Il piano urbanistico di Amsterdam (1936)

Poche città europee possono vantare un’evoluzione più interessante dal punto di vista urbanistico, da quello della bellezza della località geografica e di una planimetria attraente, della capitale olandese. La sua posizione alla confluenza dell’Amstel con lo Y, un ampio canale che collega il fiume al mare, è stato uno dei numerosi fattori che hanno contribuito…

Organizzazione di un quartiere per unità di vicinato (1932)

La correlazione tra un abitante di un alloggio e la città o la regione metropolitana, è certamente diversa da quella col quartiere in cui vive. Una dimensione, quella del quartiere-vicinato, che può corrispondere a pochi isolati, a un complesso unitario più ampio, a volte a una intera piccola cittadina, comunque a un’area che tendenzialmente costituisce…

Domanda e offerta (fortissime) di ideologie antiurbane

Dato che su queste pagine se ne è parlato diverse volte, diamo qui per scontata la conoscenza dei termini generali della «teoria delle abitazioni» liberista, ribadita e rideclinata in varie forme in tutto il mondo, e consistente in: l’urbanistica in quanto governo del territorio di iniziativa pubblica rappresenta l’ostacolo principale alla soluzione del problema della…

L’espansione di Milano (1938)

Oggi più che mai sentiamo un vivo legame spirituale con quel gruppo di architetti (l’Albertolli, il Cagnola, il Canonica, il Landriani, lo Zanoia), che il 17 settembre 1807 presentarono a Napoleone il piano regolatore di Milano. Era quello un piano grandioso e rivoluzionario, in quanto al moto monocentrico che aveva caratterizzato fino ad allora l’accrescimento…

Convivenze sociali nelle grandi città (1942)

L’Urbanistica e l’Architettura, come fattori di ordine ed educazione sociale, hanno un valore profondo, quale nelle moderne attuazioni non è stato valutato nella giusta misura, esse hanno l’altissimo ufficio di distribuire le grandi masse urbane secondo i più giusti principi di umana convivenza, di ordinarle nel loro lavoro e ambientale nell’espressione della loro vita familiare…

La «city tascabile» a Torino tra le due guerre mondiali

La categoria della “semplicità” sicuramente si adatta male alle vicende urbanistiche, complesse per definizione nell’intreccio di attori, nell’incrociarsi più o meno virtuoso di eventi, nell’attraversare momenti storici e obiettivi sociali spesso profondamente diversi. Ciò premesso, il caso specifico della via Roma nuova a Torino, nell’ultima fase di progettazione e attuazione degli anni Trenta, sembra piuttosto…

La strada dritta e le curve dell’asino

«… e non me ne frega un accidente, se lei è stata qui in Italy di solo sei mesi! E’ pagata per un lavoro di grafica, e non per recitare a teatro. Adesso ascolti, e apra bene le orecchie: quella fotografia va eliminata, da tutte le maledette pagine. Non mi importa, se è l’unica foto…

Milano metropoli europea postmoderna?

Agli osservatori internazionali, con le scintillanti torri dei nuovi edifici terziari e residenziali, popolata da operatori della moda e architetti, l’ex capitale economica d’Italia sembra proiettata verso un luminoso futuro postindustriale. Ma vivendone quotidianamente il tessuto sociale, il contesto ambientale, la rete delle infrastrutture; subendone le decisioni sul territorio urbano e metropolitano, emerge un’immagine diversa:…

L’urbanistica moderna nella città delle masse (1910)

Apparteniamo un po’ tutti alla professione del profeta, con qualche propensione a fare l’oracolo, ma mi resta qualche esitazione a rivolgermi a voi su un argomento tanto ben trattato da John Burns e dagli altri relatori di stamattina. Mi avventurerò comunque nell’esposizione di alcune idee che dovrebbero esservi abbastanza note, con un criterio sistematico anziché…

Urbanistica di destra, urbanistica di sinistra

Parecchi anni fa, scorrendo il quotidiano ufficiale della Lega Nord alla ricerca di immagini che descrivessero «La città ideale della Padania», non potevo fare a meno di chiedermi se fosse davvero possibile in qualche modo separare con un taglio netto una idea di urbanistica «di sinistra», dal suo ovvio contrappunto, che possiamo chiamare di destra,…