Verso una «Città Attiva»

Foto F. Bottini

È la forma assunta dalla città a determinarne l’uso da parte dei suoi abitanti. Architetti e urbanisti possono promuovere l’attività fisica progettando strade e spazi tali da incoraggiare gli spostamenti in bicicletta, a piedi, nonché altre forme di mobilità e tempo libero attive.
La progettazione urbana attiva comporta diversi interventi. Ricerche recenti dimostrano come una diversificata composizione funzionale, una rete viaria fitta, un buon sistema di trasporti pubblici, tutti contribuiscano a incrementare l’attività fisica degli abitanti. Un progetto può rendere più accessibili ai ragazzi e alle loro famiglie spazi di ricreazione attiva, posizionando e organizzando parchi, piazze, campi da gioco. L’urbanistica può collaborare anche migliorando la disponibilità di alimenti sani, programmando la localizzazione dei negozi. Un’adeguata progettazione stradale favorisce gli spostamenti a piedi e in bicicletta di giovani e meno giovani, costruendo ambienti accessibili e vissuti. Vie sicure per tutti ne favoriscono un uso più attivo. Questo tipo di approccio progettuale non avvantaggia soltanto la popolazione di New York City, ma anche l’ambiente, dato che stimola a spostarsi a piedi e in bicicletta, e quindi a usare di meno l’auto.

I paragrafi che seguono indicano alcune particolari strategie di piano e progetto in grado di promuovere l’attività fisica. Le raccomandazioni riguardano sia l’ente pubblico che i privati, e spaziano dalla progettazione stradale all’organizzazione degli spazi da gioco per i più piccoli. Alcuni aspetti evidentemente sono più consoni di altri a certi progetti. Le raccomandazioni si basano su quanto avviene oggi in campo progettuale sia a New York City che altrove, oltre che sulle più recenti ricerche scientifiche.

Ricerche sulla forma urbana e la mobilità: le variabili delle cinque “D”

La correlazione tra forma urbana e modalità attive di spostamento – ovvero camminando o correndo a piedi, in bicicletta, e altre — si è imposta come uno dei campi più studiati in urbanistica, e producendo oltre 150 ricerche negli ultimi 15 anni.
Sono state così individuate cinque variabili “D” essenziali per analizzare le correlazioni tra organizzazione della città e modi di spostamento: a
Densità, Diversità, Disegno urbano — le “tre D” originali elaborate da Robert Cervero e Kara Kockelman — si sono aggiunte Destinazione (accessibilità della) e Distanza (dai mezzi pubblici).

Densità descrive la concentrazione di popolazione e posti di lavoro in una data area urbana

Diversità valuta l’articolazione, varietà, equilibrio delle varie funzioni in quell’area.

Disegno è l’insieme delle caratteristiche definite dall’organizzazione della rete viaria e degli ambienti aperti di un quartiere

Accessibilità della Destinazione valuta la facilità di spostamento verso zone di concentrazione, come il quartiere degli affari, o dei divertimenti ecc.

Distanza dai mezzi pubblici è quella media, da casa o dal posto di lavoro, rispetto a una stazione ferroviaria o fermata degli autobus.

Spostarsi a piedi o coi mezzi (che comporta una maggiore attività fisica) è una cosa che cresce al crescere di diversità, buona progettazione, accessibilità delle varie destinazioni e ai mezzi pubblici. Sviluppare e conservare queste cinque qualità, quindi, risulta essenziale per promuovere una vita attiva attraverso la forma urbana.

L’ambiente urbano caratteristico di New York e la Terza D: Disegno

New York City rappresenta un caso particolare negli Stati Uniti. Partiamo da densità elevate, diversificazione funzionale, solidi quartieri residenziali e di attività economiche, accessibilità ai mezzi pubblici che non ha eguali. Nel 2002 un’analisi comparativa su 83 grandi aree metropolitane, classificava New York al primo posto per densità edilizia e organizzazione compatta, al secondo per la capillarità e accessibilità della rete viaria, al quarto per la solidità dei poli residenziali e di attività economiche, all’ottavo per la diversificazione funzionale. Questi caratteri del disegno complessivo di New York si traducono poi nella più elevata percentuale di uso dei mezzi pubblici per andare al lavoro, o dello spostamento a piedi, di tutte le 83 le aree metropolitane.

