europee spesso…

Development non si traduce con sviluppo

Quando arriva il developer, prima o poi a stretto giro segue per forza il builder, che opera tutte le sue trasformazioni inevitabilmente brick & mortar. Questo inizio un po’ tristemente anglo-caricaturale, solo per sottolineare una cosa: chi vi parla di sviluppo del territorio mente sapendo di mentire, oppure proprio non lo sa ed è pure…