Come si calcola l’urbanizzazione planetaria? Qualche spunto

Premessa

Dire che la popolazione mondiale si avvia a una esistenza di tipo urbano, in sé e per sé significa assai poco, soprattutto se si tien conto del senso di questa parola dopo un secolo abbondante durante il quale l’idea stessa di città e di urbanità ha avuto evoluzioni impensabili, sia in epoca classica che dopo la rivoluzione industriale stessa. A volte parrebbe quasi ovvio pensare che ormai urbanizzazione possa essere soprattutto stile di vita, aspirazioni, comportamenti relazionali, immaginario. Nondimeno, la questione centrale era, è, e resta, di oggettivo rapporto fra risorse e sviluppo umano a scala planetaria, e qualche punto fermo di carattere quanti-qualitativo va comunque fissato. Arriva quindi a proposito questa piccola rassegna dal documento di programmazione economica appena pubblicato dal Governo dell’India, ovvero di un grande paese interessato da tassi di sviluppo e urbanizzazione rapidissimi, e che (come la Cina e altri) ha deciso di basare il proprio futuro esattamente su questa tendenza, ma al tempo stesso di provare a governarla (F.B.)

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L’India si sta certo urbanizzando rapidamente, ma quel tasso del 31,2% fissato nel 2011 dal censimento fotografa davvero la situazione reale?Ufficialmente nel nostro paese l’urbanizzazione si definisce secondo due parametri:

  1. un parametro amministrativo, che considera la popolazione abitante in distretti di carattere urbano municipale o cittadino, ovvero «urbani per statuto». Se si utilizza questo parametro, l’India nel 2011 era urbana al 26%. Sono i governi statali a fissare la condizione amministrativa dei territori, che da rurali diventano urbani quando riclassificati così seguendo la procedura legale. Esistono certo criteri prefissati di classificazione, ma non sono vincolanti per la decisione di uno Stato
  2. un secondo parametro di definizione dei territori urbani è quello censuario; le «città censuarie» sono una categoria definita da tre criteri: popolazione di almeno 5.000 abitanti; densità di almeno 400 persone per chilometro quadrato; almeno il 75% della popolazione maschile attiva impegnata in attività non agricole. Secondo questo criterio l’India del censimento 2011 era urbanizzata per il 31,2%

Il paese si urbanizza rapidamente, e questo tipo di criteri tradizionali si rivela inadeguato a cogliere un fenomeno complesso, specie considerato alla scala statale o locale. Per prima cosa, esiste la grossa differenza tra i due tipi di urbanizzazione definiti dai due criteri ufficiali. Per fare un caso, la circoscrizione di Kerala è urbana al 15% secondo il criterio amministrativo, ma lo diventa al 47,7% secondo quello censuario. La densità edificatoria rilevata dal satellite a Kozhikode, ci mostra un’espansione urbana dal 1975 a 2014 che ignora i confini amministrativi. E difetti anche maggiori si rilevano altrove.

Paesi come Ghana o Qatar, classificano «urbane» tutte le circoscrizioni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. Calcolando così, l’India sarebbe stata urbanizzata per il 47% al censimento 2011. In Messico e Venezuela, la soglia è addirittura fissata in 2.500 abitanti, usando i quali l’india risulterebbe urbana al 65%. Kerala diventa urbanizzata al 99% sia secondo la soglia dei 5.000 che quella dei 2.500 abitanti. Un rapporto del 2016 redatto per la Banca Mondiale utilizza un criterio di agglomerazione, calcolando per l’india che oltre metà della popolazione sia urbana. Studi condotti da Jana, Sami e Seddon, sostengono che escludendo i criteri popolazione e occupazione, ma focalizzandosi su quello della densità di 400 persone al chilometro quadrato, avremmo un’India urbana al 78%. Se anche usassimo un criterio doppio, di 800 persone al chilometro quadrato, avremmo ancora un paese urbanizzato al 55%, molto più delle stime ufficiali attuali. Il fatto è che definizioni diverse danno risposte molto diverse, e l’adeguatezza di un metodo dipende dalla sua applicazione. Dobbiamo anche notare che l’urbanizzazione non è sempre un fatto così netto, e che esistono gradualità, zone semi-urbane, quindi occorre procedere con cautela nei giudizi sui tassi e qualità di urbanizzazione.

da: Government of India, Ministry of Finance Department of Economic Affairs Economic Division, «Economic Survey 2016-17», agosto 2017, Volume 2 – Estratti e traduzione a cura di Fabrizio Bottini

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