In altri termini, la città si colloca in gran parte in una buona posizione per quanto riguarda tutte le variabili D, salvo forse la terza Disegno. Che non a caso è la meno studiata di queste variabili, anche perché si tratta della più sfumata e complessa da valutare. Ma le ricerche progrediscono in termini di quantificazione e definizione delle componenti essenziali di una progettazione urbana adeguata. Uno studio recente finanziato dall’Active Living Research Program della Robert Wood Johnson Foundation, sviluppa diversi criteri di quantificazione che si possono usare per spiegare vari gradi di attività fisica e spostamenti a piedi. La ricerca individua cinque elementi progettuali che possono rivelarsi critici per una buona fruibilità pedonale. Caratteristiche definite in modo qualitativo e riferite alle forme dell’ambiente stradale:

Figurabilità è quella qualità dello spazio che lo rende distinto, riconoscibile, memorizzabile. Un luogo possiede una elevata figurabilità se i suoi caratteri costitutivi specifici e la loro organizzazione sono in grado di attirare attenzione, evocare sensazioni, creare un’impressione duratura.

Definizione si riferisce al grado di riconoscibilità visiva degli spazi pubblici determinati da edifici, altre pareti, alberi e vari elementi verticali.

Dimensione umana è l’insieme delle proporzioni, articolazioni, caratteri fisici rispetto all’essere umano, e cosa egualmente importante rispetto alla velocità di spostamento a piedi.

Trasparenza è la possibilità di vedere o avvertire oggetti e attività — specie attività umana —oltre i margini di una via.

Complessità è la ricchezza visuale di uno spazio. Dipende dalla varietà della composizione.

La ricerca rileva come la presenza di queste cinque qualità possa migliorare l’ambiente pubblico. Le descrizioni dei paragrafi successivi riguardano modi per introdurre queste e altre qualità in grado di promuovere attività fisica.

New York City è da molto tempo all’avanguardia fra le aree metropolitane per quanto riguarda sia diversità e densità dell’ambiente urbano, sia accessibilità e distanze dei mezzi pubblici. I paragrafi successivi comprendono varie raccomandazioni per rafforzare questi aspetti a partire dalla situazione attuale. Le indicazioni per la composizione funzionale e i mezzi pubblici, in particolare, possono servire da modello anche per altre città. Le Linee Guida affrontano anche la terza variabile D: il disegno di vie e spazi pubblici. Oltre ai metodi per migliorare le fruibilità pedonale delle strade, l’attenzione è rivolta anche a come rendere New York più adatta al ciclismo.

Dato che la realtà delle relazioni tra forma urbana e attività fisica è qualcosa le cui conoscenze sono in continua evoluzione, molte delle indicazioni che seguono derivano dalle buone pratiche oggi in corso sia a New York City che in altre aree densamente popolate. In futuro, i risultati delle scelte potranno essere verificati e migliorati. L’obiettivo è quello di sviluppare una serie di strumenti di intervento, basati sulla ricerca scientifica, per fare di New York una città più sana e amica dell’ambiente.

COMPOSIZIONE FUNZIONALE DELLO SPAZIO

obiettivo
Conservare e se possibile aumentare l’attuale mescolanza negli usi dello spazio di New York City. Le ricerche indicano come all’aumento della compresenza di funzioni corrisponda una diminuzione dell’obesità.

indicazioni

Quando si concepiscono trasformazioni urbane di grandi dimensioni, realizzare una buona composizione funzionale: ad esempio, residenza, uffici, scuole, negozi, spazi culturali e civici, per il tempo libero.
La realtà dimostra come quante più scuole, negozi alimentari, edicole di giornali e altre destinazioni utili del genere ci sono, tanto più gli abitanti si sposteranno a piedi. Ad esempio collocare le scuole vicino all’area residenziale favorisce il fatto che gli studenti ci vadano a piedi, promuovendo così un’attività fisica quotidiana fra i più giovani. Le varie funzioni possono anche essere importanti per la mobilità degli anziani. Le ricerche rilevano come chi ha oltre 65 anni e abita vicino a negozi e servizi, non solo con più probabilità ci andrà a piedi o coi mezzi pubblici, ma tende anche a uscire di più di casa.

Localizzare residenze e posti di lavoro nei pressi di spazi come parchi, lunghi percorsi pedonali nel verde, sentieri, sponde destinate al tempo libero, per favorire attività fisica.
A New York City, la capillarità delle vie urbane tende a migliorare l’accesso dei pedoni a molte funzioni, fra cui quelle per il tempo libero. L’obiettivo è uno spazio del genere ad un massimo di dieci minuti per ogni quartiere.

