Il cambiamento climatico arriva a triplicare il numero di decessi legati al caldo nelle città europee quest’estate, nelle stime di alcuni studiosi. Il riscaldamento globale determinato dalle attività umane legate ai combustibili fossili e alla deforestazione, ha innescato le ondate di calore a cavallo tra fine giugno e inizio luglio. Calore particolarmente intenso, temperature delle città superiori fino a 4° rispetto a quanto avveniva prima, secondo uno studio di World Weather Attribution.
L’innesco
Si tratta di un primo sommario ma abbastanza preciso studio per stimare la quantità di morti legati al cambiamento climatico e alle ondate di calore, dove i ricercatori rilevano una connessione del 65% coi decessi in 12 città, tra cui Londra, Parigi, Madrid, Barcellona e Roma. Gli scienziati avvertono che queste ondate di calore stanno diventando «silenziosamente devastanti», e il cambiamento si dimostri già pericolosissimo a soli 1,3 gradi in più, particolarmente per gli anziani e le fasce più vulnerabili.
L’analisi si concentra su sole 12 città, fornendo semplicemente un campione sull’andamento delle morti per caldo da cambiamento climatico in Europa, che probabilmente si calcolano in decine di migliaia. Le valutazioni riguardano dieci giorni, dal 23 giugno al 2 luglio, quando la «cappa di calore» da alta pressione sul continente ha intrappolato aria secca ad elevate temperature e attirato altra aria bollente dal Nord Africa, a peggiorare la situazione. Scuole chiuse in alcune zone della Francia, in Italia il consiglio di non uscire se non indispensabile in certe ore della giornata, rischio accresciuto di incendi e allarme socio-sanitario in diversi paesi, rosso a Parigi, arancione a Londra e diverse aree di Inghilterra.
Decessi
I ricercatori hanno utilizzato dati meteo per valutare l’intensità delle ondate di calore nei cinque giorni peggiori, quando nel mondo ci sono 1,3 grandi in più rispetto al periodo pre-industriale. L’analisi mostra come le variazioni delle ondate di calore siano da 1 a 4 gradi in più rispetto ai massimi di quell’epoca, a causa del cambiamento climatico. Gli scienziati hanno utilizzato anche ricerche già compiute sulla correlazione fra caldo e morti quotidiane nelle città, per stimare quanti decessi in più si potrebbero calcolare rispetto a quelli pre-cambiamento climatico. Lo studio condotto da ricercatori dello Imperial College London e della London School of Hygiene and Tropical Medicine (LSHTM), rileva come 1.500 sul totale di 2.300 decessi si debbano al cambiamento climatico: una quantità tripla. 171 morti in più a Londra, 317 a Madrid e 235 a Parigi.
Transizione
Gran parte dei decessi si concentra nella fasce più anziane, sottolineandone la condizione di rischio in Europa dove le ondate di calore si faranno sempre più intense e frequenti. Ben Clarke, ricercatore al Centre for Environmental Policy dello Imperial College London, dichiara: «Le ondate di calore certamente non lasciano scie di distruzione come accade con gli incendi o le tempeste. Il loro impatto è quasi invisibile, ma assolutamente discretamente devastante: due o tre gradi in più sono la differenza tra la vita e la morte per migliaia e migliaia di persone. Il nostro studio conferma quanto pericoloso sia già oggi il cambiamento climatico con il riscaldamento globale di soli 1,3 gradi in più. Entro questo secolo potremmo arrivare fino a 3 gradi in più, se i paesi non accelerano la transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili».
Ondate di Calore
«Potrebbero esserci ondate di calore ancora più violente sull’Europa, con più morti e sovraccarichi di pressione ai sistemo socio-sanitari» afferma Pierre Masselot, pure ricercatore al LSHTM: «Con questi ritmi di riscaldamento globale se non rallentano dobbiamo prepararci a enormi effetti sulla salute pubblica. Le città possono adeguarsi piantando alberi, riducendo gli spazi oggi dedicati alle automobili, assistendo meglio le fasce vulnerabili. Ma alla fine il modo migliore per evitare le peggiori conseguenze è fare molto di più sulla riduzione delle emissioni di gas serra». Anche Friederike Otto, professoressa di scienza climatica al Centre for Environmental Policy dello Imperial, conferma: «Questo studio sottolinea un fatto, bruciare più petrolio carbone e gas fa morire più persone. E l’unico modo per arrestare ondate di calore sempre più micidiali è smettere di bruciare questi combustibili fossili».
da: The Ecologist, 1 settembre 2025; Titolo originale: Climate triples heat deaths in Europe – Traduzione di Fabrizio Bottini



