Buttate il soffiafoglie e prendete un rastrello!

Mio marito dice che sono una «ambientalista fanatica» perché ho da dire sul suo ultimo giocattolo da giardino: un soffiatore per le foglie. Però queste macchine sono certamente non solo rumorose, ma producono anche scarichi che all’ambiente non fanno proprio bene. Oppure sono solo ingenua e fuori dal mondo?

Ci stiamo mangiando un panino all’ora di pranzo nel nostro parco preferito, godendoci l’ultimo caldo sole dell’autunno. E arriva un incaricato col soffiatore. Il rumore ricorda quello di un trapano da dentista cacciato in un altoparlante. Quello che lo manovra, immaginandosi di stare su una pista da corsa, continua a smanettare. Indossa una maschera protettiva e delle cuffie per le orecchie. Ma noi no. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità afferma che un «livello accettabile» di rumori di fondo dovrebbe essere inferiore ai 45 decibel (Db). E il rumore non deve comunque superare i 55Db «se si vogliono evitare fastidi alla comunità». Alcuni produttori vantano anche «tecnologie a bassi rumori», ma i soffiatori per foglie possono produrre 85Db dalla macchina, e a una quindicina di metri di distanza siamo ancora al di sopra dei 55Db.

Le amministrazioni locali spiegano di aver il dovere di raccogliere le foglie: altrimenti potrebbero provocare incidenti, gente che scivola, cade e si fa male. Prima di poter pronunciare le parole «mucchio di letame», rischiamo di trovarci sulla porta un avvocato. A quanto pare, molti dipendenti delle amministrazioni non vogliono usare il rastrello: sostengono che i soffiatori fanno risparmiare fatica, e sono più efficienti. Ma chiunque si sia misurato con quelle macchine per qualche ora potrebbe aver da ridire su questi supposti vantaggi.

Effetto collaterale meno evidente, la quantità di scarichi emessa dai soffiatori. In gran parte funzionano con motori a due tempi che vanno a miscela, producono anidride carbonica, ossido d’azoto e altri gas. Una ricerca Usa ha rilevato come un soffiatore a mano possa in un’ora emettere tanta CO2-quanto un’auto che viaggia per 150 km. Poi c’è la polvere che sollevano, i residui dei pesticidi, le feci degli animali, le spore dei funghi. Molte amministrazioni in Usa e Canada li hanno o proibiti o drasticamente limitati.

Nel XIX secolo i giardinieri del Palazzo Imperiale in Giappone utilizzavano dei mantici, verso gli anni ’70 vennero introdotti i primi soffiatori meccanici, ancora in Giappone. Le vendite a livello mondiale sono per molti milioni di apparecchi.
Il soffiatore di foglie sembra legato all’ossessione di veder tutto pulito e immacolato, di non lasciar nulla sparpagliato. Certo non può andare a dire a suo marito: «Scegli, o il soffiatore o me», ma gli chieda di metterla da parte quella macchinetta rumorosa, e magari gli compri un nuovo rastrello.

da: The Times 28 settembre 2009 -Titolo originale: Are leaf blowers bad for the environment? Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini
immagine di copertina dal catalogo Amazon 

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