Collocare supermercati e negozi alimentari nei pressi delle residenze e posti di lavoro, a promuovere una dieta migliore.
Gli studi dimostrano che nei quartieri dove esiste un fornito negozio di alimentari si mangia in modo più sano e gli abitanti pesano di meno. Per contro, le elevate concentrazioni di esercizi
fast food corrispondono a un peso maggiore e a più rischio di obesità per i residenti.

[…] PARCHI, SPAZI APERTI, STRUTTURE PER IL TEMPO LIBERO

obiettivo
Localizzare e progettare parchi, spazi aperti, strutture per il tempo libero, in modo tale da favorire l’attività fisica. Far sì che gli edifici abbiano un facile accesso ai più vicini spazi verdi e aperti.
La vicinanza a ambienti verdi e altre strutture per il tempo libero si lega, nelle ricerche più recenti, a maggiori livelli di attività fisica e peso contenuto sia fra i giovani che fra gli adulti
.

indicazioni

Introdurre spazi aperti nelle grandi trasformazioni urbane, e comunque nei pressi degli edifici, a promuovere attività. Chi ha una accessibilità più diretta ai parchi manifesta livelli più elevate di attività fisica.
Rendere sicuri e visibili i percorsi pedonali e ciclabili verso parchi e spazi aperti.
Nell’organizzazione dei nuovi insediamenti, aggregare gli spazi aperti in un’unica area anziché disperderli in piccole unità. Ove possibile, offrire agli abitanti una distanza massima di dieci minuti a piedi.
Organizzare una ampia area a contenere varie forme di tempo libero, così che la famiglie possano trovare contemporaneamente attività per le varie fasce di età.

Nella progettazione di parchi e spazi aperti, inserire strutture come percorsi, piste, campi da gioco, attrezzature sportive, fontanelle per bere.
Si è più attivi nei parchi dove esistono strutture come campi da pallacanestro o da tennis. Quindi è essenziale inserire tali elementi. E fontanelle per bere, così che ci si possa reidratare in modo naturale. I nuovi campi da gioco e altre strutture devono essere progettati rispecchiando le conoscenze antinfortunistiche.
Ogni nuova edificazione si deve trovare nei pressi di strutture per il tempo libero pubbliche o private, e si deve favorirne il sorgere di altre, anche al coperto.

Quando si progettano uffici o complessi commerciali, pensare nelle vicinanze a percorsi sportivi pedonali o altre strutture simili.
Le ricerche indicano come la possibilità di camminare o fare esercizio durante la giornata di lavoro, insieme alla palestra o ad altre forme di sostegno del genere, stimoli più attività fisica tra i lavoratori.
Parchi, spazi aperti, strutture per il tempo libero rivolte alla popolazione locale, devono pensare a tutte le fasce di età, dai più giovani, ai più anziani, agli stessi addetti.
Creare collaborazioni pubblico private per sostegno e manutenzione di spazi verdi nei quartieri.
Gli spazi aperti che vengono adottati da gruppi di volontari risultano migliori e più vissuti. I proprietari degli immobili e le associazioni locali possono unirsi a promuovere orticoltura o altre forme di attività in grado di migliorare gli spazi.

[…] PIAZZE PUBBLICHE

obiettivo
Creare piazze o ambiti simili di facile accessibilità per pedoni e ciclisti. Dove lo spazio lo consenta fare in modo che ci sia la possibilità di attività per il tempo libero.
Per piazza pubblica si intende un ambito accessibile che escluda le auto e favorisca la pedonalità, consentendo di incontrarsi in modo comodo e sicuro, giocare, o semplicemente sostare o osservare. Dato che piazza e altri ambiti aperti rappresentano una gradita “discontinuità” e momento di respiro rispetto al sistema stradale urbano, essi contribuiscono in modo significativo alla figurabilità e ad un ambiente tale da promuovere attività. Sono anche possibili mete per chi si sposta a piedi o in bicicletta.

indicazioni

Creare piazze attraenti e ben tenute.
Progettarle a comprendere elementi come alberi, alto verde, illuminazione, fontanelle per bere, posti a sedere fissi e mobili.
Localizzarle lungo i percorsi e vie più frequentate a piedi.
Le reti pedonali in cui si alternano vie e piccole piazze hanno come effetto psicologico quello di accorciare la percezione della distanza.
Localizzare le piazza vicino alle fermate dell’autobus.

