Sicurezza in bici: problemi di metodo e di contesto

Il culto esoterico del cordolo pare più pervasivo di quelle tenaci erbacce che dentro i cordoli ci prosperano allegramente e nonostante tutti i programmi di diserbo fisico-chimico del mondo. E a differenza di quelle innocenti portulaca o San Carlino artemisia vulgaris, il culto del cordolo sa presentarsi in raffinatissime forme cangianti. Del resto pare anche…

Restiamo in carreggiata, please!

Quando si scorrono testi storici (ahimè spesso dimenticati a far polvere) sulla cultura delle città, l’urbanistica, l’amministrazione, appare piuttosto scontata la continuità e trasversalità, per non dire sovrapposizione e mescolanza, tra la griglia stradale e gli spazi degli isolati che definisce, siano essi edificati o aperti, privati o pubblici. E del resto è proprio dall’equilibrio…

Consigli della Zia Pina per il ciclista urbano autocritico

  In bicicletta vestiti sempre di colori squillanti: sarà sempre più facile per l’automobilista individuarti. Se poi sceglie di schivarti, o di investirti prendendo meglio la mira, è altro problema     Per la tua sicurezza, sempre meglio evitare sia la strada che qualunque percorso collaterale tracciato: imbocca decisamente quello dove dai più fastidio in…

La sicurezza, e gli sciocchi che la cercano nel posto sbagliato

Inutile ribadire, che quando si parla di «sicurezza» esistono parecchi approcci diversi e anche diametralmente opposti, aggregabili grosso modo in due grandi famiglie, una prima più classica e apparentemente intuitiva, una seconda magari meno immediata, ma assai più realistica. La sicurezza intuitiva è quella militaresco-armata e aggressiva, fatta di protezioni, barriere, prevenzione attraverso la separazione,…

La liberazione dall’auto come segmento «vintage» di mercato

C’è una strategia commerciale piuttosto nota, al punto da essere considerata normalissima e subita in quanto tale anche se a pensarci bene parrebbe abbastanza odiosa. Facciamo un esempio pratico, che chiunque poi può adattare alla propria esperienza, recente o meno, ed è quello di un prodotto alimentare confezionato comunissimo, di uso quasi quotidiano, così quotidiano…

Non si mangia né si beve via internet

Immaginiamoci la città sognata da qualche nerd ipertecnologico dei nostri tempi, dove più nessuno «va a lavorare» né a scuola né a fruire di vari servizi pubblici o privati che siano, perché tutto avviene attraverso i flussi immateriali della rete. Niente più ora di punta, quando per sincronismo meccanico come raccontavano agli albori del XX…

Luci e ombre nella «mobilità urbana sostenibile»

Avete presente certe vecchie pubblicità dei dolcificanti dietetici, con la tizia o il tizio che si guardano estasiati la voragine tra l’orlo della panza e quello della gonna o pantaloni? Anche al netto da certe esagerazioni per segmenti di pubblico particolarmente gonzi («ho perso venti chili in due mesi senza sacrifici»), e dai poi conclamati…

Flussi e democrazia

Quando si mettono in campo delle politiche urbane, si dovrebbe poterle valutare nella prospettiva complessa che sempre si meritano, ovvero prima di tutto sul versante appunto «politico», che significa sia qualcosa di più del puro enunciato di progetto, sia qualcosa di meno delle immaginifiche «visioni» tanto di moda oggi, ma pronte a evaporare appena sorge…

Pedala su due ruote, ma non è un ciclista

Gli osservatori della mobilità ciclistica urbana pare non riescano a trovare una spiegazione razionale, a un dato di per sé inequivocabile: diversi sistematici studi su diverse esperienze locali, rilevano che gli incidenti di qualche entità (con ferite che richiedono cure) sono meno, molti di meno, nel caso di chi usa una bici in condivisione, rispetto…