Una legge quadro per la pianificazione regionale (1928)

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Istituzione delle Commissioni

La richiesta al Governatore di uno Stato perché venga istituita una Commissione di Piano Regionale, può avvenire su iniziativa di qualunque amministrazione comunale o di contea, o tramite petizione firmata da almeno cento cittadini, della regione interessata. Il Governatore fissa ufficialmente una udienza pubblica per esprimere la propria decisione. Verificato che, per motivi di crescita urbana ed espansione non corrispondenti ai confini amministrativi esistenti, o per altri motivi o tendenze nella distribuzione di popolazione, attività produttive, servizi, o per ragioni topografiche, o di altra natura, due o più territori comunali o di contea verificano interferenze, sovrapposizioni, problemi comuni che non possano ragionevolmente economicamente ed efficacemente trovare soluzione, se affrontati in modo separato da differenti piani, richiedendo invece uno strumento unico di programmazione per l’intera area territoriale, e che dunque risulta di pubblico interesse definire allo scopo un bacino regionale, il Governatore provvederà a fissarne i confini e a nominare una Commissione di Piano Regionale, composta da nove persone. La durata della nomina dei membri componenti è di sei anni […]. I componenti la Commissione non riceveranno alcun compenso per il proprio lavoro, salvo copertura delle spese necessarie a svolgerlo. Possono essere eventualmente revocati dal Governatore a causa di inefficienza, negligenza, malafede, verificate e documentate, e sostituiti sino a scadenza del mandato.

Struttura e lavoro delle Commissioni

Salvo altre specificazioni contenute in questa stressa legge, l’organizzazione, norme, personale, finanziamento, procedure, poteri e doveri delle Commissioni di Piano Regionale, sono le stesse di una Commissione di Piano Comunale. L’ammontare delle spese annuali sarà fissato dai commissari e approvato dal Governatore, che ne verificherà poi la distribuzione proporzionale tra le amministrazioni comunali e di contea interessate, o altre circoscrizioni politico-amministrative e fiscali della regione. I vari organi di governo delle circoscrizioni territoriali comprese nella regione delimitata sono autorizzate a questa spesa, da versarsi alla tesoreria statale.

Poteri e compiti delle Commissioni

Ogni commissione di piano regionale ha l’autorizzazione e il potere di redigere, modificare, completare un documento di piano per l’organizzazione fisica del proprio territorio. Il piano sarà basato su studi integrati della situazione attuale e dei suoi possibili sviluppi, tenendo conto anche di ciò che accade nelle regioni limitrofe, nell’area più ampia dello Stato, ed eventualmente di altri Stati confinanti. Il documento di piano, mappe, tabelle, diagrammi, testi descrittivi, comprenderà anche le indicazioni della commissione sulle linee di sviluppo regionale, e può indicare tra le altre cose l’ubicazione e organizzazione di strade, parchi, spazi pubblici, edifici, aree che possono interessare l’intera regione (che siano di proprietà o gestione privata o pubblica), anche se estese su diverse circoscrizioni politiche; può indicare anche a scopo di tutela boschi, zone agricole, spazi aperti, risorse idriche, alimentari, terreni drenanti, infrastrutture chiave per potenziali future espansioni urbane; può indicare anche norme di azzonamento generali per la regolamentazione delle altezze, masse, posizione, funzioni degli edifici, nonché densità di popolazione. Il piano generale viene redatto con l’obiettivo di orientare uno sviluppo coordinato e armonico della regione, e degli investimenti pubblici in infrastrutture, senza tener conto dei confini amministrativi e dei contesti di crescita locali di singole circoscrizioni, guardando alle necessità future di migliore promozione del benessere, salute, convivenza, ordine, ricchezza ed efficienza.

Validazione del Piano Regionale

La commissione del piano regionale, dopo aver adottato il documento, ne invierà una copia al governatore dello Stato, e alle commissioni urbanistiche di ciascuna delle amministrazioni municipali e non comprese nella regione di piano.

Adozione del Piano Regionale da parte dei Comuni

L’adozione del piano regionale da parte delle amministrazioni municipali segue le medesime procedure di quelle di un piano urbano. Una volta adottato, il piano ha effetto all’interno del territorio municipale e sugli altri piani adottati dalla medesima amministrazione. Prima di adottare qualunque modifica a programmi urbani che possa costituire violazione o comunque scostamento rispetto al piano regionale adottato, la commissione municipale presenterà tale proposta di modifica alla Commissione del piano regionale, che potrà approvarla o respingerla.

Da: Department of Commerce, Herbert Hoover, Secretary, A Standard City Planning Enabling Act By the Advisory Committee on City Planning and Zoning (Charles B. Ball, Edward M. Bassett, Alfred Bettman, Irving B. Hiett, John Ihlder, Morris Knowles, J. Horace McFarland, Frederick Law Olmsted, Lawrence Veiller, James Spear Taylor, John M. Gries) – Washington 1928 – Estratti e traduzione a cura di Fabrizio Bottini [visti i nomi dei componenti il Comitato, e vista la data, pare abbastanza evidente il rapporto diretto di questo progetto di legge col Piano Regionale di New York]

Immagine di copertina: Annapolis-Baltimore-Washington Regional Plan, 1936

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