Renderle molto accessibili per i ciclisti.
Collegarle alle reti di piste ciclabili e attrezzarle di punti sosta.
Come indicazione generale, collocare la quota delle piazze a quella dei marciapiedi così che siano chiaramente visibili ai pedoni e in sicurezza rispetto alla via.
Le piazza sollevate o ribassate tendono ad essere meno visibili dalla strada, più difficili da mettere in sicurezza, meno comode per il pedone, specie in caso di disabilità. Nei casi in cui sia necessario uno spazio sollevato o ribassato, per motivi topografici o edilizi, attrezzarlo di gradevoli e visibili rampe a favorire l’accesso a tutti gli utenti.

Concepire piazze che consentano varie funzioni.
Dove sia possibile svolgere attività come la danza o la pallavolo, o anche star seduti a giocare a scacchi, o eventi culturali come mostre, concerti, celebrazioni storiche. Nelle piazze trovano spazio tavolini all’aperto dei bar, o i
farmers’ market. Nella progettazione tener conto delle esigenze dei vari tipi di utenti e modi di spostamento.
Attrezzarle per le variabili condizioni del tempo atmosferico.
Introdurre aree soleggiate protette dal vento, per la stagione fredda, e altre ombreggiate per i mesi caldi.
Cercare un rapporto con cittadini e associazioni per la progettazione e la gestione delle piazze.

[…] NEGOZI ALIMENTARI E ACCESSIBILITÀ AD ALIMENTI FRESCHI

obiettivo

Aumentare la possibilità di scelta e accesso ad alimenti freschi.
In molti quartieri di New York City mancano o sono assai carenti negozi alimentari, e molte famiglie fanno i propri acquisti in esercizi inadeguati o punti
fast food. Che spesso non hanno in offerta alimenti sani, il che conduce al consumo di pasti non corretti. Recentemente le ricerche mettono sempre più in relazione la presenza di supermercati o altri negozi alimentari in una determinata area, ad un tasso minore di obesità. La maggiore disponibilità di alimenti freschi si lega anche ad una minor presenza di patologie connesse alla dieta.
Inoltre, dove esistono supermercati o esercizi alimentari con una offerta completa, mangiare costa meno che in aree prive di tali servizi.

indicazioni

Realizzare esercizi alimentari a servizio completo raggiungibili a piedi in tutti i quartieri residenziali.
Nei grandi complessi dotati di una componente commerciale, inserire un esercizio alimentare che offra frutta fresca, verdura, e altri prodotti sani. Oltre a mettere a disposizione degli abitanti una maggiore e più sana scelta alimentare, un supermercato favorisce anche l’attività fisica se è una destinazione da raggiungere a piedi o in bicicletta.

A complemento dei negozi alimentari introdurre dei farmers’ market.
I mercatini ortofrutticoli o i
farmers’ market, ove si vende direttamente dal produttore al consumatore, sono particolarmente vantaggiosi nelle aree densamente popolate con scarso accesso a supermercati e in generarle a prodotti freschi. È possibile collocare i farmers’ market sia nei pressi delle residenze che dei posti di lavoro. Il progetto può essere elaborato anche in collaborazione con la gestione dei mercatini, per realizzare spazi adeguati.

Occorrono percorsi sicuri pedonali e ciclabili a collegare le are densamente popolate a negozi e spazi dei farmers’ market.
Il sistema di negozi, spazi e parcheggi deve essere concepito in modo comodo e sicuro a servizio di pedoni, ciclisti, automobilisti, e mezzi di rifornimento.
Fuori dal supermercato deve esistere un ambito sufficiente per la sosta delle biciclette. Vanno collocate strutture come le fontanelle per bere.

[…] IL PROGETTO DEI PERCORSI PEDONALI

obiettivo

Incoraggiare gli spostamenti a piedi attraverso appositi percorsi e marciapiedi. Costruire ambienti stradali a dimensione umana e definizione spaziale che stimolino attività fisica. A New York, i percorsi pedonali comprendono le vie cittadine, i collegamenti pedonali che tagliano gli insediamenti composti da più di un isolato, i sentieri lastricati nei parchi.

indicazioni

Costituire una fascia di interposizione fra pedoni e veicoli in movimento, utilizzando arredo urbano, alberature e altre strutture.
La separazione fra pedoni e veicoli in movimento secondo recenti ricerche fa aumentare il traffico pedonale. Crea migliori condizioni per tutta l’utenza, specie per chi ha problemi di vista o di udito.

