Il verde urbano come spazio pubblico virtuale

Tra le moltissime critiche rivolte alle nuove forme del verde urbano, più o meno integrato dentro gli spazi artificiali della città, certamente spicca quella di non essere affatto verde, ovvero di usare strumentalmente quegli addomesticati elementi naturali a scopo promozionale di altro, segnatamente il valore immobiliare (via qualità estetica-architettonica) dei privatissimi interventi edilizi. Osservate però…

Il verde urbano identitario partecipativo post-moderno

Quando nell’immediato dopoguerra italiano uno degli ex ragazzini terribili del modernismo architettonico, Piero Bottoni, decise di proporre al paese una specie di versione aggiornata dello storico quartiere modello tedesco Weissenhof a un quarto di secolo di distanza, certamente non intendeva passare per qualsivoglia reinterpretazione del modello di neighborhood unit anglosassone, del resto già ampiamente rimaneggiato…

Sono attuali, gli «Orti di Guerra»?

Ma questa generazione di americani ce l’ha la “stoffa” per affrontare le sfide epiche della conservazione della vita su un pianeta che si riscalda rapidamente? Certo, i grandi mezzi di comunicazione sono pieni di servizi sul credito di carbonio, le auto ibride, la nuova urbanistica intelligente: ma anche così, la nostra impronta ambientale si sta allargando,…

L’orto urbano: una risorsa per le città (1919)

Qualunque città desidera prosperare e progredire il più possibile, e al giorno d’oggi sono in molti a comprendere quanto una città bella debba anche essere economicamente vitale. E probabilmente non esiste nulla che renda la città più bella del coltivare orti e giardini. Il giardinaggio vale doppio: aggiunge ricchezza, aggiunge bellezza. E al tempo stesso…

Il bosco urbano e l’urbanistica (1926)

Quello che chiamo bosco della città non è affatto una pura teoria, né qualcosa semplicemente adottato con successo solo in Europa, in situazioni economiche e stili di vita diversi. Si tratta invece di qualcosa di radicato anche in America, che vale la pena prendere in seria considerazione per introdurlo nella pianificazione urbana corrente. Se consideriamo…

Il valore (prevalentemente) sociale delle colture urbane

Nelle fasi più cupe delle grandi guerre novecentesche, sia quella del 1914-18 che la successiva 1939-45, fiorivano anche nei posti più improbabili i cosiddetti orti della vittoria. Che certamente contribuivano in qualche modo a integrare la magra sbilanciata dieta di popolazioni colpite dalle distruzioni delle infrastrutture che impedivano i trasporti delle derrate, dallo spopolamento delle…

L’orto urbano è una medicina

«Non c’è assolutamente nulla di magico e misterioso nel luogo in sé. Ma resta che la verifica pratica e scientifica dell’applicazione di nuove tecnologie e stili di vita, che riesce addirittura a modificare la biologia del cancro in chi ne è affetto». Inusuale iniziare un articolo con una citazione, ma tant’è, visto l’argomento, che però…

Zappare patate non rende progressisti

Tutti travolti da certo neocontadinismo di ritorno che si ammanta troppo automaticamente di ambientalismo e progressismo, ci scordiamo che l’agricoltura urbana non ha di per sé alcuna caratteristica alternativa, salvo appunto quella assunta di recente rispetto al consumismo. Del resto, se diamo un’occhiata alla storia recente del ritorno in città delle colture, troviamo ad esempio…

Orti urbani postmoderni

Nel periodo tra le due guerre mondiali, direttamente o indirettamente il tema degli orti urbani finisce per essere molto trattato dalla pubblicistica di cose urbane. Sia nei paesi con una struttura urbana-industriale ancora in divenire, che in forme diverse in altri più maturi, avere una superficie coltivata annessa alla casa era una importante integrazione del…