Addensare a piacere

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Foto F. Bottini

Tutti vogliono andarsene in villetta, dietro la siepe coi nanetti o senza, convinti di fare chissà perché una scelta ecologica, e comunque di andare a immergersi nel verde, nonostante l’abbiano obliterato esattamente col pavimento della casa. Poi ogni mattina, o pomeriggio, insomma sempre, per fare qualsiasi cosa sono costretti a prendere l’auto, ivi compresa la famosa frequentazione del verde, che nella forma frequentabile non sta affatto lì accanto, e si deve faticosamente raggiungere tra svincoli e diramazioni varie. Ma considerano queste assurdità un normale prezzo da pagare, insieme ai costi stratosferici del riscaldamento, a quella sensazione di isolamento che prende appena c’è una forte perturbazione atmosferica, o manca la corrente, o si verificano altre emergenze, dall’auto in panne in su. La domanda che sorge, ovvia e spontanea, è: ma perché mai c’è tanta gente disposta a investire la propria vita e i propri risparmi in un modello piuttosto assurdo di esistenza, che danneggia loro e gli altri? La risposta un po’ meno ovvia e spontanea sarebbe: tutto un problema di comunicazione, quella roba per quanto oggettivamente indigesta è resa desiderabile da decenni di bombardamento culturale.

La transustanziazione delle mille luci

Sembra passata un’eternità, da quando il successo internazionale musicarello di Petula Clark, Downtown (la cover italiana si chiamava Ciao Ciao e aveva un testo sdolcinato immondo) decantava marciapiedi illuminati dalle insegne, possibilità di socializzare e stare in compagnia anche da soli, insomma tutte le occasioni della grande città. Le stesse che da secoli attiravano come falene tutti i bifolchi un pochino più svegli della media, e desiderosi di darsi una mossa rispetto alle sacre zolle di mammà, ai solchi bagnati di servo sudòr come diceva il Manzoni, cittadino che non aveva mai sudato in vita sua. Poi venne l’idea del consumismo e dell’automobilismo di massa, e allora si cominciò a fare promozione a man bassa per il suburbio, iniziando di punto in bianco a presentare la città come se fosse una specie di fogna. Ora, è vero che c’erano e ci sono le file di macchine, parcheggiate o in lentissimo movimento negli ingorghi, ma se date un’occhiata attenta si tratta delle auto degli abitanti suburbani venuti a lavorare, mica dei cittadini che di solito si spostano con altri mezzi. Ed è anche vero che magari c’è il vicino fracassone, quello con la Tv troppo alta quando vorreste pisolare, ma avete mai provato a farlo in un pomeriggio di fine settimana suburbano, quando gli assatanati della potatura e giardinaggio accendono le loro formula uno tosaerba, tagliasiepi, soffiafoglie? Sai che pace agreste!

Facciamo un attimo il punto

Quando si considerano davvero le cose oggettivamente, praticamente, economicamente, non può non saltare all’occhio quanto la città sia un posto assai più vantaggioso del suburbio per abitare. Naturalmente bisogna capire quale, città, concepita come, gestita come, amministrata come. Ma è certo che avere servizi, essere a contatto adeguato, né troppo stretto né troppo lasco, coi propri simili, fa un gran bene. E infatti, visto che al giorno d’oggi pare che tutto si calcoli a valore monetario, provate un attimo a paragonare il costo al metro quadro di un immobile in città con il suo equivalente suburbano. Non a caso c’è un modo di dire da agenti immobiliari che suona più o meno “guida finché potrai permettertela”, la casa. Ovvero man mano ti allontani dalla città e dai suoi oggettivi vantaggi, scende il valore d’uso e di scambio degli edifici. Ma ce n’è un altro di modo di dire, e si chiama mutuo differito alla benzina, ovvero quel che risparmi poi te lo devi ripagare, spesso con gli interessi, in spese di viaggio, e tempo, e fatica, e disagi. Del resto lo sanno benissimo, quei poveracci nomadi cronici, in auto tutto il giorno tutti i giorni, salvo per dormire, e salvo i fine settimana di solito impegnati a riverniciare la recinzione, sistemare il vialetto, sostituire la madonnina illuminata. Ecco perché, come ci racconta il recentissimo rapporto allegato, anche in una capitale assoluta della suburbanizzazione di massa come l’Australia, si sta invertendo la tendenza, anche dal punto di vista del mercato. Era ora.

Riferimenti:

Conservation Council of Western Australia, What Perth Wants, rapporto dicembre 2014

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