Realizzare spazi per sedersi, fontanelle per bere, ambiti di sosta e altre strutture che favoriscano la frequentazione e passeggiate più lunghe.
All’interno dei gruppi di consultazione, gli anziani spiegano come la presenza di panchine e altri ambiti di sosta potrebbe sostenerli in passeggiate più lunghe, e al contrario che vari ostacoli e traffico rappresentano dei deterrenti.

Illuminare vie e percorsi.
Ricerche recenti collegano luce e maggiore frequentazione dei percorsi. Le luci devono essere adeguatamente piazzate sul marciapiede, ad una certa altezza, e coprire un certo raggio.

Introdurre alberi che facciano ombra e arricchiscano visivamente le vie e marciapiedi.
La presenza di alberi si lega di solito ad una maggiore frequenza degli spostamenti a piedi dei ragazzi verso le scuole . Il verde in genere contribuisce ad abbellire vie e marciapiedi, dà ombra d’estate, può servire a separare pedoni e traffico veicolare.

La forma del marciapiede deve corrispondere alla sua funzione.
Un marciapiede deve essere largo a sufficienza per un uso sicuro da parte dei vari utenti, anche se non troppo ampio da apparire vuoto. Si devono considerare anche le necessità di chi ha un passeggino, si sposta con una sedia a rotelle, porta pesi o bagagli. Su un percorso di una certa importanza è auspicabile una sezione tale da consentire un flusso di 12 persone per metro al minuto. E la larghezza deve essere maggiore se si prevedono attività di sosta, come lo stare seduti o l’attesa.

Mettere a disposizione buoni punti di attraversamento pedonale a metà isolato e agli incroci.
Fra le tecniche per migliorare l’attraversamento pedonale ci sono una fascia continua in mezzeria, l’isola di sosta, una chiara segnalazione del punto mediano nelle strade più larghe.
Si devono inserire agli incroci discontinuità nel ciglio stradale e segnaletica a tempo per pedoni. Si tratta di provvedimenti di particolare utilità per chi ha impedimenti alla mobilità, come anziani o disabili. Quando si regola la segnaletica a tempo in zone con particolare presenza di anziani, calcolarne sempre il passo più breve e lento.

Realizzare sporgenze del ciglio stradale nei tratti di marciapiede in cui si realizza il massimo affollamento.
Questi spazi aggiunti risultano particolarmente adeguati in corrispondenza di attraversamenti, fermate dell’autobus, ingressi della metropolitana. Possono anche fornire un’occasione per rastrelliere da bicicletta.

Quando si progettano complessi di una certa dimensione, attrezzarli di percorsi pedonali pensati come prolungamenti del marciapiede.
Sostenere la continuità dello spostamento a piedi dalla via all’edificio. Le ricerche indicano come questo tipo di continuità faccia aumentare l’attività pedonale.

Organizzare percorsi e marciapiedi verso vedute di un certo interesse.
Le ricerche indicano come vedere qualcosa di interessante stimoli a camminare.

Realizzare percorsi ben contenuti e marcati da una rete segnaletica esplicitamente rivolta a pedoni e ciclisti.
Segnali direzionali possono informare su tempi e distanze dei vari punti di interesse, specie per i turisti o nelle zone dotate di molte diverse piste ciclabili. Sugli spazi edificati più ampi come i
campus, è stato verificato che questo tipo di segnaletica incoraggia l’attività fisica. In ambiti urbani più contenuti, un percorso segnalato che comprenda marciapiedi, ingressi principali degli edifici, scale, può allo stesso modo spingere l’utenza a fare più movimento per le proprie attività quotidiane.

Stimolare e sostenere l’attività fisica fra i disabili rendendo strade e percorsi accessibili a tutti.
Per alcune persone disabili, anche una normale attività quotidiana può costituire occasione di attività fisica, moderata o anche notevole. Si è evidenziato come molti elementi di progettazione dell’ambiente possano incrementare questo genere di attività, dall’elevata qualità dei percorsi, alle attrezzature di segnaletica apposite, all’accessibilità di mete e mezzi di trasporto lungo il percorso.

Fra le scelte particolari:
Percorsi lisci, sufficientemente larghi, con tagli del ciglio stradale e raggi di curvature pensati anche per sedie a rotelle o deambulatori.
Percorsi attrezzati di sistemi di attraversamento a segnale audio, con tempi adeguati, segnalazioni chiare, rampe di accesso visibili, collegamenti a piste ciclabili, marciapiedi, mezzi pubblici.

Da: Active Design Guidelines. Promoting Physical Activity and Health in Design, 2010 – Estratti e traduzione a cura di Fabrizio Bottini

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