Un modello di reindustrializzazione urbana e regionale

foto F. Bottini

L’acciaio che alimentando la rivoluzione industriale inglese ne ha spinto la trasformazione in un impero globale nasceva dalle regione settentrionale delle colline, dove miniere di carbone e di ferro convivevano con i fiumi creando un ambiente ideale per la produzione. Nella stessa regione, al centro della quale si trova la città di Sheffield, oggi si cerca di replicare una nuova rivoluzione industriale. «Città dell’Acciaio» è definita per questi motivi storici Sheffield. La principale dell’area del South Yorkshire, ma i tempi del dominio industriale parrebbero ormai passati. Oggi la regione si misura con gli effetti della deindustrializzazione che hanno colpito tane altre zone del mondo sviluppato. Ma c’è anche un sindaco quarantaduenne che vorrebbe recuperare questo passato, attirando investimenti e restituendo al South Yorkshire il ruolo di epicentro dell’innovazione produttiva.

Oliver Coppard è entrato in carica nel 2022, secondo sindaco del territorio chiamato South Yorkshire Mayoral Combined Authority (il primo del 2018), che comprende le circoscrizioni di Sheffield, Rotherham, Doncaster e Barnsley, 270 chilometri a nord di Londra. Un governo intercomunale costruito con l’obiettivo di crescita e sviluppo delle economie regionali, e che conferisce all’amministrazione locale una forma di piattaforma coordinata per i rapporti e le pressioni su livelli superiori di governo. Compito strategico ricostruire sulle basi del passato industriale una futura generazione di imprese produttive, e far sì di non restare indietro rispetto al mondo che si sta allontanando dai combustibili fossili.

Gli investimenti stanno iniziando ad arrivare. A marzo, Ultimate Battery Co., produttore di batterie da materiali sostenibili, ha annunciato il progetto di insediamento della sede principale e creazione di 500 nuovi posti di lavoro nella regione. In luglio, l’area del South Yorkshire si è guadagnata il titolo di prima zona di investimento del Regno Unito per le produzioni avanzate. C’è la promessa di un primo investimento di 80 milioni di sterline in formazione professionale, infrastrutture ed esenzioni fiscali, a cui dovrebbe corrispondere l’attirare 1,2 miliardi di fondi privati creando 8.000 posti di lavoro. E Boeing Co. intende insediare un progetto di ricerca sull’aeromobile leggero sostenibile nella regione. Anche McLaren Automotive ha spostato alcuni impianti produttivi delle supercar in fibra di carbonio dall’Austria a Sheffield.

Coppard è cresciuto in South Yorkshire negli anni ’80, vivendo direttamente il declino industriale. Fino a dieci anni prima, nei ’70, metà dei posti di lavoro era nei settori produttivi. Nel 2011, quella percentuale si era ridotta all’11%. Ed è stato un grosso problema provare a trovare un’alternativa a quel modello occupazionale. I senza lavoro sono più della media nazionale, con salari settimanali inferiori di 80 sterline. La scommessa di Coppard è di tradurre in realtà tangibile le promesse di investimento, a vantaggio degli abitanti. L’abbiamo intervistato sulla sua visione per il futuro del South Yorkshire.

Si tratta di una regione incorso di transizione: può descriverci con quali problemi?

Il South Yorkshire è stato la culla della rivoluzione industriale. Avevamo un enorme settore siderurgico, e minerario carbonifero, fino agli anni ’80. Da allora solo un gigantesco declino, ma anche una ripresa. Pare adeguato affermare che oggi ci troviamo in una fase particolare. In cui ci si deve misurare con questioni quali i trasporti, la salute, la crescita economica, ma soprattutto quella dei posti di lavoro.

Con quali strategie generali?

Cerchiamo di ricostruire una regione industriale in South Yorkshire. Questo sostanzialmente oggi significa capire cosa siamo in grado di fare bene, e cercare di metterlo in pratica. Come con le produzioni innovative di cui siamo diventati leader mondiale. Eravamo i primi nella produzione di acciaio, siamo stati i primi nell’innovazione produttiva, e oggi siamo la prima zona di investimento del Regno Unito. Questo status di zona di investimento ci consente di focalizzarci su alcuni punti di forza e competenza. Fino ad arrivare ad un punto in cui chi sta nel settore delle produzioni innovative avanzate, ma non è presente in South Yorkshire, avverte lui il problema più di noi.

Come guardate al futuro, come evitare che possa succedere ancora di restare indietro?

La transizione verso net zero per noi è un’occasione. Sappiamo cosa possa significare una transizione energetica e quanto non se ne esca sempre bene. Quindi esiste una assemblea di cittadini del South Yorkshire, 100 persone rappresentative dell’intera regione, che collabora con noi a capire in che direzione procedere, come ci si possa avvantaggiare davvero dalla transizione. Sono molto determinato ad operare in questa direzione: decidere insieme alla comunità e non decidere per la comunità.

Ci sono opposizioni a questa strategia di sviluppo?

Il Regno Unito attraversa un difficile momento politico. Il governo per un po’ ha sostenuto di voler azzerare le differenze, ovvero di investire qui nel nord tanto quanto investiva al sud (dove sta Londra). Non sono convinto che ci si arriverà davvero. E ciò rappresenta davvero un problema. Siamo molto determinati a far sì che si arrivi a un livellamento degli investimenti come annunciato, ma molto dobbiamo investire anche su noi stessi. Proseguiremo nell’impegno verso la crescita economica, coi nostri progetti per il South Yorkshire, con o senza il sostegno del governo britannico.

Quale insegnamento da questa esperienza per altre città e regioni?

Stiamo collaborando con la città di St. Louis, per la costruzione di un manufacturing innovation center sul modello del South Yorkshire. Possiamo collaborare con chiunque al mondo e condividere la nostra esperienza, specie con gli amici degli Stati Uniti. Ascoltiamo anche chi agisce in modo diverso da noi per capire se ciò può suggerirci qualcosa. Questo modello di sviluppo va verso la collaborazione, si impara e si condivide ciò che si è appreso con altri. Diventeremo anche leader globali, ma i leader globali devono saper ascoltare.

da: Bloomberg CityLab, 8 gennaio 2024; Titolo originale: The Mayor of England’s Steel City Plans a New Industrial Revolution – Traduzione di Fabrizio Bottini
Dato che, curiosamente ma non tanto, è a stessa redazione di Bloomberg CityLab a collocare dentro la medesima serie ideale le due interviste, si veda qui anche quella al
Sindaco di Hoboken (NY) sulle piste ciclabili sicure in città 

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